Il Consiglio supremo di difesa – presieduto dal Capo dello Stato e composto dal presidente del Consiglio, dai ministri degli Esteri, dell’Interno, dell’Economia, della Difesa e dello Sviluppo economico, e dal Capo di Stato maggiore – si è riunito ieri al Quirinale per confermare il «pieno sostegno italiano all’Ucraina nella difesa della sua libertà». Sostegno che comprende il dodicesimo decreto di aiuti militari e la partecipazione, giudicata «fondamentale» nel comunicato finale, alle iniziative dell’Unione europea e della Nato in difesa di Kyjiv.
Il Consiglio ha anche affrontato il tema della «minaccia ibrida proveniente dalla Russia e da altri attori stranieri ostili», esprimendo preoccupazione «per la manipolazione dello spazio cognitivo, attraverso campagne di disinformazione, interferenze nei processi democratici, costruzione di narrazioni polarizzanti e sfruttamento delle piattaforme digitali per indebolire la fiducia nelle istituzioni e minare la coesione sociale». Tutte operazioni su cui diversi tra i presenti avrebbero potuto portare peraltro dirette testimonianze, semplicemente scorrendo all’indietro la cronologia dei propri profili social.
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