Vincere facileIl fiasco nello stretto di Hormuz può spingere Trump contro Cuba

L’ottimismo della Casa Bianca su Teheran appare meno diplomatico che elettorale. Se la missione in Iran è davvero fallita, il presidente degli Stati Uniti ha bisogno di un bersaglio più semplice e più remunerativo davanti al suo pubblico

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Può darsi che le ottimistiche previsioni di Donald Trump su un imminente accordo con l’Iran siano solo una scusa per coprire la penosa ritirata della missione che avrebbe dovuto riaprire lo stretto di Hormuz (vedi sopra), tanto più che Teheran le ha immediatamente smentite.

Ma potrebbero essere anche il sintomo di un disperato desiderio di tirarsi fuori a qualsiasi costo dal pantano iraniano, magari per rifarsi subito con Cuba, obiettivo molto più a portata di mano per un’operazione sul modello venezuelano, sicuramente più popolare in patria e utilissima per far dimenticare alla svelta il fiasco in Medio Oriente.

Operazione che offrirebbe oltre tutto il vantaggio propagandistico di potere respingere qualsiasi critica accusando gli avversari di essere sempre i soliti comunisti. Motivo per cui secondo me è esattamente quello che Trump farà prima delle elezioni di metà mandato.

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