Il catalogo del ridicoloI meme di Trump, gli invitati di Taylor Swift, e gli indignati per niente

Ci si continua a dividere tra chi ha più attenzione di quanta vorrebbe come la popstar e chi è disposto a tutto per continuare ad averne come il presidente americano, con le rispettive tifoserie in indignazione semipermanente. Che comunque è meglio dell’atomica

I preparativi del matrimonio di Taylor Swift e Travis Kelce al Madison Square di New York / Ap

Non riesco a decidere quale sia l’indignazione semipermanente (cioè: di durata variabile tra la mezz’ora e i tre giorni) più rilevante dell’ultima settimana, quindi credo che farò la pigra scelta di catalogarle e lasciare a voi la decisione.

Certo, si rischia che venga fuori un mezzo plagio della “Qualcuno era comunista” di Giorgio Gaber, che però era almeno tragica come sapevano esserlo le ricognizioni di quando la società delle persone serie era un ricordo recente (è un brano di trentacinque anni fa).

Questo elenco qui è solo malinconico, perché abbiamo troppo smarrito il senso del ridicolo per riuscire a concepire e narrare tragedie (se non si dà comico, non si dà neppure tragico). E quindi eccoci qui, a catalogare puttanate, come d’altra parte ogni giorno, ogni settimana, ogni mese.

Qualcuno era indignato perché, avendo comprato un biglietto per un raduno di duecentocinquantamila persone accroccato con l’intenzione di battere dei record, pensava di aver comprato un biglietto per il Teatro Sistina, e che Tor Vergata sarebbe stata comoda e con acustica impeccabile.

Qualcuno narrava il ritorno dal concerto di Ultimo a Tor Vergata coi toni che i bisnonni avevano raccontando delle guerre mondiali, perché se fai parte di una società satolla l’epica te la devi un po’ inventare.

Qualcuno era indignato perché il cantante al concerto ci era arrivato con l’elicottero – chissà come pensavano arrivassero i cantanti ai concerti nel mezzo del nulla: chiedendo «scusi le spiace farmi passare?» duecentocinquantamila volte? – e noi qui con la cannuccia di carta per non inquinare. Figli miei, però se avete più di cinque anni e usate la cannuccia il problema siete un po’ voi.

Qualcuno era indignato perché la Meloni aveva fatto un post sul concerto di Ultimo, complimentandosi per la perfettissima organizzazione (il che faceva molto ridere, considerato che il post l’algoritmo lo faceva comparire in mezzo alle cronache d’epico disastro di cui sopra), e insomma sei la presidente del Consiglio, ti pare che fai i post sui cantanti.

Qualcuno era indignato perché la Meloni non aveva invece fatto un post per dire buon compleanno all’America, da duecentocinquant’anni indipendente; perché ormai funziona così, che i governi si giudicano dai post, c’è la post police e la like police: hanno iniziato controllando se Fedez e Ferragni si seguissero ancora, e ora guardali, controllano cosa mipiaciano i governi.

Qualcuno era indignato perché Trump aveva fatto un post in cui, sotto una foto della Meloni che lo guardava, scriveva «ci vuole un’ordinanza restrittiva», dandole in pratica della stalker, come si permette, è il nostro attentato di Sarajevo, ci vuole una guerra acciocché i sussidiari dei vostri pronipoti raccontino il secolo in cui avevamo finalmente sostituito agli omicidi politici i meme.

Qualcuno era indignato perché era, beato lui, stato portato dalla cicogna nella foresta ove era cresciuto senza legame alcuno, che è il solo modo di non avere parenti e amici impresentabili, e quindi trovava inaccettabile che Taylor Swift avesse invitato al suo matrimonio un impresentabile tizio che gestisce uno dei centri di detenzione dell’Ice, e che è il padre del migliore amico dello sposo. Il che fa degli sposi due che non sono cresciuti nella foresta, dettaglio invero grave.

Qualcuno era indignato perché, nella più bella tra le foto uscite finora dei dintorni delle nozze di Taylor Swift, Lena Dunham regge il telefono per immortalare il contenuto della limousine, in un angolo c’è l’attore che faceva il prete in “Fleabag”, e centrale e splendidamente sé stessa in turbante e unghie rosse c’è Zadie Smith che mostra il dito medio alla fotocamera. Sto cercando da due giorni di capire perché siano indignati, ho capito che c’entrano Israele e Palestina (i balocchi dell’annoiato occidente non invitato ai matrimoni delle celebrità), ma non ho capito in che direzione vada la polemica: è Zadie Smith a non essere abbastanza schierata o è Taylor Swift?

Qualcuno era indignato perché Trump aveva fatto un meme con non so quale canzone di Taylor Swift, e il fatto che gli avvocati di lei non l’avessero fatto cancellare entro cinque secondi dimostrava che lei non era più la brava ragazza democratica che credevamo, d’altra parte aveva invitato uno che fattura con l’Ice, era praticamente il matrimonio di Vannacci.

Qualcuno era indignato perché, a un matrimonio di una che non conosce e al quale non era invitato, si legge che le promesse nuziali siano durate quaranta minuti e i telefoni fossero stati sequestrati, e come si fa a essere così narcisiste da pensare la gente ti ascolti quaranta minuti senza spolliciare il telefono?

Non so, amico mitomane, credo che essere popstar che in genere la gente paga per ascoltare aiuti ad avere autostima; ma vorrei sapere se tu, che scleri all’idea che qualcuno non possa spolliciare il telefono, che pensi dover ascoltare quaranta minuti sia una violazione dei diritti umani, poi sei lo stesso che condivide i penzierini sulla mindfulness.

Qualcuno era indignato perché, in una conferenza stampa, Donald Trump diceva che erano uscite le classifiche di TikTok, e lui era primo con distacco, e Taylor Swift era undicesima, e giuro che il video l’ho visto mentre stilavo questo catalogo, quando ho cominciato non sapevo che il cerchio si sarebbe chiuso, non sapevo che ci fosse una continuità drammaturgica tra il Donald che fa i meme e la Taylor che fa la lista degli invitati, non sapevo che il mondo continua tutta la vita a essere diviso come il cortile delle medie, tra chi deve spendere un botto di organizzazione perché ha più attenzione di quella che vorrebbe e le va di sposarsi senza paparazzi, e chi pur di stare al centro dell’attenzione è disposto a tenere in equilibrio dei birilli sul naso, e a dire che ha più visualizzazioni di Taylor Swift, e insomma ci è andata bene che gli piace fare i meme, pensa se gli piaceva sganciare l’atomica.

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