Cultura dell’innovazioneNon esiste transizione energetica senza protezione del patrimonio intellettuale

Droni e robot per la manutenzione, dispositivi all’avanguardia per gestire al meglio le rinnovabili, soluzioni per combattere il consumo di suolo: negli ultimi tre anni, i brevetti nel portafoglio di Terna sono aumentati di oltre il centodieci per cento, a conferma di quanto sia importante tutelare e valorizzare le invenzioni

Courtesy of Terna

Gestire una rete elettrica significa anche innovare. Innovare significa anche inventare. E ogni invenzione che si rispetti deve essere tutelata e valorizzata. Si tratta di un principio che nel caso di Terna, il gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia che gestisce la rete elettrica di trasmissione in alta e altissima tensione, si concretizza in un portafoglio di settantanove brevetti relativi a quarantacinque famiglie brevettuali, tra design e soluzioni tecniche. Trentotto di questi, dunque quasi la metà, sono già stati concessi. E dal 2023 a oggi è stato registrato un incremento di oltre il centodieci per cento dei brevetti depositati dal Gruppo.

Una delle soluzioni innovative per cui Terna ha già ottenuto o sta ottenendo la proprietà intellettuale è una flotta di droni capaci di eseguire controlli tecnici delle linee elettriche aeree, dedicate dunque alla trasmissione di potenza in alta e altissima tensione. I benefici di questa tecnologia sono triplici: migliorare la sicurezza degli operatori, ridurre i costi e i tempi di intervento (le verifiche a terra sono molto più dispendiose) e garantire la continuità della fornitura. I droni, equipaggiati con strumenti d’avanguardia, possono misurare la resistenza elettrica dei conduttori per individuare eventuali anomalie che potrebbero innescare un guasto.

Quella dei droni è una soluzione già brevettata e più recente rispetto ai robot che, proprio come dei funamboli, si spostano agilmente sui conduttori e le funi di guardia per effettuare operazioni di manutenzione. Il prototipo, sviluppato da Terna in collaborazione con Hibot (azienda giapponese leader nel campo della robotica), riesce a operare anche quando le linee sono in esercizio e continuano a trasmettere energia, senza creare alcun tipo di disagio.

Le soluzioni tecnologiche di Terna contribuiscono alla crescita, alla resilienza e alla sostenibilità non solo del sistema elettrico italiano, ma anche delle reti elettriche estere: dei settantanove brevetti in portafoglio, infatti, trentotto sono depositati anche in Europa, Australia, Stati Uniti e Cina. Tutelando la proprietà intellettuale aziendale, Terna punta a creare un ecosistema fertile, capace di tutelare le invenzioni lungo tutta la filiera: dall’ideazione al deposito del brevetto presso gli uffici predisposti, passando dalle valutazioni e da tutto il processo di protezione del patrimonio intellettuale. Anche questo significa creare una solida cultura dell’innovazione.

Nel Piano industriale 2024-2028 del Gruppo, aggiornato nel marzo 2025, Terna ha programmato di investire nella trasformazione digitale dell’azienda 2,4 miliardi di euro, pari a una crescita del venti per cento rispetto ai due miliardi del Piano precedente.

Con la transizione energetica in atto, infatti, sono necessari nuovi investimenti per adattare la nostra rete elettrica alle esigenze del pianeta. Basti pensare al Rettitràfo, sviluppato direttamente da un ingegnere di Terna e implementato grazie a una partnership tra il Gruppo  e il Politecnico di Milano. Si tratta di un dispositivo che assorbe le funzioni di trasmettitore e convertitore, così da gestire più efficientemente la produzione energetica da fonti rinnovabili, che è in costante aumento anche in Italia: ad agosto, secondo Terna, le energie pulite hanno coperto il 47,7 per cento della domanda elettrica nazionale, crescendo di quasi otto punti rispetto al 39,9 per cento dell’agosto 2024.

Integrando direttamente i moduli elettronici di conversione nella struttura del trasformatore, il Rettitràfo limita la complessità e le dimensioni delle infrastrutture, riducendo l’impatto ambientale e paesaggistico (e anche i costi di realizzazione). E non è tutto, perché una seconda domanda di brevetto – dedicata alle metodologie di controllo – è stata depositata ed è in attesa di concessione.

Un altro sistema sviluppato da Terna è il cosiddetto Sostegno a Cinque Fasi, che si integra nella rete elettrica esistente senza la necessità di apparecchiature o macchinari di interconnessione. Questa soluzione – premiata nel 2024 dall’Ufficio Brevetti Italiano con il riconoscimento di “Brevetto per Invenzione Industriale” – riduce i campi magnetici ed elettrici, consentendo di trasportare corrente a distanze di trasmissione superiori alla media. Tradotto: non servono ulteriori infrastrutture che consumerebbero altro suolo, una risorsa a dir poco preziosa in un Paese a rischio dissesto idrogeologico come l’Italia. Si tratta di un’idea in grado di abilitare la rete elettrica alla transizione energetica, ottimizzando le tecnologie già presenti.

Gli esempi del Rettitràfo e del Sostegno a Cinque Fasi confermano che l’innovazione orchestrata nel modo corretto può essere la chiave per una transizione ecologica degna di questo nome. Terna, a tal proposito, segue il modello “Stage & Gate”, fondato su tre passaggi: lo screening delle soluzioni innovative più adatte, lo sviluppo delle soluzioni e la loro adozione.

È un modello che ha permesso al Gruppo di lavorare in sinergia con più di cinquecento startup, lanciando più di quindici open call e portando avanti settanta progetti di innovazione divisi in cinque cluster tecnologici: digital (rappresenta il cinquanta per cento dei progetti di innovazione di Terna); energy system tech; grid tech; advanced materials; Ai-botics tech.

X