Guerre ibrideCon settecento dollari ad articolo, la Russia compra l’informazione nel Sud globale

Documenti riservati rivelano come una rete di quasi cento agenti russi, ex collaboratori di Prigozhin ora controllati dall’intelligence di Mosca, orchestri campagne di disinformazione con budget milionari in oltre trenta paesi tra Africa e America Latina. L’obiettivo: creare una confederazione filorussa e minare l’influenza occidentale

AP/LaPresse

Settecento dollari per un articolo in Senegal, 2.500 in Argentina, fino a 10.000 per un pezzo sulla Libia. Sono le cifre che emergono dai documenti interni di una vasta rete di disinformazione russa, la cui esistenza e portata sono state rivelate da un’inchiesta internazionale coordinata da Forbidden Stories.

Settantasei documenti riservati, per un totale di 1.431 pagine, inviati anonimamente alla testata panafricana The Continent e analizzati da un consorzio di media investigativi, svelano i meccanismi di quella che internamente viene chiamata semplicemente «the Company»: una rete di quasi cento operativi che orchestrano campagne di influenza in oltre trenta Paesi del Sud globale, dall’Africa subsahariana all’America Latina, passando per il Medio Oriente.

La rete era originariamente gestita da associati di Yevgeniy Prigozhin, l’oligarca morto in un misterioso incidente aereo nell’agosto 2023, due mesi dopo il suo fallito ammutinamento contro il Cremlino. Ma, lungi dallo scomparire con il suo fondatore, l’organizzazione si è riorganizzata e rafforzata. Secondo fonti di intelligence europee citate nell’inchiesta, già alla fine del 2023 il controllo era passato all’Svr, il servizio di intelligence estero russo, che da ruolo di supporto è passato alla supervisione diretta delle operazioni.

Tra i protagonisti di questa transizione figurano tre ex luogotenenti di Prigozhin: Sergej Maškeviĉ, descritto nei documenti come il «cervello» della rete; Sergej Kljukin, che coordina le unità di analisi da San Pietroburgo; e Artem Gornyj, responsabile della logistica e delle spese. I loro nomi emergono da documenti che includono rapporti strategici, biografie dei dipendenti, rendiconti contabili e biglietti aerei per Bamako, Johannesburg e Dubai.

Tra gennaio e ottobre 2024, «the Company» ha speso 7,3 milioni di euro per coordinare campagne mediatiche su tre continenti. Solo per la pubblicazione di articoli, la spesa mensile supera spesso i trecentomila dollari. Ma i documenti rivelano ambizioni che vanno ben oltre la semplice propaganda. Un rapporto interno datato agosto 2023, intitolato «Confederazione dell’indipendenza», delinea quello che viene definito «il centro della futura espansione dell’influenza russa! in Africa. L’obiettivo dichiarato è creare una «cintura di regimi amici della Federazione Russa» per contrastare quella che viene descritta come «la cintura di instabilità costruita dall’Occidente». Il piano prevede di sfruttare il risentimento verso le ex potenze coloniali, in particolare la Francia, e di minare l’immagine dei paesi occidentali come «partner politici e militari affidabili!. La strategia si è già concretizzata nella creazione dell’Alleanza degli Stati del Sahel (Mali, Burkina Faso e Niger) nel settembre 2023. I documenti rivelano che gli agenti russi rivendicano un ruolo decisivo nella genesi di questa alleanza e pianificano di espanderla ad altri Paesi africani per formare «la più grande coalizione anti-occidentale in Africa».

La Repubblica Centrafricana emerge come il laboratorio dove i metodi russi sono stati testati e perfezionati. Il paese viene descritto come un «biglietto da visita per i paesi africani nella loro cooperazione con la Russia» e un «riferimento strategico». Secondo i documenti, «perdere il controllo della situazione nella Repubblica Centrafricana indebolisce l’autorità della Russia sull’intero continente». La radio centrafricana Lengo Séngo viene identificata come attore chiave della campagna russa nel paese, con un budget di quasi centomila dollari stanziato nel maggio 2024 per finanziarne parzialmente le operazioni. Da questo centro, il modello si è espanso: nel 2024 operazioni simili erano in corso in una trentina di Paesi.

Le tattiche sono collaudate. Dopo una fase preparatoria di mappatura degli attori locali e infiltrazione tra i leader d’opinione, vengono lanciate operazioni di destabilizzazione amplificate dai media locali. In Namibia, prima delle elezioni presidenziali del 2024, gli operatori russi hanno fabbricato e diffuso una lettera falsa attribuita al Regno Unito, accusandolo di finanziare segretamente l’opposizione. Secondo le stime di «the Company», la notizia ha raggiunto 1,7 milioni di persone sui social media, screditando l’opposizione e rafforzando il partito al governo filo-russo.

In Senegal, il documento del 2023 prevedeva addirittura uno scenario di colpo di stato militare finalizzato «ad avviare un riavvicinamento con la Russia», con l’Svr incaricato di «sostenere le forze armate locali con forze ufficiali russe» nel caso in cui il golpe fosse stato realizzato.

Le campagne di interferenza politica sono accompagnate da offensive economiche. I documenti mostrano che «the Company» rivendica un ruolo centrale nella definizione del nuovo codice minerario del Mali, promosso dalla giunta militare nel 2023 con l’obiettivo di screditare gli attori stranieri e rivedere i contratti esistenti a vantaggio di aziende e investitori russi. In Niger, la pressione mediatica orchestrata avrebbe contribuito alla decisione delle autorità nigerine di revocare le licenze alla società francese Orano per lo sfruttamento dei giacimenti di uranio della miniera di Imouraren. In Angola, il corridoio di Lobito, arteria ferroviaria vitale per l’esportazione di minerali, è stato identificato come obiettivo prioritario di una campagna di disinformazione contro i gestori americani ed europei dell’infrastruttura.

Trasversalmente a tutte le aree target, i piani russi includono una componente anti Ucraina. In diversi Paesi africani, una campagna coordinata intitolata «L’Ucraina è un Paese che sostiene i terroristi in Africa» dimostra come Mosca cerchi di imporre una narrazione globale progettata per legittimare l’invasione del paese vicino. In Argentina, nell’agosto 2024, «the Company» rivendica la responsabilità dello srotolamento di uno striscione contro il sostegno a Kyjiv durante una partita di calcio di prima divisione allo stadio Libertadores de América. Un episodio apparentemente isolato che fa invece parte di una strategia molto più ampia.

I documenti sono naturalmente di parte e gli autori tendono a magnificare i propri successi. Tuttavia, la scala e la regolarità di queste campagne indicano una strategia globale a lungo termine.

 

 

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