Il nuovo numero di KConcentrarsi sui dettagli, e altre storie di letteratura e moda

Pubblichiamo l’introduzione di Nadia Terranova al nuovo volume della rivista letteraria de Linkiesta. Dal 23 ottobre nelle edicole di Milano e Roma, negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia, e nelle librerie indipendenti. Ma già disponibile possibile sul nostro sito

K – Moda si troverà dal 23 ottobre nelle edicole di Milano e Roma, negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia, nelle librerie indipendenti. Da lunedì 20 ottobre è possibile ordinarlo sul nostro store (qui). 

Io me lo ricordo, Marco, quando al liceo non sapeva come farglielo capire, ai prof: disegnare mentre spiegavano non lo distraeva per niente, anzi era un modo per concentrarsi di più, per concentrarsi tutto sulle loro voci. Qualcuno non lo capiva, lo riprendeva, qualcun altro invece lo accettava, magari non legalizzava la distrazione però chiudeva un occhio. La classe doveva stare con lo sguardo fisso alla lavagna, Marco – facendo finta che non ce ne accorgessimo – poteva tenerlo incollato al suo foglio, la matita in mano. La notte turbolenta dell’Innominato, i versi di Catullo, le reazioni di chimica: tutto passava per le pieghe degli abiti, i dettagli delle scarpe – per i visi affusolati, le labbra imbronciate. Marco disegnava ritratti e soprattutto bozzetti, da grande avrebbe fatto lo stilista, non era un sogno, una proiezione sul futuro, era piuttosto una realtà in embrione, già tutta dentro di lui. Io la riconoscevo quella smania di essere già chi sarebbe diventato, perché ero come lui: mi sentivo una scrittrice, anche se il mondo non lo sapeva e chissà se lo avrebbe mai saputo. Marco e io eravamo compagni di banco: due che attraversano l’adolescenza sapendo che alla fine ci sarà il vero sé, o qualcosa del genere. (Oggi, sono sempre di Marco i vestiti con cui vado ai premi letterari, e mi sento protettissima, come accade solo quando hai accanto, anzi addosso, le persone che ti hanno vista quando gli altri non ti vedevano).

Marco è sempre stato LA moda. Ogni cosa che è venuta da lui – i primi vestiti fatti fare da una sarta sui suoi bozzetti, i regali dai mercatini e dai negozi vintage, le prime borse che ha disegnato – era sempre suo il dettaglio che gli altri notavano. Io pensavo di essermi vestita bene (vengo da una famiglia di donne a cui piace toccare tessuti, scegliere vestiti, scambiarseli) ma era solo quando l’oggetto era di Marco che se ne accorgevano gli altri: come stai bene! È stata la mano di dio, cioè di Marco – ridacchiavo fra me. E questa è una delle porte che si aprono alla parola chiave di questo numero – attesissimo, desideratissimo, costruito insieme alla Camera Nazionale della Moda Italiana, e che per l’occasione vede un nuovo ingresso nel gruppo di K, Flavia Salvati – con i suoi abiti retrò e i suoi pochi anni ricorda ai miei, che sono cento, che non c’è un’età per vestirti come ti pare, per essere chi sei, o per fare finta di essere chi vuoi essere e non sei.

Ora, preparatevi.

Agganciatevi il foulard sulla spalla, come suggerisce Jane Austen nell’esergo. E viaggiate in questo numero di K, negli sguardi e nelle vite delle scrittrici e degli scrittori, nel modo in cui hanno urtato o evitato la moda, l’hanno attraversata o se ne sono lasciati attraversare, l’hanno scansata o hanno creduto di farlo. Ce l’hanno raccontato con generosità e varietà, come solo una parola urticante, fascinosa e inevitabile sa fare. La polifonia è garantita, la meraviglia pure: questo è uno dei numeri più belli di sempre, di certo il più chic.

Questo brano è l’editoriale del nuovo numero di K, la rivista de Linkiesta curata da Nadia Terranova e Christian Rocca. Si troverà dal 23 ottobre nelle edicole di Milano e Roma, negli aeroporti e nelle stazioni in tutta Italia, nelle librerie indipendenti. Da lunedì 20 ottobre è possibile ordinarlo sul nostro store (qui). 

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