Storie libereMassimilamo Coccia ha vinto il premio giornalistico nazionale Pietro Di Donato

Il giornalista de Linkiesta ha ottenuto il riconoscimento nella sezione “Carta stampata” per l’articolo “Mio padre, e i militari italiani uccisi in silenzio da uranio e amianto”, pubblicato su Linkiesta Magazine

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Il giornalista de Linkiesta Massimiliano Coccia ha vinto il premio giornalistico nazionale Pietro Di Donato, nella sezione “Carta stampata”, per l’articolo “Mio padre, e i militari italiani uccisi in silenzio da uranio e amianto”, pubblicato sul numero autunnale de Linkiesta Magazine.

Questa, la motivazione della Giuria: «Per aver trattato, attraverso la storia del padre, infermiere militare del corpo della Croce Rossa Italiana, ammalatosi a causa di microcitoma polmonare, con estrema accuratezza la condizione di più di settantamila militari che hanno sviluppato patologie a causa dell’esposizione all’amianto, uranio impoverito e radon. Lo Stato continua a chiedere agli ammalati di dimostrare che ci sia un nesso causale tra malattia ed esposizione all’uranio e all’amianto ma nessuno ha mai misurato rigorosamente che sostanze fossero presenti nelle basi militari o nei poligoni. Il nesso così continua a essere indimostrabile e “a carico” della parte lesa. Uno straziante reportage sull’indifferenza e l’ingiustizia».

L’articolo racconta una tragedia collettiva che l’Italia non riconosce. Le cartelle cliniche del padre nascondono la storia dei caduti nei reparti d’ospedale: ci sono centinaia di casi ignorati, vittime di una guerra invisibile combattuta in nome della pace.

Il premio è stato consegnato domenica a Taranta Peligna, in Abruzzo, alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni e dei costituenti della giuria. I temi trattati dai giornalisti vincitori della ottava edizione del Premio di Donato riguardano il tragico calendario di una stagione di decessi sul lavoro, l’esposizione a sostanze cancerogene da parte di Vigili del Fuoco e di Forze Armate.

Gli altri premi sono andati a Enrica Majo, giornalista del TG1, che ha ricevuto il riconoscimento per la sezione “Radio Tv” con il servizio televisivo intitolato “Tre morti al giorno”, e a Francesca Cicculli, che ha ricevuto il premio per la sezione “Web” per l’articolo “Nelle tute dei pompieri ci sono ancora”.

Menzioni speciali assegnate a Irene Fassini e a Alessandra Moreschini per due articoli sui falsi attestati di formazione e sul tragico tempo del “dopo”. Premio Speciale della Cia Coltivatori Italiani, intitolato a Pino Cornacchia per il settore Agricoltura a Simona Berterame per un servizio di denuncia delle drammatiche condizioni di lavoro degli immigrati nell’Agro Pontino.

La cerimonia è stata anticipata da un impegnativo e lodevole lavoro didattico sulla emigrazione realizzato ed esposto dagli studenti della media dell’Istituto Comprensivo di Palena e Torricella. È stata, poi, arricchita da una discussione preliminare condotta dalla giornalista Monica Di Fabio, a cui hanno partecipato Teresa Bellanova, Alberto Bagnai, Giovanni Legnini, Nicola Negri, Vittorio Di Trapani, Domenico D’Amato, Francesco Piccone e Silvia Porreca, motivati per l’occasione anche dagli spunti e dalle dichiarazioni dei giornalisti vincitori.

Il premio, alla sua ottava edizione, ha riguardato produzioni giornalistiche sul tema della sicurezza in ambiente di lavoro ed è stato organizzato dal Comune di Taranta Peligna, in collaborazione operativa con Inail Abruzzo. L’intitolazione allo scrittore italo-americano, Pietro Di Donato, evoca il suo romanzo più conosciuto, “Cristo fra i muratori”, ispirato dalla tragica morte del padre, operaio edile, sul lavoro, il 30 marzo del 1923.

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