In una intervista all’Huffington Post, l’ex direttore generale per gli Affari economici dell’Ue, Marco Buti, lamenta i magri risultati ottenuti dall’Europa nella trattativa sui dazi con Donald Trump, invitando Ursula von der Leyen a fare autocritica, e con lei «quei leader nazionali che hanno spinto la Commissione a un atteggiamento timido e rinunciatario». Leggi, anzitutto, i capi di governo di Germania e Italia.
Il ragionamento merita però una citazione più lunga: «Ad aprile scorso, dopo il Liberation day, l’Ue ha perso l’opportunità di farsi valere. Eppure sarebbe bastato seguire la scia dei mercati che reagirono molto male all’annuncio di Trump sui dazi, mettendo per la prima volta in discussione gli strumenti del Tesoro americano, quindi i bond americani e il dollaro, come base del sistema finanziario internazionale. In quel momento Trump era debolissimo: l’Europa avrebbe dovuto approfittare e invece ha barattato una tregua sull’applicazione dei dazi con una concessione di sostanza, cioè la sospensione delle contromisure approvate dai 27».
Come i più attenti lettori di questa newsletter avranno sicuramente già capito, la vera ragione di questa lunga citazione sta naturalmente nell’occasione che mi offre per ricordarvi che io ve lo avevo detto subito (e pure più di una volta).