Educazione finanziariaIl risparmio degli italiani, e l’importanza del private banking

Sul palco de Linkiesta Festival Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generali, Anna Gervasoni, rettrice dell’Università Cattaneo – Liuc, e Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte hanno parlato di risparmi, imprese e i modi migliori per investire la liquidità troppo spesso ferma nei conti correnti

Gaia Menchicchi

L’Italia è un Paese di grandi risparmiatori e questo non è un mistero. Ma quei risparmi non devono necessariamente star fermi nei conti correnti, possono essere investiti in molti modi. Anzi, possono contribuire a muovere e a far crescere l’economia reale. «Investire, liberare liquidità dai risparmi e indirizzarli verso le aziende fa bene alle famiglie che risparmiano e fa bene all’economia reale. E l’Italia, Paese con moltissimi risparmi, in Europa può giocare un ruolo da protagonista in questo campo. Togliere una parte dei soldi dai conti correnti e investire nell’economia reale è sempre una buona strategia», ha detto Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generali e presidente di Associazione italiana Private Banking (Aipb) dal palco della Sala Testori dei Bagni Misteriosi a Milano, durante la prima giornata de Linkiesta Festival.

Per il panel “Risparmio e imprese”, moderato da Lidi Baratta, Ragaini ha dialogato con Anna Gervasoni, rettrice dell’Università Cattaneo – Liuc, nonché direttrice generale dell’Associazione italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt (Aifi), e Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte.

Da poco la Commissione europea ha lanciato un nuovo ambizioso progetto di rilancio e sviluppo della struttura finanziaria dell’Unione, il Saving Investment Union (Siu), uno strumento pensato per migliorare il modo in cui il sistema finanziario dell’Unione convoglia i risparmi verso investimenti produttivi. Il suo obiettivo è offrire ai cittadini e alle imprese una più ampia gamma di investimenti efficienti e di opportunità di finanziamento. «Il grande risparmio privato sta diventando centrale anche in Europa», ha detto Ragaini. «Con il Siu il risparmio cambia, da fine diventa mezzo per far cresce l’economia. E il risparmio europeo è di novantamila miliardi di euro. L’Italia è sul podio per contributo a questo patrimonio. Però c’è da vedere com’è allocato questo risparmio: non benissimo a dire il vero. Negli ultimi anni, per capirci, il risparmio delle famiglie americane è cresciuto del doppio rispetto a quello delle famiglie europee, perché è quadruplicato mentre quello delle famiglie europee è raddoppiato».

Da sempre, il grande patrimonio degli italiani è una risorsa fantastica per le famiglie, è una grande tradizione culturale da difendere, come spiega Anna Gervasoni: «Risparmiare è importante almeno tanto quanto lavorare, vuol dire pensare al futuro, alle prossime delle generazioni. È un volano importantissimo per la nostra economia», dice. Ma dov’è indirizzato il risparmio degli italiani? «Più spesso negli immobili, in investimenti immobiliari, in titoli di Stato che hanno buoni rendimenti, e poi ci sono molte opportunità di investimento oggi, con tante opzioni sul mercato».

Non solo, ci sono diversi possibili incentivi per spingere verso queste forme di allocazione verso l’economia produttiva. «Sicuramente si può lavorare su incentivi fiscali», dice Gervasoni. «Forse il modo migliore è quello di chiedere agli investitori di tenere gli investimenti per un periodo lungo. Poi ovviamente bisogna anche essere trasparenti nella comunicazione di questi investimenti e degli eventuali rishci che possono esserci, quindi si torna all’educazione finanziaria del cittadino».

Tra le soluzioni più convenienti c’è il private banking, che può essere uno strumento molto utile per il sostentamento dell’economia e delle imprese italiane. Intermonte ha realizzato una ricerca interessante in merito, facendo seguito a uno studio che aveva realizzato nel 2019 con il Politecnico di Milano: «Il sistema del private banking italiano ha contribuito in positivo per oltre cinquanta miliardi all’economia reale, è un’ottima alternativa alle linee di credito tradizionali, che sono in calo costante», ha detto Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte, dal palco de Linkiesta Festival.

Banca Generali incontra gli imprenditori ogni giorno e con loro ha costruito nel tempo un rapporto di fiducia: un legame fondamentale per «non limitarsi a parlare solo di mercati finanziari – ha detto in conclusione Ragaini – ma anche più in generale di impresa, quindi di governance, di sviluppo. L’obiettivo di una banca come Banca Generali che fa private banking è anche quello di aiutare l’imprenditore a far crescere la sua impresa».

X