Ripensamenti enoici Assoenologi propone di ridurre la produzione di vino

Cotarella di Assoenologi ha chiesto alle cantine di ridurre la produzione in modo selettivo, perché se ci sono squilibri il sistema crolla. Un grido d’allarme che arriva con qualche anno di ritardo

Foto di 悍匪 社交 da Pixabay

Qualche giorno fa, un produttore trentino, raccontando di un suo maestro di qualche decennio prima, spiegava che uno dei migliori insegnamenti che aveva ricevuto era sintetizzato in una frase, che si riferiva al vino ma poteva essere applicata a ogni altro ambito economico: «Negli anni buoni, o aumenti le quantità, o aumenti i prezzi, ma non puoi aumentare entrambe le cose, se no crolla tutto». Per decenni il mondo del vino italiano ha fatto invece entrambe le cose, aumentando a dismisura produzione, terreni, bottiglie e vini, e allo stesso tempo cavalcando l’onda dell’entusiasmo e aumentando anche i prezzi di vendita.

Quando il mercato è calato, il mercato vero, quello dei grandi numeri che compra le uve e non coltiva vigneti, ha detto ai contadini che avrebbe abbassato il prezzo d’acquisto dell’uva. L’uva costa meno, vale meno, e quelli che ci rimettono sono i contadini e i piccoli produttori. Come si risolve la questione, visto che i consumi non accennano a ripartire? Una delle risposte arriva da Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi, al termine dell’incontro avvenuto, in via del tutto eccezionale, ieri a Palazzo Chigi con il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, a cui ha preso parte anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

«Ogni singolo territorio dovrà gestire la propria produzione di uve in funzione della richiesta del mercato. Una regola fondamentale di ogni mercato è che l’offerta non deve mai superare la domanda, altrimenti il sistema non regge». Così ha dichiarato Cotarella, che nel ringraziare Meloni, Lollobrigida e Urso per l’attenzione riservata al comparto, ha anche sottolineato come il tema della gestione delle rese non possa più essere rimandato: «La qualità è fondamentale, ma va accompagnata da una corretta analisi della domanda e dell’offerta. È la regola più elementare di qualunque mercato».

L’intervento di Cotarella si è inserito nel più ampio quadro dell’incontro odierno tra Governo e rappresentanti della filiera vitivinicola italiana, durante il quale si è definito il perimetro della nuova strategia nazionale di comunicazione a supporto del vino italiano. Una campagna istituzionale, voluta dal Ministero dell’Agricoltura, e soprattutto dal titolare del dicastero, Francesco Lollobrigida, che mira a valorizzare il vino come prodotto identitario dell’Italia, “baluardo culturale ed economico da difendere dagli attacchi ideologici di matrice proibizionista, provenienti da alcune correnti europee e internazionali” (cit).

Come da nota stampa, Assoenologi ribadisce il proprio impegno a fianco delle istituzioni per la salvaguardia del comparto vitivinicolo italiano, promuovendo la sostenibilità economica e ambientale delle produzioni, la cultura del bere responsabile e la consapevolezza delle sfide che il settore deve affrontare in modo serio, strutturato e condiviso.

Dopo i tanti cali subiti dal settore a causa di numerosi motivi, dai giovani che bevono meno vino, alla moderazione seguita alla modifica delle sanzioni voluta dalla legge sul codice della strada, ai dazi trumpiani, l’iniziativa è comunque da prendere in considerazione, visto che si pone a protezione di un settore che sta soffrendo e che ha bisogno di sostegno. Ma – forse – arriva con qualche anno di ritardo e dimostra una scarsa visione prospettica degli anni in cui tutto funzionava meglio del previsto.

X