Il Presidente di Europa Radicale, Igor Boni, ha pubblicato con la casa editrice Edizioni Lindau: “RADICALISSIMAMENTE, dizionario di un metodo”, con la prefazione di Matteo Marchesini. In quasi mille voci si ricostruisce il complicato puzzle di un metodo politico che ha cambiato la faccia dell’Italia e non solo. Neologismi, slogan, modi di dire, modalità di organizzazione e di azione, ossessioni lessicali, temi, battaglie, protagonisti delle lotte: il libro ricostruisce il dizionario di un’idea di politica nobile e alta.
Come hanno fatto i Radicali a produrre grandi riforme? Come è stato possibile per un piccolo gruppo politico conquistare la moratoria sulla pena di morte nel mondo, la Corte Penale internazionale o il bando alle mutilazioni genitali femminili? Come si è riusciti a ottenere in Italia divorzio, aborto, obiezione di coscienza, nuovo diritto di famiglia, chiusura dei manicomi e come oggi si può arrivare alla eutanasia legale, alla legalizzazione delle droghe, a una federazione europea e alla costruzione di una alleanza globale delle democrazie? Perché i Radicali hanno fatto iniziative in oltre 100 paesi del mondo? Come è stato possibile su economia e giustizia essere anticipatori di decenni, di riforme che sono tardivamente e solo parzialmente divenute realtà? E come possono, ora, i Radicali orfani di Pannella trovare nuove strade per essere altrettanto incisivi e continuare il cammino?
Il libro – costruito in forma di dizionario – offre una lettura di un metodo politico alternativo rispetto alla politica ufficiale, fatto di nonviolenza e di tenacia, di fantasia e di passione, che ha saputo costruire nel tempo diritto e diritti, vittorie per tutti, acquisizione di conoscenza e responsabilità da parte dei cittadini.
In anteprima per Linkiesta pubblichiamo venti delle quasi mille definizioni contenute nel testo.
A subito!
Oltre a essere un documentario sugli ultimi cento giorni di vita di Marco Pannella, descrive la misura di tempo e luogo dell’urgenza politica. Indica la necessità di agire e di farlo insieme. Senza rimandare, senza scuse, senza restare con le mani in mano. Resta nella storia un manifesto con Marco che manda un bacio a tutti e ciascuno, sul quale campeggia la scritta “A subito!”.
Africa
«Se non ci occuperemo dell’Africa, sarà l’Africa a occuparsi di noi». Questa frase di Marco Pannella contiene un concentrato di verità tanto preziosa quanto inascoltata. I rapporti politici dei Radicali con l’Africa sono stati innumerevoli, dalla battaglia contro lo sterminio per fame nel modo fino alla conquista di consenso degli Stati africani per la moratoria mondiale sulla pena di morte, dall’impulso a riforme democratiche in molti Paesi come il Burkina-Faso alla difesa di personalità incarcerate per le loro opinioni; dalla battaglia contro le mutilazioni genitali femminili alla denuncia della nuova Shoah che si sta compiendo nel Mediterraneo con decine di migliaia di morti annegati tra gli immigrati di origine africana.
Bancarotta fraudolenta
Dall’inizio degli Anni 80 fino ai giorni nostri i Radicali hanno denunciato la bancarotta fraudolenta italiana dovuta a un debito pubblico insostenibile che opprime ciascun cittadino, colpendo inevitabilmente le generazioni future. Un debito costruito dalla partitocrazia e dalla sindacatocrazia di regime in decenni di spesa pubblica a pioggia e di bonus di ogni natura che hanno portato più volte l’intero Paese dinanzi al collasso economico.
Cicciolino
Ilona Staller, in arte Cicciolina, entrò in Parlamento nelle fila del Partito Radicale nel 1987. Fu uno sberleffo alla partitocrazia e al bigottismo, che si riassume tutto nel modo in cui Staller si rivolse in un suo intervento in Aula al più potente di tutti, mentre prende vita il suo sesto Governo nel 1989: “Cicciolino Andreotti”.
Compagni
Il termine compagni per i Radicali deve essere utilizzato nell’accezione etimologica originale: “cum” significa “insieme con” e “panis” è il “pane”. Mangiare insieme il pane, dividere il pane con altri. Questo sono i “compagni radicali”: vivere insieme la lotta, le sconfitte e le vittorie; le stesse passioni e urgenze, pur nelle diversità di ciascuno. I comunisti e i loro eredi hanno sempre contestato ai Radicali l’utilizzo della parola “compagni”, come se vi fosse una sorta di esclusiva.
Emettere silenzio
Un classico della retorica pannelliana è sempre stato ribadire che i radicali “emettono silenzio”. La lungimiranza e la ragionevolezza radicali non hanno voce per molti anni, per decenni, per divenire poi consapevolezza comune della maggioranza. La battaglia per la libertà di parola, per la libertà di informazione è un mantra radicale proprio in virtù della necessità di rompere il muro di silenzio che circonda la lotta radicale.
Esempio
Fare ciò che si dice e dire ciò che si fa. Non proprio comune nella politica italiana. I Radicali assai spesso hanno mostrato con il loro esempio un modo altro di essere e fare politica.
Famiglie
Da declinare sempre al plurale a indicare la necessità di pari diritti per ciascuna tipologia di famiglia, che sia quella legata da un vincolo di matrimonio o meno, che sia di coppie eterosessuali od omosessuali, che sia di qualsiasi tipo.
Globalizzare la democrazia
Nell’era della globalizzazione economica e commerciale i Radicali propongono la globalizzazione della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti civili e umani.
Idee vs ideologie
Contro ogni ideologia politica e religiosa, i Radicali contrappongono la forza delle idee, delle proposte, delle lotte, che camminano sempre sulle gambe e sull’amore civile delle persone che le conducono. Idee di libertà, laiche e liberali, democratiche e nonviolente.
Kamasutra
A differenza di altre forze politiche i Radicali non hanno posizioni su tutto ma azioni specifiche per conquistare cambiamenti e riforme. Marco Pannella denunciava con ironia quello che definiva il «Kamasutra delle posizioni politiche» di partiti che prendono posizione su tutto ma non fanno nulla.
Ladri di verità
Accusa radicale rivolta al regime in generale e alla informazione di regime in particolare.
Libertà
Fondamento della vita e dell’azione radicale. Ogni battaglia radicale in settant’anni di storia è fatta in nome della libertà. “Radicalmente liberi. A partire da Marco Pannella” è un libro a cura di Leonardo Caffo e Luca Taddio. «La libertà è terapeutica» diceva Franco Basaglia.
Marciapiedi
Sono questi le vere sedi radicali. I marciapiedi sui quali sono stati organizzati milioni di tavoli di raccolta firme in tutto il Paese. I marciapiedi percorsi durante manifestazioni e marce, quelli sui quali i radicali si sono stesi o hanno messo in atto sit-in, quelli dove offrire ai passanti un volantino e dove si svolge il dialogo incessante con i cittadini che si fermano per sapere, per discutere, per criticare.
Odio
Ormai celebre – almeno in casa radicale – il motto pannelliano “l’odio è degli stronzi”. Non si tratta solo di una frase, di uno slogan, ma di un approccio politico che tenta sempre di vedere in chi non la pensa come te un avversario con il quale dialogare e non un nemico da abbattere.
Parola
La parola, il dialogo, lo scambio di opinioni, il confronto e lo scontro. La forza della parola e delle parole, la forza del con-vincere, si contrappongono alla violenza del potere e alla sopraffazione del più forte.
Sacralità delle Istituzioni
Per i laicissimi radicali esiste una sacralità, quella delle Istituzioni. Le Istituzioni, il loro rispetto, la pretesa del rispetto delle leggi da parte delle stesse Istituzioni, sono cardini della democrazia e dello Stato di diritto. L’attacco al regime che i Radicali portano avanti da sempre è fatto in nome proprio del rispetto del ruolo delle Istituzioni.
Sono innocente!
«Io sono innocente. Io spero, dal profondo del cuore, che lo siate anche voi». Si chiude con queste parole indimenticabili l’intervento di Enzo Tortora, nel 1986, al processo presso la Corte d’appello di Napoli, che lo vedeva ingiustamente imputato con l’accusa infamante di far parte della Nuova Camorra Organizzata ed essere uno spacciatore di cocaina.
Tempi futuri
«Con Leonardo Sciascia ci lascia un uomo d’altri tempi, speriamo futuri» aveva scritto Marco Pannella all’indomani della morte dell’amico; «siamo gente d’altri tempi, tempi futuri» è divenuta la definizione di sé e dei Radicali.
Vita del Diritto
Il binomio “vita del Diritto e diritto alla vita” è un filo conduttore di oltre settant’anni di storia. Non si tratta di uno slogan ma di una regola, un ammonimento. Dove avviene strage di diritto, immancabilmente si arriva alla strage di vite, di persone, di popoli. In nome della vita del Diritto sono state fatte le più belle battaglie della storia radicale.
Tratto da “Radicalissimamente, dizionario di un metodo”, di Igor Boni, Lindau, 360 pagine, 24 euro
