Il quartiere di Sant’Ambrogio a Firenze torna a raccontarsi attraverso il cibo. In questo angolo della città, tra i banchi del mercato e le botteghe dove si vive un’aria di comunità, da giovedì 4 a domenica 7 giugno si svolge SALE – Sant’Ambrogio in Festival. Tema scelto per questa quarta edizione è il concetto di “Relazione”, filo conduttore delle varie serate di approfondimento che si terranno al Teatro del Sale.
SALE è un evento dedicato alla memoria di Fabio Picchi, chef del ristorante il Cibrèo, che vuole celebrare Sant’Ambrogio, la sua comunità, la cultura del cibo e il sapere artigiano del quartiere. Una vera festa che coinvolge tutta la città di Firenze con appuntamenti, approfondimenti, musica, cultura, teatro e socialità.
Il primo evento è quello in programma la sera di giovedì 4 giugno che vedrà coinvolta la comunità Albanese. Una scelta che ci viene spiegata da Giulio Picchi, figlio di Fabio e oste del Cibrèo. «Perché dedicare una serata alle varie comunità presenti nel territorio? Perché sono sicuramente componenti fondamentali della città in tutto il loro essere, ma anche perché ogni comunità ha parte del suo linguaggio nel cibo. E il cibo è un linguaggio con cui si può creare unione. Per noi è l’esempio perfetto di come il cibo sia una lingua universale. Basta pensarci: dov’è che ci incontriamo, dov’è che ci si conosce tra popoli diversi? Quando si sta a tavola! Il cibo è il linguaggio universale per eccellenza, perché scatena emozioni».
Sarà preparato un allestimento speciale per ricordare le grandi tavolate tipiche di questa comunità, con i colori, i sapori e i profumi che richiamano le atmosfere di una terra ricca di tradizioni, unita all’Italia dallo stesso mare. Durante la serata saranno proposte ricette preparate dalla chef Anna Cieno che è andata a scoprire le similitudini e i punti di contatto con la nostra cucina.

Venerdì 5 giugno è la serata dedicata al ricordo di Fabio, alle sue parole, ai valori che ha lasciato alla storia della ristorazione italiana. Quest’anno è dedicato a lui uno spettacolo teatrale inedito, nato da un’idea di Giulio Picchi e dal titolo “La dispensa dell’amore”. L’evento si aprirà con la rappresentazione teatrale a cui seguirà il momento conviviale della cena. Lo spettacolo diventa la “prima portata”, mentre la cena si trasforma nel naturale proseguimento della narrazione, come se fosse essa stessa parte dello spettacolo.
«“La dispensa dell’amore” – ci spiega Giulio Picchi – è un progetto che nasce prendendo spunto da tutto quello che il mio babbo ha scritto sul tema, un lavoro molto importante legato proprio al concetto della dispensa che tutte le famiglie erano solite avere in casa, una vera tradizione italiana. Abbiamo ricercato i suoi scritti, li abbiamo riletti con un’ottica nuova, contemporanea, e ci siamo accorti di come lui ne facesse un discorso molto sociale, quasi politico, proprio in rapporto al cibo e alla sua conservazione, e a un’economia domestica che avesse un senso etico».

La giornata del sabato è invece dedicata alla città ed è quella che coinvolge maggiormente il quartiere. Inizierà molto presto, con un mercato agricolo all’interno del Teatro del Sale, “L’Orto Volante”, che vedrà protagonisti coltivatori, produttori e “inventori” di metodi di produzione, cottura o di recupero, che presenteranno le loro realtà legate al cibo in tutte le sue forme. Un mix di vivacità, colori, sapori, odori, con la possibilità di fare degustazioni e workshop.
Sempre nella giornata di sabato, entreranno nel clou anche le attività delle botteghe e delle realtà commerciali e culturali presenti nel quartiere, con una serie di workshop, corsi, presentazioni di libri, seminari, letture, spettacoli e approfondimenti. Sarà possibile essere coinvolti nelle attività organizzate dalle botteghe più disparate: dalla libreria indipendente al negozio del pesce, dalla ceramista alla pizzeria, dallo studio di fotografia alla tessitrice,
Il festival si chiuderà sabato 6 con uno spettacolo inedito ispirato a “Il Dilemma dell’Onnivoro” di Michael Pollan, “All you can eat”. Un reading teatrale, realizzato dal Teatro dell’Elce, diretto da Marco Di Costanzo. Al centro dello spettacolo, una riflessione sulla progressiva perdita di consapevolezza rispetto all’origine di ciò che mangiamo. Negli ultimi decenni, infatti, la consapevolezza rispetto alla composizione e alla provenienza del cibo si è progressivamente ridotta. Attraverso un reading “circolare”, “All you can eat” accompagnerà il pubblico in tre percorsi paralleli lungo altrettante filiere alimentari: quella industriale, quella del biologico certificato e quella dei piccoli produttori locali. Tre viaggi distinti ma intrecciati, che offrono uno sguardo lucido e privo di pregiudizi sulle scelte alimentari contemporanee, mettendo in relazione il gesto quotidiano del mangiare con le più ampie questioni legate alla sostenibilità ambientale e sociale.

Il Festival si concluderà domenica sera in Piazza dei Ciompi con una grande festa, “Sant’Ambrogio a Tavola”, una cena di beneficenza rivolta a più di cinquecento persone, tutti invitati dalle associazioni benefiche dell’hinterland fiorentino.
Un’intera piazza trasformata in una enorme tavolata per una cena che quest’anno verrà organizzata con le grandi trattorie toscane. Saranno presenti cucine come quella di Collebrunacchi di San Miniato, i Fratelli Briganti, la Tripperia Pollini, la Trattoria Da Burde, Molino Trattoria Moderna e naturalmente il Cibreino.
