Decreto UcrainaGli incursori del generalissimo hanno fatto un po’ di ammuina

Il voto mostra che il governo potrebbe non avere più una maggioranza sulla politica estera e che l’opposizione non ce l’avrà mai, scrive Francesco Cundari nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette

LaPresse

Com’era facile prevedere e come mi vergogno di non avere previsto, i tre deputati vannacciani ieri hanno votato sì alla fiducia e no al decreto sulle armi all’Ucraina, su cui il governo aveva messo la fiducia. Al Senato, dove ora passa il provvedimento, una simile prova di contorsionismo politico non sarebbe nemmeno tecnicamente possibile, ma qual è il problema? Futuro Nazionale conta in tutto tre deputati, senatori non ne ha, e Roberto Vannacci può quindi rivendicare orgogliosamente la manovra, con la stessa limpidezza che da sempre contraddistingue il suo eloquio e la sua prosa: «Il voto di fiducia serve per delimitare un perimetro politico funzionale ai partiti per scegliere dove collocarsi. E un partito di destra come il mio sa bene dove stare».

Personalmente, resto convinto che il partito vannacciano non andrà da nessuna parte, ma posso immaginare le ragioni per cui Giorgia Meloni fin qui si è ben guardata dal lanciare le scomuniche che si sentono sempre in simili circostanze, tanto più quando le elezioni sono lontane e dunque ci sarebbe tutto il tempo, se la strategia dell’anatema non dovesse funzionare, per tornare sui propri passi e trovare un accordo più in là.

La mia impressione, in breve, è che Meloni continuerà a mantenere sulla questione una cauta ambiguità, per uno di quei rari casi in cui il dovere è anche un piacere, e cioè al solo scopo di tenere sotto schiaffo Matteo Salvini. Ragion per cui l’eventuale esclusione del generalissimo dalla coalizione – che tenderei a dare per scontata sia perché, come ho già detto, secondo me si squaglia presto, sia per la sua evidente impresentabilità, e dunque incompatibilità con l’immagine che Meloni vorrebbe dare di sé, in patria e all’estero – arriverà all’ultimo momento utile e come una graziosa concessione fatta agli alleati della Lega, che dovranno pure ringraziare.

Questa ridicola vicenda ha finito però per evidenziare un problema serissimo, che coinvolge l’intero sistema politico. Per quanto riguarda il governo, è evidente che la scelta di mettere la fiducia è dovuta proprio alla consapevolezza che altrimenti, sugli emendamenti filoputiniani dei nazionalfuturisti, la Lega avrebbe rischiato ulteriori defezioni. Per quanto riguarda l’opposizione, il fatto che Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi-Sinistra abbiano votato entrambi contro l’invio di armi all’Ucraina, proprio come i vannacciani, certifica che su questo terreno il centrosinistra è messo persino peggio del centrodestra. In poche parole, il voto mostra drammaticamente che il governo potrebbe non avere più una maggioranza sulla politica estera e che l’opposizione non ce l’avrà mai.

Questo è un estratto di “La Linea” la newsletter de Linkiesta curata da Francesco Cundari per orientarsi nel gran guazzabuglio della politica e della vita, tutte le mattine – dal lunedì al venerdì – alle sette. Più o meno. Qui per iscriversi.

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