Armi silenzioseIl Pentagono potrebbe aver trovato l’arma fantasma della Sindrome dell’Avana

Componenti russe, onde radio pulsate e dimensioni da zaino: Washington avrebbe acquisito e testato un dispositivo a energia diretta sospettato di provocare, da dieci anni, misteriosi sintomi segnalati in tutto il mondo

AP/LaPresse

Non fa fumo. Non emette suoni. Non lascia impronte. Che cosa c’è di più pericoloso di un’arma simile? Forse, a distanza di dieci anni dai suoi primi «spari» contro diplomatici e funzionari statunitensi, quell’arma è nelle mani del governo di Washington. A rivelarlo è l’emittente CNN, citando quattro fonti a conoscenza della vicenda: il dipartimento della Difesa avrebbe passato oltre un anno a testare un dispositivo acquistato in un’operazione sotto copertura che, secondo alcuni investigatori, potrebbe essere la causa di una serie di misteriosi disturbi noti come Sindrome dell’Avana.

È stato proprio nella capitale cubana che alla fine del 2016 alcuni funzionari statunitensi, diplomatici e spie, hanno iniziato a segnalare qualcosa di inquietante: un forte rumore stridente, vertigini improvvise, ronzio alle orecchie, mal di testa e una confusione che non passava. Le segnalazioni poi si sono diffuse oltre i confini di Cuba – anche in Europa, in Germania e Austria, perfino a Washington – e il mistero è stato ribattezzato Sindrome dell’Avana.

Uno dei primi a lamentare questi fastidi è stato Marc Polymeropoulos, ex operativo della Central Intelligence Agency, che ha fatto risalire i primi sintomi a un viaggio di lavoro a Mosca nel 2017. Si è svegliato con la stanza che girava, nausea, tinnito e un forte mal di testa, poi ha visto i sintomi ripresentarsi giorni dopo e seguirlo fino a casa. Per John Sipher, ex capo stazione della stessa agenzia, il fenomeno rappresenta un problema di controspionaggio: i casi riguardano il personale statunitense, spesso quello che si occupa di Russia, e le lesioni sembrano reali. Altro che stress, grilli per la testa o isterie di massa, almeno per i funzionari interessati.

Il dispositivo produce onde radio pulsate, che da anni alcuni funzionari e accademici ipotizzano possano essere la causa di questi episodi. Secondo una delle fonti, potrebbe entrare in uno zaino. Sebbene non sia interamente di origine russa, contiene componenti russi. Da tempo i funzionari cercano di capire come un dispositivo sufficientemente potente da causare i danni riportati da alcune vittime possa essere reso portatile.

A passarlo al Pentagono sarebbe stata la divisione Homeland Security Investigations del dipartimento della Sicurezza interna, che l’avrebbe acquistato per milioni di dollari negli ultimi giorni dell’amministrazione Biden per una cifra «a otto zeri». È ancora oggetto di studio e all’interno del governo è in corso da tempo un acceso dibattito sul possibile collegamento alle decine di episodi anomali che restano ufficialmente senza spiegazione.

Da un decennio la comunità dell’intelligence e il dipartimento della Difesa cercano di capire se i funzionari colpiti fossero vittime di una qualche forma di attacco a energia diretta da parte di un governo straniero. Alti funzionari dell’intelligence hanno affermato pubblicamente che non vi fossero prove sufficienti a sostegno di tale conclusione. In particolare la Central Intelligence Agency ha sempre affermato pubblicamente che una tecnologia simile non esisteva, e neppure un dispositivo tale. Le vittime, invece, hanno sostenuto che il governo degli Stati Uniti le ha fuorviate e ha ignorato prove importanti secondo cui la Russia stava attaccando funzionari governativi americani. Ciononostante, i funzionari del Pentagono difesa hanno ritenuto le loro conclusioni abbastanza serie da informare, alla fine dello scorso anno, le commissioni Intelligence della Camera e del Senato, includendo riferimenti al dispositivo acquisito e ai test effettuati.

E se la tecnologia si rivelasse effettivamente funzionante? Potrebbe essersi diffusa? Ciò significherebbe che più di un Paese potrebbe avere accesso a un dispositivo potenzialmente in grado di causare lesioni tali da porre fine alla carriera di funzionari statunitensi, e non solo.

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