
L’evento chiamato Pudding mit Gabel (“Budino con la forchetta”) è nato nell’agosto di quest’anno, a Karlsruhe, una cittadina nel sud-ovest della Germania. Tutto è partito da un volantino anonimo che invitava a partecipare a un incontro per mangiare budino con la forchetta. In poche settimane l’idea si è diffusa su TikTok e su Instagram, e si è presto diffusa in altre città tedesche: solo a Berlino si stima che abbiano partecipato più di mille persone. Il trend si è poi espanso anche in altri Paesi, arrivando in Austria, in Svizzera e persino negli Stati Uniti.
Le ragioni della nascita di questo trend non sono chiari, ma secondo alcuni, l’iniziativa sarebbe un tentativo per combattere la solitudine, diffusa soprattutto tra i più giovani. Nonostante sia digitalmente ben connessa, infatti, la Generazione Z è esclusa da incontri significativi. Al punto tale da pensare che incontrarsi per mangiare un budino con una forchetta possa essere un modo per cercare una connessione reale, in un mondo dominato dal digitale.
Uno studio pubblicato a maggio dal British Standards Institution (Bsi) dimostra infatti che quasi la metà – il quarantasette per cento – dei giovani britannici di età compresa tra i sedici e i ventuno anni avrebbe preferito crescere in un mondo senza internet. Il sessantotto per cento delle persone intervistate afferma inoltre di sentirsi generalmente peggio dopo aver usato i social media.
È per questo motivo che in tutta Europa stanno spopolando gli Offline Social Club — conosciuti anche come Offline Club —: eventi organizzati in cui l’uso di smartphone e social media è vietato o limitato. Le iniziative sono state promosse per la prima volta ad Amsterdam, a inizio 2024. Nata da un’idea di Ilya Kneppelhout, Jordy van Bennekom e Valentijn Klok, la startup olandese, ha l’obiettivo di incoraggiare le persone a conoscersi nei bar durante gli eventi pop-up.
Ai partecipanti viene chiesto di lasciare i propri dispositivi in apposite cassette che si trovano all’ingresso dei locali, dove rimangono per tutta la durata dell’incontro per favorire la creazione di spazi per relazione autentiche, non mediate da schermi. Gli incontri si dividono solitamente in due fasi: una parte di silenzio o di attività individuali (come la lettura o il disegno), seguita da una parte sociale, di interazione con le altre persone attraverso giochi, conversazioni, e altre attività. Gli eventi di The Offline Club si svolgono in caffè, spazi culturali o locali dedicati, rigorosamente senza dispositivi elettronici. Il payoff del progetto, infatti, è “Sostituisci il tempo trascorso sullo schermo con il tempo reale”. La partecipazione è spesso a pagamento o su prenotazione, e il costo si aggira intorno ai 7.50 €, escluse eventuali consumazioni al bar.
I partecipanti all’Offline Social Club sono soprattutto giovani di età compresa tra i venti e i trentacinque anni, che vivono in città, e con un buon livello di istruzione, e che sono consapevoli dell’impatto che la tecnologia ha sulla loro vita sociale. Il dilagare di questi spazi offline segnala una generazione che non rifiuta la tecnologia, ma che vuole ridefinirne l’uso, anche a costo di pagare.
Molti partecipanti descrivono l’esperienza come più rilassata e autentica rispetto alle interazioni online. Gli incontri creano zone temporanee libere dalla pressione algoritmica: conversazioni dirette, ritmo umano, attenzione condivisa.
Il paradosso è che la maggior parte di questi club si organizza e si promuove attraverso i social media. Resta quindi da capire se l’esperienza sia veramente indice di un cambiamento più ampio e duraturo o sia ascrivibile a una mera strategia di marketing, con il rischio che la commercializzazione snaturi l’intento originario.
Gli Offline Social Club non sono infatti un caso isolato. Secondo i dati riportati dall’Hilton Trends Report del 2025, il ventisette per cento degli adulti che pianificano un viaggio afferma di voler ridurre l’uso dei social media durante le vacanze. A confermarlo è anche Plum Guide, la piattaforma globale per l’affitto di case di lusso, che ha registrato un aumento del diciassette per cento nelle ricerche di proprietà dotate di poca tecnologia. Le ricerche di Keywords Everywhere stimano inoltre che tra il 2023 e il 2024 la ricerca per alloggi “digital detox” sia quasi triplicata.
In Messico, il Grand Velas Resorts ha lanciato un programma di disintossicazione digitale, completo di un “Detox Concierge” che si occuperà di eliminare tutti i dispositivi elettronici all’arrivo nella struttura. Intervistato dalla Bbc, Martin Dunford, fondatore e Ceo di Cool Places, piattaforma che si occupa di gestire b&b e hotel nel Regno Unito, racconta che prima sulla piattaforma venivano utilizzate delle etichette per segnalare la presenza del wifi nelle abitazioni «mentre ora stiamo aggiungendo una nuova etichetta “senza Wi-Fi”».