Ambiente protettoLe sette mosse chiave per potenziare la resilienza climatica dei Comuni

In “Pianificare l’adattamento al cambiamento climatico”, Mattia Bertin e Vittore Negretto spiegano quali azioni fondamentali adottare per rispondere ai rischi climatici locali

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Il primo strumento che il progetto VenetoAdapt mette a disposizione dei Comuni con questa guida per l’individuazione delle azioni integrative è una raccolta di sette azioni irrinunciabili. Queste azioni sono definite così perché si tratta di azioni di grande peso e di forte necessità, senza le quali la trasformazione in senso adattivo dei Comuni del Veneto Centrale ha poca efficacia. Per poter mettere il sigillo di adesione al Progetto VenetoAdapt sul proprio piano è necessario considerare queste azioni come una traccia orientativa, capace di rispondere in maniera rilevante ai nodi rimasti scoperti dalle azioni incrementali precedenti. 

Le sette azioni sono precise quanto elastiche, e sono pensate per essere disegnate nella loro applicazione su Comuni di qualunque dimensione aventi rischi climatici correlati a precipitazioni, calore, freddo, vento e siccità. In questo capitolo vedremo nel dettaglio ciascuna di queste azioni, suggerendone modalità di applicazione e categorie per la compilazione della scheda. 

Aggiornamento del Regolamento edilizio comunale
Il Regolamento edilizio comunale è uno strumento di particolare efficacia per la capillarità della sua azione. Prevedere un’azione di carattere normativo/ incentivante per favorire la realizzazione di interventi diffusi di adattamento del patrimonio immobiliare, tanto pubblico quanto privato, può portare una progressiva trasformazione a vasto impatto. I principali temi in cui è possibile agire sono: il raffrescamento degli edifici; la captazione delle acque attraverso l’introduzione di superfici permeabili/drenanti; la raccolta delle acque meteoriche e il loro riuso; l’invarianza idraulica nella realizzazione di nuove cubature; la progettazione resiliente e alberata degli spazi aperti pubblici e privati come parcheggi o aree gioco; il consolidamento di coperture, tetti, balconi, superfetazioni leggere.

Riduzione della vulnerabilità idraulica
La regolazione della vulnerabilità idraulica è uno dei principali temi da trattare nell’adattamento al cambiamento climatico in Italia. Suggeriamo di agire su questo aspetto attraverso interventi volti all’accumulo e drenaggio delle acque di piena o di ruscellamento che permettano di ridurre la copertura dei piani calpestabili o viabili della città da parte delle acque. I tre principali strumenti di riduzione della vulnerabilità possono essere: la redazione/aggiornamento del Piano delle acque; la predisposizione di interventi di depavimentazione verde o blu per migliorare il drenaggio urbano; la realizzazione di aree di invaso allagabili, lungo le aste idrografiche o negli spazi aperti dei quartieri maggiormente a rischio di ruscellamento urbano.

Revisione del piano di protezione civile
Questa azione, se si è seguita la procedura proposta nel capitolo 2 di questa guida, è stata già realizzata. A questo punto potrebbe essere opportuno rivedere una nuova volta il piano, per comprendere se alcune delle zone identificate come a rischio nella prima fase, possono essere a breve ridotte in termini di attenzione. In ogni caso è buona attitudine rivedere il Piano di emergenza (o di protezione civile) per includere i fattori di pericolosità mutati o apportati dagli impatti climatici, e su quelli valutare vulnerabilità ed esposizione del territorio comunale, e le eventuali procedure connesse.

Forestazione urbana
Lo strumento di maggior utilità nell’adattamento al cambiamento climatico in Italia, con grandissima utilità anche in termini di mitigazione, è sicuramente la realizzazione di nuovi boschi misti di sufficiente estensione. È vitale intervenire nella forestazione delle aree che manifestano un grado di rischio più elevato in relazione al verificarsi di ondate di calore, ondate di freddo, ruscellamento, inondazioni e vento intenso. Sviluppare nuovi boschi urbani o periurbani può ridurre fortemente gli impatti legati a questi pericoli. L’azione può essere svolta direttamente su proprietà pubbliche, o attraverso norme o incentivi per favorire o imporre che venga svolta in aree private appropriate.

Istituzione del Resilience Manager
Il Resilience Manager è una figura introdotta da alcuni Comuni particolarmente all’avanguardia nella lotta agli impatti del cambiamento climatico. Il ruolo del Resilience Manager, spesso semplicemente una delega attribuita a un dirigente o Po già dipendente del Comune, è sovrintendere a tutti gli aspetti legati al clima nel territorio. Prevedere l’istituzione della figura del Resilience Manager all’interno dell’amministrazione comunale, con compiti di coordinamento e promozione delle azioni di adattamento e mitigazione, permetterà un maggior dialogo tra i settori e una maggior rapidità ed efficacia nella realizzazione del piano. Questa figura avrà inoltre il compito di negoziare impegni di adattamento con partecipate, altri soggetti pubblici e soggetti privati presenti nel territorio, fissando assieme impegni e verificandone il rispetto

Monitoraggio costante delle principali variabili meteo-climatiche e dei fenomeni climatici estremi
Per dare effiacia e forza al Piano di adattamento è molto importante che questo sia connesso a un monitoraggio regolare delle principali variabili meteo-climatiche e degli eventi estremi nella Regione. Grazie all’accordo sottoscritto tra Arpav e il Progetto VenetoAdapt, ogni Comune del Veneto ha a disposizione delle serie climatiche aggiornate. Allo stesso modo è possibile raccogliere dalle Agenzie regionali per la protezione ambientale i dati su piovosità, siccità, calore e vento necessari a mantenere aggiornato il piano. L’azione deve fissare un programma per il monitoraggio con cadenze e sistemi di registrazione delle progressioni.

Raffrescamento delle aree a parcheggio superiori a 1.000 m2
Le grandi aree a parcheggio, come quelle di supermercati o centri funzionali, sono particolarmente a rischio per accumulo di calore e impermeabilizzazione. Agire su questi vasti spazi, non solo con ridotte piantumazioni, ma con importanti opere di depavimentazione e di copertura vegetata, avrà un effetto di grandissimo rilievo, con vantaggio per tutto il Comune. Le azioni di raffrescamento delle grandi aree di parcheggio permetteranno di difendere la salute. Queste opere inoltre permetteranno di ridurre impatti da acqua e calore sui fabbricati circostanti, con una riduzione dei danni attesi da acqua e dei costi per il raffrescamento. Infine, se poste al di sotto del piano veicolare e di calpestio, queste infrastrutture verdi possono svolgere un importante ruolo di drenaggio delle acque in accumulo.

Tratto da “Pianificare l’adattamento al cambiamento climatico”, di Mattia Bertin e Vittore Negretto, Marsilio, pagine 208, 24,00 euro

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