Il settimanale francese Le Point titola il suo editoriale con parole chiare: «Le Pen e Mélenchon, lacchè di Putin (e di Trump)». Per Etienne Gernelle il documento americano sulla sicurezza nazionale, che teorizza l’abbandono dell’Ucraina e attacca frontalmente l’Unione europea, e ha raccolto per questo gli aperti elogi del Cremlino, ha almeno il merito di non permettere la negazione della realtà. «Tanto più – scrive – che si trovano da noi degli alleati oggettivi di quest’asse trump-putiniano, e di questi tempi anche particolarmente disinibiti».
Il riferimento è al Rassemblement National di Marine Le Pen da un lato (a destra) e alla France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon dall’altro (a sinistra), e alle loro dichiarazioni contro l’Europa guerrafondaia, sostanzialmente in linea con le posizioni di Mosca. «Cosa sperano di ottenere gli araldi del lepéno-mélenchonismo da questi inchini? Si tratta di puri pregiudizi ideologici o c’è dietro un calcolo?», si domanda Gernelle, che ricorre per l’occasione a una citazione di Balzac: «L’ambizioso s’immagina al culmine del potere e intanto si umilia nel fango del servilismo». Non so perché, ma ho avvertito in questa acuta analisi della situazione politica francese qualcosa di familiare.
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