Uovo e arteQuando la pasticceria diventa oggetto culturale

Eggxtraordinaire porta a Parigi scultori, artigiani e pastry chef intorno a una forma elementare: l’uovo. Un progetto che racconta come la pasticceria contemporanea abbia iniziato a parlare il linguaggio dell’arte e della cultura materiale. Tra i protagonisti anche Giacomo Besuschio, interprete della tradizione cioccolatiera italiana in chiave contemporanea

© Lauren Fau.

Tra aprile e maggio, a Parigi, una mostra riunisce quasi cento creativi provenienti da mondi diversi: pasticcieri, cioccolatieri, designer, scultori, ceramisti. Il progetto si chiama Eggxtraordinaire e ruota attorno a un oggetto semplice quanto universale: l’uovo.

L’idea nasce da Frédéric Bau, figura centrale nella riflessione contemporanea sulla pasticceria, e dall’associazione De Main de Maître, che lavora per valorizzare i mestieri manuali. L’esposizione prende forma nella Galerie Joseph, nel Marais, e raccoglie opere costruite attorno alla forma dell’uovo con materiali diversi: cioccolato, ceramica, legno, metallo, carta. Tutto sarà poi riunito nel libro Eggxtraordinaire di De maine de Maître e Bau, edito da Éditions de La Martinière, con le immagini di © Lauren Fau.

Tra i 94 partecipanti figura anche Giacomo Besuschio, maestro pasticciere della storica Pasticceria Besuschio, laboratorio fondato nel 1845 ad Abbiategrasso, alle porte di Milano. Per l’occasione Besuschio presenta una creazione realizzata appositamente per la mostra, interpretazione personale dell’uovo di cioccolato che unisce tecnica artigianale e ricerca formale. La sua presenza rappresenta una delle voci italiane all’interno di un panorama internazionale che mette in dialogo discipline diverse.

A prima vista potrebbe sembrare una variazione sul tema dell’uovo di Pasqua. In realtà l’operazione è più ampia. L’uovo è una forma archetipica, simbolo di nascita e trasformazione, presente in molte tradizioni artistiche e religiose. In cucina è anche una materia primaria: emulsiona, lega, struttura impasti e creme. In pasticceria diventa quasi un elemento architettonico. Questa doppia natura, ingrediente e simbolo, permette di costruire un dialogo tra gastronomia e arti applicate.

Negli ultimi vent’anni la pasticceria ha attraversato una trasformazione profonda. Figure come Pierre Hermé hanno contribuito a spostarla da ambito tecnico e commerciale verso una dimensione autoriale. Il dolce ha iniziato a essere raccontato con categorie che appartenevano all’arte o al design: composizione, estetica, identità creativa. Anche l’oggetto pasquale, da semplice prodotto stagionale, è diventato terreno di sperimentazione formale.

L’esposizione raccoglie opere costruite con materiali eterogenei. Cioccolato, ceramica, legno, metallo e carta diventano strumenti per esplorare la stessa forma. Il risultato è una galleria di oggetti che oscillano tra scultura, design e alta pasticceria, dove il gesto manuale resta il punto di partenza comune. In questo contesto l’uovo di cioccolato offre una libertà rara. Non deve necessariamente rispondere a una funzione precisa. Può diventare scultura, installazione, esercizio di materia. Il gesto tecnico resta fondamentale, ma si apre a un registro espressivo più ampio.

Eggxtraordinaire si colloca proprio in questa zona di confine. La mostra mette sullo stesso piano mestieri diversi e restituisce centralità alla mano, alla lavorazione, alla relazione con la materia. Il risultato è una riflessione implicita su come si stia evolvendo la cultura gastronomica contemporanea. Non più soltanto ricette, prodotti o ristoranti, ma oggetti e simboli capaci di entrare nel campo della cultura materiale.

Un passaggio che racconta anche un cambiamento nel modo di guardare alla pasticceria. Sempre meno categoria tecnica, sempre più linguaggio. Un linguaggio che può dialogare con l’arte senza perdere il suo legame originario con la materia e con il gesto artigiano.

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