Fuoco e fiammeUn vasto incendio boschivo sta devastando la zona sud-est di Creta

Un fronte di fuoco lungo oltre sei chilometri ha imposto evacuazioni di massa e interrotto i collegamenti in una delle zone più turistiche dell’isola

Unsplash

Un vasto incendio boschivo sta devastando il sud-est dell’isola di Creta, in Grecia, dove almeno millecinquecento persone tra residenti e turisti sono state evacuate tra mercoledì 2 e giovedì 3 luglio. Le fiamme, alimentate da venti fino a 8 sulla scala Beaufort, si sono propagate rapidamente nei pressi del comune di Ierapetra, costringendo le autorità a ordinare lo sgombero immediato delle località turistiche di Achlia, Ferma, Agia Fotia, Galini e Koutsounari. La zona colpita è particolarmente frequentata per le sue spiagge e le strutture ricettive a ridosso del mare.  

L’incendio ha già raggiunto aree residenziali. Alcune abitazioni sono andate distrutte nella zona di Agia Fotia, dove si registrano blackout elettrici e danni strutturali. Quattro persone, tutte anziane, sono state ricoverate con sintomi da intossicazione da fumo. Gli ospedali di tutta l’isola sono stati posti in stato di preallerta. La polizia ha chiuso la strada costiera principale per motivi di sicurezza e ha chiesto alla popolazione di evitare ogni spostamento non essenziale.

Diverse persone sono state tratte in salvo dalle spiagge di Makry Gialos e Ferma con imbarcazioni civili e della guardia costiera, mentre colonne di fumo hanno reso l’aria irrespirabile fino a dieci chilometri dal fronte. Circa duecento sfollati sono stati ospitati nel palazzetto dello sport di Ierapetra, mentre altri sono stati trasferiti in alberghi della costa nord dell’isola, fuori dall’area di pericolo. 

Il fronte attivo supera i sei chilometri e le operazioni di spegnimento, condotte da oltre centocinquanta vigili del fuoco e squadre speciali, restano estremamente difficili per via del terreno impervio e delle alte temperature. Mezzi aerei e rinforzi da Atene e Pireo sono in arrivo, mentre parte degli sfollati è stata trasferita in strutture d’accoglienza nella città di Ierapetra.

«L’incendio è estremamente difficile da contenere», ha dichiarato Nektarios Papadakis, responsabile della protezione civile per la regione, all’Associated Press. L’incendio è scoppiato mercoledì pomeriggio tra i boschi collinari di Skinokapsala e Agia Fotia, un’area di vegetazione densa e altamente infiammabile, con versanti ripidi che ostacolano l’intervento dei mezzi meccanici. 

Le autorità non hanno ancora chiarito l’origine del rogo. Le indagini sono in corso, ma per ora prevale l’ipotesi di un innesco accidentale, complicato da condizioni ambientali estreme. Alcune fonti non escludono responsabilità umane, seppure non dolose. La magistratura ha aperto un fascicolo conoscitivo. Il governo greco, per il momento, ha evitato dichiarazioni politiche dirette, ma si prepara a gestire un’emergenza che potrebbe proseguire per giorni, con l’indice di rischio incendi che resta elevato in tutto il sud del Paese.

La Grecia affronta ogni estate una stagione di incendi, ma negli ultimi anni l’intensità e la durata dei roghi sono aumentate. Secondo il Servizio europeo per i cambiamenti climatici (Copernicus), l’estate 2024 è stata la più calda mai registrata nel bacino del Mediterraneo, e il 2025 ha già visto temperature record in Spagna, Francia, Italia e Turchia. Proprio in Turchia, più di cinquantamila persone sono state evacuate questa settimana a causa di un incendio nella provincia di Izmir. In tutta Europa si contano almeno sei decessi legati all’ondata di calore.

X