Dopo meno di due ore di colloqui, il presidente americano Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping hanno concluso il vertice che si è tenuto a Busan, in Corea del Sud. Alla fine dell’incontro, Trump ha risposto alle domande dei giornalisti, dicendo che gli Stati Uniti potrebbero firmare un accordo commerciale con la Cina «molto presto», ma ha fornito scarsi dettagli sulle questioni su cui Washington e Pechino avrebbero dovuto concordare.
Il presidente statunitense ha detto che Washington ridurrà i dazi su tutti i prodotti cinesi, introdotti in precedenza in risposta al flusso di ingredienti chimici per il fentanil negli Stati Uniti, con effetto immediato. E ha aggiunto che la questione del commercio delle terre rare è «risolta», spiegando che «non ci sono più ostacoli da parte della Cina». Pechino detiene il monopolio sulla lavorazione di minerali essenziali e nelle ultime settimane ha rafforzato la sua presa sulle esportazioni di terre rare, usando la sua morsa sulle terre rare come leva economica chiave. Trump però non ha fornito dettagli su cosa comportasse questo accordo. Né c’è stato alcun annuncio in tal senso da parte della Cina.
Trump ha annunciato anche che Stati Uniti e Cina «lavoreranno insieme» sulla guerra in Ucraina, ma Taiwan non è mai stata menzionata nelle discussioni tra i due leader. Il presidente statunitense ha descritto i colloqui come un «grande successo» e un «incontro straordinario», aggiungendo che visiterà la Cina nell’aprile del prossimo anno e che Xi visiterà gli Stati Uniti «qualche tempo dopo».
Il resto dei dettagli dell’accordo deve ancora essere annunciato, ma sembra che a Pechino sarà consentito acquistare chip per computer avanzati dagli Stati Uniti. Il presidente Xi sta cercando infatti di sviluppare l’economia high-tech del suo Paese e la Cina sta già costruendo più robot di qualsiasi altro Paese. Per continuare questo sviluppo, però, le aziende cinesi hanno bisogno di accedere ai chip per computer avanzati prodotti da Nvidia, ma la vendita di questi è stata limitata da Washington. Trump ha affermato che Pechino avrebbe parlato con l’amministratore delegato di Nvidia e che le autorità statunitensi avrebbero svolto il ruolo di «una sorta di arbitro», nonostante il presidente degli Stati Uniti abbia affermato che tali discussioni non includeranno il chip Blackwell, considerato il migliore di Nvidia per l’intelligenza artificiale.
Sarà necessario ascoltare la versione cinese delle discussioni e confrontare le opinioni di entrambe le parti. Solo quando saranno noti tutti i dettagli avremo un’idea più precisa tra il «dare e avere» tra le due superpotenze.