
Un forno in movimento, un pane nuovo e una città che si riconosce nella sua storia più profonda. A Roma, tra la Montagnola e l’Appia Antica, dal 25 ottobre al 2 novembre, il progetto Pane Nostro chiamerà a raccolta oltre mille persone per vivere insieme il rito della panificazione, trasformandolo in gesto di inclusione e riflessione.
Nato dall’esperienza di Terzo Paesaggio, organizzazione che da dieci anni usa il pane come strumento di rigenerazione culturale e sociale, l’evento è tra i vincitori del bando Artes et Iubilaeum promosso da Roma Capitale. Nei luoghi che custodiscono la memoria della città – dal Piazzale Caduti della Montagnola, con il ricordo del fornaio partigiano Quirino Roscioni, fino alle Catacombe di San Callisto e alla Basilica di San Sebastiano – il pane diventa simbolo di fratellanza, partecipazione e resilienza.
Al centro dell’iniziativa un laboratorio-forno mobile, il Madre Project, un progetto di formazione, creato da Terzo Paesaggio (in partnership con Davide Longoni e Avanzi, Sostenibilità per Azioni SpA) che traduce i valori e significati materiali, filosofici e spirituali del pane, in azioni collettive, comprensibili, inclusive di tutte le persone che desiderano partecipare a un mondo più sensibile, responsabile e rispettoso della fragilità, delle differenze, dell’equilibrio tra uomo e natura.
MadreProject è una Scuola del pane di carattere itinerante che ospiterà una staffetta di 15 panificatori provenienti da tutta Italia: da Gabriele Bonci a Davide Longoni, da Matteo Calzolari ai forni della rete PAU, Panificatori Agricoli Urbani. Insieme impasteranno e sforneranno una ricetta condivisa, il Pane Nostro, offerto a passanti, pellegrini e persone fragili attraverso la rete del Municipio VIII.
Tre grandi riti collettivi, con tavolate da cento partecipanti ciascuna, inviteranno cittadini e famiglie a impastare farina, acqua, lievito e sale per portare a casa un pane nato dal gesto comune. E accanto alle azioni simboliche, il progetto lascia un’eredità concreta: la semina di campi di grano antico, una biblioteca del grano per le scuole, la partecipazione attiva di duecento bambini.
“Pensare con il pane significa assumere un’attitudine profondamente politica – sottolinea Andrea Perini, cofondatore di Terzo Paesaggio –. Parlare di pane oggi vuol dire affrontare questioni di agroecologia, giustizia climatica, inclusione sociale. È il simbolo che ci lega alle nostre radici ma anche una chiave per immaginare il futuro”.
Tra memoria e rito, tra nutrimento e condivisione, il pane torna così ad essere il primo alimento che unisce, nel segno di una comunità che sceglie di impastare insieme la propria identità.