Perché inchinarsiL’atteggiamento remissivo dell’Europa verso Trump potrebbe aver funzionato, ma anche no

L’ultima svolta filo-ucraina del presidente americano suggerisce che lisciargli il pelo sia produttivo per tutto l’Occidente. Ma non sappiamo quanto durerà tutto questo, probabilmente poco, forse pochissimo

AP/Lapresse

Ammesso che duri, l’ultima clamorosa svolta filo-ucraina di Donald Trump potrebbe essere un buon argomento a difesa dell’atteggiamento a dir poco remissivo tenuto con lui dall’Unione europea praticamente su tutto, persino sulla questione dei dazi, in particolare per volere di Germania e Italia. Avendo io qui ripetutamente sostenuto che si sarebbe dovuto fare l’esatto contrario, penso sia giusto segnalare una lettura alternativa, come quella di Janan Ganesh sul Financial Times. D’altronde lui stesso premette di avere cambiato idea durante la stesura dell’articolo, che inizialmente avrebbe dovuto essere una reprimenda contro il cedimento dell’Europa. Il punto è che al momento la sicurezza europea dipende dagli Stati Uniti, e con la guerra in Ucraina ai confini dell’Ue e le continue provocazioni russe anche oltre (a proposito, stanotte c’è stato un nuovo sconfinamento di droni in Danimarca), non c’è questione economica, d’immagine o di qualunque altro genere che possa compensare il rischio di un abbandono della Nato da parte degli Stati Uniti.

In breve, sostiene Ganesh, dovremmo ringraziare Ursula von der Leyen, Mark Rutte e tutti i leader che hanno sacrificato il loro orgoglio, per non dire di più, per comprare tempo (sperando che almeno riusciamo a utilizzarlo seriamente per uscire dalla totale dipendenza militare dagli Stati Uniti in cui ci troviamo). È un argomento, lo ammetto, che ha una sua solidità. Si intende comunque che qualora Trump cambiasse posizione ancora una volta e la situazione si deteriorasse anche sul piano della sicurezza, come temo, e se insomma il nostro sacrificio, economico e morale, si rivelasse vano o addirittura controproducente, non mancherò di farvelo notare, come di consueto, nella mia rubrica favorita: Io ve l’avevo detto.

Leggi l’articolo di Alessandro Cappelli su questo tema.

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