L’altra maratonaNew York elegge il sindaco: la sfida tra Mamdani, Cuomo e Sliwa

Nella stessa giornata verranno eletti anche due governatori, in New Jersey e Virginia, dove due candidate democratiche moderate sono in vantaggio nei sondaggi

Si tengono oggi le elezioni per il sindaco della città di New York. I candidati principali in corsa sono il democratico e progressista Zohran Mamdani, l’indipendente Andrew Cuomo e il repubblicano Curtis Sliwa.

Il favorito di queste elezioni è sicuramente il 34enne Zohran Mamdani, che alla vigilia delle elezioni ha attraversato a piedi il ponte di Brooklyn, guidando una folla di sostenitori davanti alla City Hall con slogan e cartelli come «tassare i ricchi». Nato in Uganda e con origini indiane, sarebbe il primo musulmano e socialista democratico alla guida della città. A soli 34 anni ha condotto una campagna che ha mobilitato nuovi elettori, dai giovani alla comunità asiatica, con una piattaforma focalizzata sulla lotta al costo della vita, avanzando proposte quali asili nido per tutti, trasporti gratuiti e affitti congelati per tre anni.

Sull’altro lato c’è l’ex governatore democratico Andrew Cuomo che corre da indipendente moderato, attaccando il favorito come estremista e incompetente e giudicando inverosimili le sue proposte. Nello sprint finale, Cuomo ha attraversato i quartieri newyorchesi, dal Bronx a Washington Heights. Cuomo ha avuto anche il sostegno di Donald Trump, che ha dichiarato il suo appoggio domenica sera durante un’intervista televisiva. Il terzo in corsa, infine, è il perenne candidato repubblicano Curtis Sliwa, che però potrebbe sottrarre voti a Cuomo.

Gli ultimi sondaggi vedono Mamdani in netto vantaggio con circa il 46 per cento del sostegno, Cuomo attorno al 33 per cento, e Sliwa al 15 per cento. La campagna elettorale è stata dura, comprese reciproche accuse di razzismo. Mamdani ha accusato i rivali di toni anti-musulmani. Cuomo invece ha suscitato una bufera suggerendo che il rivale avrebbe potuto celebrare un attentato quale l’11 settembre e che, da critico di Israele e sostenitore dei diritti dei palestinesi, non proteggerà gli ebrei dall’antisemitismo.

Le urne si aprono alle 12 ora italiana. Oltre 735mila elettori hanno già votato anticipatamente, un record per un voto non presidenziale, il quadruplo delle precedenti elezioni per il sindaco e quasi il doppio delle elezioni parlamentari di metà mandato del 2022. Negli ultimi giorni alle urne si sono recenti molti giovani: dei 151mila newyorchesi accorsi alle urne domenica, 45mila avevano meno di 35 anni.

Nella stessa giornata, verranno eletti anche due governatori, in New Jersey e Virginia, dove due candidate democratiche moderate sono in vantaggio nei sondaggi. Abigail Spanberger, ex deputata impegnata strappare la Virginia ai repubblicani, è avanti di undici punti; la parlamentare Mikie Sherrill guida di nove punti la corsa nel democratico in New Jersey.

Un’affermazione in entrambe le elezioni è considerata cruciale per un rilancio del partito democratico. Il New York Times scrive che quelle del 4 novembre sono le prime grandi elezioni dell’era Trump. Con le elezioni di midterm del 2026 destinate a decidere il controllo del Congresso per gli ultimi due anni del mandato di Trump, entrambi i partiti guarderanno ai risultati per orientare la propria campagna elettorale per il prossimo anno.

 

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