Editoria gastronomicaA Londra il Coachella di chi scrive di cibo e vino

All’interno del Barbican torna la Food in Print Magazine Fair, un incontro dedicato alle riviste indipendenti che raccontano il cibo. Un segnale chiaro della vitalità della stampa gastronomica in un’epoca dominata dal digitale

Mentre il mondo dei media discute del presunto “ritorno alla carta”, nel Regno Unito la stampa gastronomica indipendente non ha mai davvero smesso di esistere. Riviste, journal e zine hanno continuato negli anni a costruire uno spazio editoriale parallelo rispetto ai supplementi dei quotidiani e al mondo digitale. A Londra, questa vitalità trova ora un luogo di incontro fisico con la Food in Print Magazine Fair, in programma l’11 aprile 2026 presso St Giles Cripplegate, nel cuore del Barbican.

L’idea nasce dalla collaborazione tra tre realtà dell’editoria gastronomica britannica, Vittles, Pit e FatBoy Zine, con l’obiettivo di creare un punto di connessione tra lettori e pubblicazioni dedicate al cibo. Finora questo ecosistema è cresciuto in modo diffuso ma frammentato, senza un evento capace di riunire riviste, editori e appassionati nello stesso spazio.

Il panorama che la fiera vuole rappresentare ha radici solide. Nel Regno Unito esiste da decenni una tradizione di riviste gastronomiche indipendenti che hanno costruito una narrazione alternativa del cibo. Il caso più emblematico resta Petits Propos Culinaires, storico journal fondato nel 1979 e pubblicato ancora oggi. Negli anni successivi sono arrivate altre esperienze editoriali come A La Carte o Fire & Knives di Tim Hayward, fino alla generazione più recente di zine che affrontano il cibo da prospettive spesso trascurate dai media tradizionali.

La fiera londinese nasce proprio per mettere in relazione questi mondi. Quindici pubblicazioni hanno già confermato la loro presenza, ma l’invito resta aperto a chiunque produca contenuti stampati sul cibo, indipendentemente dalle dimensioni del progetto editoriale. L’obiettivo è favorire la scoperta di nuove riviste, creare collaborazioni tra editori e incoraggiare altri autori a scegliere la carta come formato.

Gli organizzatori hanno scelto di eliminare ogni barriera di accesso. L’ingresso sarà gratuito e anche gli spazi per gli espositori non avranno costi, grazie al fatto che Pit, FatBoy Zine e Vittles hanno deciso di coprire direttamente le spese dell’evento. Oltre alle riviste in vendita, saranno disponibili numeri arretrati, ristampe e le ultime copie del primo numero di Vittles, diventato nel tempo un piccolo oggetto di culto. Nel programma sono previsti anche incontri informali tra editori e lettori, la presenza di un ospite speciale proveniente da New York e una serie di momenti conviviali che ribadiscono un’idea semplice: il cibo si racconta meglio quando genera comunità.

In un’epoca dominata da newsletter e piattaforme digitali, la Food in Print Magazine Fair ricorda che la carta non è solo nostalgia. È uno spazio editoriale che continua a produrre linguaggi, idee e comunità attorno al cibo. E che, almeno a Londra, sembra tutt’altro che marginale. Noi continuiamo a sognare una rivista di riflessione sul mondo dell’enogastronomia in italiano: che sia l’anno giusto per averla? 

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