Gaierhof e Sankt Pauls sono due cantine a mezz’ora di macchina l’una dall’altra. Gaierhof è per qualche metro ancora in Trentino, nella valle dell’Adige a Roveré della Luna – nome più bello di Eichholz, il toponimo altoatesino del luogo – e si trova esattamente al confine tra la provincia di Trento e di Bolzano. Sankt Pauls invece è un po’ più in là, una trentina di chilometri verso nord – in pieno Alto Adige bolzanino – in una frazione di Eppan an der Weinstraße, o, se preferite, Appiano sulla Strada del Vino.
Sono vicine queste due cantine eppure sono anche lontane, e sembrano appartenere a due idee molto diverse di vino. Da un lato c’è il Trentino di confine di Gaierhof, che vive il vino anche come tradizione familiare – l’azienda è guidata da tre sorelle e fu avviata da loro padre – e tramandata di generazione in generazione, professionale ma amichevole; dall’altro Sankt Pauls e l’Alto Adige che vive il vino come un esercizio di precisione con un’ambizione dichiarata, anche nel recente rinnovamento aziendale ed enologico.

Gaierhof, un Trentino familiare e leggero
A Milano incontriamo Gaierhof a un pranzo da Erba Brusca, un posto gentile e verde, dove i vini vengono proposti in abbinamenti pensati per dialogare senza che ci voglia una laurea per capirli. La Nosiola 2024 accompagna carote in agro e robiola montata, il Lunaris – Riesling, Incrocio Manzoni e Pinot bianco – un risotto alla zucca e fonduta di pecorino, il Lagrein va su un pollo speziato e il Moscato Giallo chiude. È un pranzo coerente con la filosofia della cantina: fare vini che non richiedano un manuale d’istruzioni, ma neanche troppo semplici.
Gaierhof è una cantina che nasce nel 1976 da Luigi Togn, e oggi è parte del gruppo Casa Girelli, specializzato nell’export. L’anima però è rimasta intatta: oggi sono le tre sorelle Togn – Romina, Valentina e Martina – a portare avanti il lavoro, con una gestione che unisce competenze produttive e visione commerciale. La cantina lavora con vigne in zone chiave del Trentino vitivinicolo: dalla Val di Cembra alle Colline Avisiane, dalla Piana Rotaliana fino alla Vallagarina, attraversando tipologie di suolo e altitudini differenti, in una geografia ampia e significativa.

Il Lunaris – un blend fresco e teso con piccola quota in legno – è parte di una linea pensata per una bevibilità contemporanea, mentre il progetto Loal si concentra su vini a bassa gradazione, come il Moscato Giallo da 9,5 gradi, ottenuto con vendemmie anticipate e l’aggiunta di mosto dolce conservato. L’idea è intercettare nuovi segmenti di mercato con intelligenza tecnica e coerenza stilistica.
Nel complesso, Gaierhof produce circa 900.000 bottiglie l’anno, lavora con una rete di conferitori consolidati. È un Trentino “diffuso”, che preferisce il lavoro quotidiano alla messa in scena, e che cerca nella somma di dettagli una riconoscibilità sottile e duratura.
Sankt Pauls, le virtù di una cooperativa d’élite
Sankt Pauls parte da un’altra matrice: non tanto la famiglia, quanto la comunità organizzata. È una cantina sociale fondata nel 1907 da trentasei viticoltori del comune di Appiano sulla Strada del Vino. Oggi conta circa 190 soci e 185 ettari di vigneti tra i 290 e i 650 metri, con suoli formatisi durante l’ultima era glaciale: la variabilità di esposizione e altitudine è uno dei tratti distintivi dell’azienda. Il cuore è il Pinot Bianco, che occupa il diciassette per cento delle superfici vitate e viene declinato in una gamma articolata, da bottiglie base a etichette come il Sanctissimus, da viti centenarie su un pendio a Missiano, o il Kalkberg, Pinot Bianco da selezione parcelle a 460-580 metri, vinificato in acciaio e tonneaux con grande finezza.
Il recente rilancio passa anche dal lavoro del nuovo enologo Philipp Zublasing, in carica dal 2023, e da un rebranding curato da NSG Design. Le etichette della linea Selezione 2024 omaggiano il Monte Macaion – simbolo locale – e segnano l’avvio di una fase più consapevole anche sul fronte dell’identità visiva. Nuovo logo, storytelling più diretto, e maggiore vocazione internazionale: Sankt Pauls oggi punta con decisione sull’horeca e sul mercato italiano, oltre che su quello mitteleuropeo.

Il Praeclarus – un metodo classico da ricordare, affinato per almeno quarantotto mesi in un bunker della Seconda guerra mondiale – è un piccolo capolavoro, così come il Sauvignon Schliff e il Pinot Nero Lehmstein, esempi di come anche i vitigni che sono una bandiera trovino una voce coerente all’interno della gamma.
Due territori, due strategie
Alla fine il confronto non si gioca su chi sia “migliore”: il vino non è una gara. Gaierhof è il volto accessibile e diffuso del Trentino, fatto di vini amichevoli e non banali, attenzione a nuovi linguaggi e ai nuovi consumi senza svendersi. È una famiglia che evolve restando fedele a una visione dove conta l’insieme. Sankt Pauls all’opposto ed è la dimostrazione che una cooperativa può aspirare all’eccellenza, se costruisce un impianto produttivo e stilistico che parla di qualità, coerenza e visione.
Due cantine vicine e lontane, due modi per dire “territorio” senza bisogno di dirlo.
