Un attacco ucraino con droni ha colpito martedì la città russa di Izhevsk, a oltre mille chilometri dalla linea del fronte, provocando almeno tre morti e decine di feriti. Le autorità locali hanno confermato che i droni hanno colpito un’area industriale, senza precisarne la funzione, mentre fonti dei servizi ucraini hanno dichiarato che l’obiettivo era un impianto per la produzione di droni militari. L’attacco rappresenta una delle incursioni più profonde mai effettuate all’interno del territorio russo dall’inizio dell’invasione, nel febbraio 2022, e segnala un’evoluzione significativa della capacità offensiva di Kyjiv.
Poche ore dopo, la Casa Bianca ha annunciato la sospensione di alcune forniture militari promesse all’Ucraina. La decisione, ufficializzata con una nota del portavoce Anna Kelly, è motivata da una revisione interna del Pentagono che ha rilevato livelli critici nelle scorte strategiche statunitensi. «Questa decisione è stata presa per mettere gli interessi dell’America al primo posto», ha dichiarato Kelly, facendo riferimento anche all’intervento militare statunitense contro obiettivi iraniani come prova della «forza incontestata delle forze armate americane».
L’interruzione parziale degli aiuti arriva in un momento di massima pressione militare. La Russia ha intensificato negli ultimi giorni la sua offensiva aerea contro obiettivi ucraini, lanciando più di cinquecento tra missili balistici, da crociera e droni in uno degli attacchi più massicci del conflitto. Il generale Oleksandr Syrskyi, comandante delle forze armate ucraine, ha ordinato lo smantellamento degli accampamenti in tenda nei centri di addestramento per prevenire perdite elevate in caso di nuovi raid.
Nel frattempo, Berlino ha annunciato nuove misure per contrastare la cosiddetta flotta ombra di petroliere russe attive nel Baltico e nel Mare del Nord. Le autorità tedesche stanno verificando la copertura assicurativa delle navi sospette, spesso escluse dai circuiti assicurativi tradizionali e operative al di fuori delle normative europee. La misura è parte delle sanzioni occidentali volte a limitare le entrate petrolifere russe.
Infine, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Iaea) ha confermato un attacco con sei droni la scorsa settimana nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, attualmente sotto controllo russo. L’Iaea ha riferito che l’attacco ha danneggiato alcuni veicoli vicino al bacino di raffreddamento della centrale, senza causare feriti.