Oggi la Commissione europea presenterà la proposta di un nuovo quadro finanziario pluriennale. Bruxelles starebbe valutando un bilancio da 1.717 miliardi di euro per sette anni a partire dal 2028. Ma i negoziati sulla cifra finale sono ancora in corso fino all’ultimo minuto.
La somma, contenuta in un documento visionato da Politico e oggetto di contesa tra alti funzionari della Commissione a Bruxelles, rappresenterebbe quindi un aumento del potere di spesa dell’Ue rispetto all’ultimo bilancio, in vigore dal 2021. Se i membri della Commissione, guidati dalla presidente Ursula von der Leyen, raggiungessero un accordo su questa cifra nelle prossime ore, la spesa totale salirebbe all’1,23% del reddito nazionale lordo per i sette anni a partire dal 2028, rispetto a circa l’1,1% del periodo attuale. Il bilancio 2021-2027 era di 1,2 trilioni.
I negoziati all’interno della Commissione si sono protratti fino a martedì sera e i funzionari hanno avvertito che le cifre potrebbero ancora cambiare. Un aumento significativo previsto rispetto al precedente periodo di sette anni non è insolito in questa fase, poiché ci si aspetta che i governi nazionali lo riducano prima di dare la loro approvazione definitiva entro la fine del 2027.
Il bilancio dell’Ue, noto come quadro finanziario pluriennale, copre tutte le spese europee, dai sussidi agli agricoltori agli aiuti ai Paesi in via di sviluppo, fino ai progetti culturali e alle infrastrutture di trasporto. La maggior parte del bilancio è costituita dai contributi dei 27 governi dell’Ue, più altre entrate minori. Diversi Paesi, tra cui la Germania, hanno però già messo in guardia sull’espansione del budget dell’Ue in un momento in cui gli elettori di tutta Europa si stanno sempre più orientando verso forze populiste e antieuropee.
L’idea di von der Leyen ha dichiarato è di dirottare i finanziamenti dalle modalità tradizionali di spesa dell’Ue – agricoltura e sviluppo regionale – verso nuove priorità come la difesa e l’innovazione.
Dopo oltre due anni di difficili negoziati tra governi e Parlamento europeo, ci dovrà essere l’ok della Commissione. E poi i 27 governi dell’Ue dovranno approvare il piano all’unanimità. Sarà un’impresa ardua per von der Leyen. Oltre alle riserve della Germania, anche la Francia non è disposta ad aumentare i propri contributi, schiacciata com’è da un debito in forte crescita.
La Commissione è pronta a stanziare 946 miliardi di euro per «il modello sociale e la qualità della vita in Europa», che potrebbero includere la politica regionale e la politica agricola comune, che attualmente rappresentano due terzi del bilancio dell’Ue.
Ma se i dati saranno confermati, i sussidi agli agricoltori e i pagamenti alle regioni più povere, che sono stati il pane quotidiano del bilancio dell’Ue per decenni, rappresenteranno una quota significativamente inferiore della spesa totale nei prossimi anni. Secondo il documento visionato da Politico, la Commissione stanzierà 522 miliardi di euro per «competitività, prosperità e sicurezza», 190 miliardi di euro per il capitolo «Europa globale», che include aiuti allo sviluppo e assistenza ai paesi limitrofi, e 107 miliardi di euro per un fondo denominato «amministrazione» che copre gli stipendi dei dipendenti. Un fondo fuori bilancio dedicato all’Ucraina avrà un valore di 88 miliardi di euro nei prossimi sette anni.
Separatamente, la Commissione proporrà tre nuove tasse destinate ai rifiuti elettrici, ai prodotti del tabacco e alle aziende dell’Ue con un fatturato superiore a 50 milioni di euro per ripagare il debito comune post-Covid. Si prevede che i rimborsi costeranno dai 25 ai 30 miliardi di euro all’anno a partire dal 2028.