Un’esperienza da vivereIn vigna si impara a fare il vino

Dalla Champagne alla California, le cantine aprono le porte a chi vuole mettersi in gioco. Si raccoglie, si assembla, si degusta. E si torna a casa con una bottiglia fatta con le proprie mani. È l’enoturismo del futuro, ed è già presente

C’è una foto, pubblicata da Bollinger, che racconta tutto: due mani che affondano nei grappoli appena raccolti, sorrisi infangati, e la promessa che, a settembre, torneranno. «A vous de vendanger», dice la caption. Un invito a vendemmiare. Ma è molto di più: è l’idea che il vino non si debba solo bere, ma toccare, ascoltare, partecipare.

Sempre più cantine – in Italia e non solo – stanno cambiando paradigma: trasformano chi visita in protagonista. Non più turisti in visita, ma vignaioli per un giorno. Dalla raccolta dell’uva al blending, fino alla creazione di un’etichetta personale, l’enoturismo si fa esperienziale. Letteralmente.

Tra le esperienze più evolute in questa direzione c’è “Fai il tuo vino con AMP”, progetto ideato dall’enologo trentino Andrea Moser. Non si tratta di un pacchetto turistico, ma di un vero e proprio percorso di co-creazione: un viaggio nel vino, dalla vigna al bicchiere, costruito insieme a chi partecipa.

Si inizia con una degustazione comparativa, per capire gusti e stili. Poi si visita il vigneto, un micro-lotto in Valpolicella coltivato da Ettore Ravizza, si partecipa alla vendemmia a mano, si vive la cantina in fermentazione, si discutono taglio e affinamento. Moser accompagna ogni fase con un approccio sartoriale, calibrando il vino insieme ai partecipanti. Alla fine si ricevono bottiglie numerate, vestite con un’etichetta progettata insieme, che raccontano davvero il legame tra chi fa il vino e chi lo condivide.

Intorno a questa idea – più profonda, più intima – ruotano oggi molte proposte più leggere, ma ugualmente coinvolgenti. A Milano, Cantina Urbana propone un blending urbano con vini italiani, da creare e imbottigliare in città. In Toscana, a Viticcio e Cantina Canaio, si gioca con sangiovese e merlot per costruire il proprio taglio, con l’aiuto dell’enologo. In Friuli, da Gradis’ciutta, si lavora su bianchi eleganti: friulano, ribolla, malvasia. A Trapani, si miscela tra i filari, ascoltando storie di famiglia e assaggiando pane cunzato. A Firenze, il blend si fa in centro storico, come in un laboratorio sensoriale con vista cupola.

Per la prossima vendemmia, invece, in Friuli Venezia Giulia si può vivere un’esperienza turistica e didattica aperta a tutti. L’iniziativa coinvolge nove aziende aderenti alla Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, rivolta a un pubblico ampio, con proposte differenziate: alcune cantine hanno ideato percorsi pensati per le famiglie, con attività semplici e coinvolgenti adatte anche ai bambini, da vivere in sicurezza e in un’atmosfera rilassata tra i filari. Altre realtà vitivinicole offrono esperienze rivolte a esperti e appassionati di vino, con focus più tecnici sulla maturazione delle uve, le pratiche di vinificazione e la degustazione guidata di etichette selezionate. Altre cantine ancora hanno voluto puntare sull’aspetto conviviale della vendemmia, aprendo ai partecipanti la possibilità di prendere parte al classico pranzo di lavoro dei vendemmiatori. Il Friuli Venezia Giulia, tramite PromoTurismoFVG e il coordinamento regionale dell’Associazione nazionale Città del Vino, è stata la prima regione d’Italia ad aver firmato nel 2023 un protocollo d’intesa per promuovere il valore dell’esperienza della vendemmia turistico-didattica per incrementare l’offerta turistica del territorio. Per partecipare è possibile prenotare direttamente nelle cantine coinvolte sul sito.

E fuori dall’Italia? L’idea si sta diffondendo anche altrove. In Francia, a Bordeaux, il laboratorio B‑Winemaker accompagna i visitatori nella creazione di una cuvée personalizzata, partendo da Grands Crus e concludendo con l’imbottigliamento e l’etichettatura. A Parigi, in una cave storica del XVIII secolo, si blendano vini, si etichetta e si porta via la propria bottiglia, in una cornice suggestiva e sotterranea. Anche a Saint‑Émilion non mancano esperienze che uniscono tecnica e piacere, con degustazioni guidate e assemblaggi da manuale.

In California, il concetto si è evoluto in chiave contemporanea. A Paso Robles, da Bottaia Winery, si lavora direttamente su campioni prelevati dalle barrique, si provano tre tagli diversi e si porta a casa quello preferito, con etichetta scelta al momento. A Sonoma, Trione Winery organizza seminari stagionali con l’enologo, in piccoli gruppi. E a Napa, Wine U Design costruisce percorsi tematici attorno ai vitigni: Cabernet, Zinfandel, Syrah, sempre con un approccio formativo ma ludico.

In tutte queste esperienze il vino diventa un atto creativo, non più un prodotto finito da acquistare, ma un processo da condividere, inclusivo, artigianale, narrativo. Un prodotto da conquistare che mette in comunicazione diretta chi lo beve con chi lo fa.

Fai il tuo vino con AMP – Andrea Moser
andreamoserwinemaker.com

Cantina Urbana – Milano
cantinaurbana.it

Viticcio – Greve in Chianti (FI)
viticcio.com

Cantina Canaio – Cortona (AR)
cantinacanaio.it

Gradis’ciutta – San Floriano del Collio (GO)
gradisciutta.eu

Wine Blending Workshop – Trapani
byfood.com

Blend Your Own Wine – Firenze
winera.com

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