Il settore cresceNasce la prima mappa del No/Lo italiano

Dai proxy wine alle kombucha, dalle birre analcoliche ai fermentati. Riccardo Astolfi raccoglie in una web app gratuita produttori e, presto, anche locali e rivenditori. Uno strumento che racconta la maturità di un mercato ancora giovane

Quando parliamo di bevande no alcol Riccardo Astolfi è un’autorità indiscussa. Con la sua newsletter porta sul tavolo temi ampi e discussioni importanti, con competenza e conoscenza, vista la sua lunghissima frequentazione con questo segmento del beverage che studia e monitora dalla sua origine. È un personaggio divisivo, come tutti quelli che esplorano un mondo nuovo e lo fanno cercando di dire le cose come stanno, di creare dibattito e di cercare di dare più domande che risposte a chi lo legge. La sua è una missione, e questo è il suo pregio più grande, insieme alla voglia autentica di divulgare, far conoscere e far evolvere un settore che è ancora agli albori e ha bisogno di pionieri e di visionare per diventare sempre più solido. È uno dei pochissimi che crede nella condivisione autentica, e nelle sue newsletter spinge tutti a copiarlo, a diffondere le idee e i concetti senza alcuna remora: perché crede che più i pensieri sono condivisi e viaggiano più quello che viene promosso ha possibilità di diventare patrimonio comune e diffuso.

Anche grazie al suo lavoro preciso e puntuale l’Italia del bere analcolico comincia ad avere una filosofia, una geografia, e da oggi ha anche una mappa. Si chiama No/Lo Italy Map, la web app gratuita realizzata da Astolfi che raccoglie produttori italiani di bevande senza o a basso contenuto alcolico e che, nelle prossime evoluzioni, includerà anche bar, ristoranti e punti vendita.

Più che un catalogo, è una fotografia di un settore che negli ultimi anni ha smesso di essere una curiosità per addetti ai lavori. Oggi accanto alle birre analcoliche convivono kombucha, kefir d’acqua, sparkling tea, shrub, bitter analcolici, proxy wine e numerosi altri prodotti che cercano di costruire un’alternativa adulta e gastronomica al consumo tradizionale di alcol.

«No/Lo Italy Map nasce dal mio archivio personale di foglietti, appunti, assaggi e segnalazioni. L’ho trasformato in una web app gratuita perché quello che era utile a me potesse diventare utile a tutti», racconta Astolfi. «L’obiettivo è rendere visibile il No/Lo italiano, aiutare le persone a scoprire i produttori, assaggiarli, portarli nei bar, nei ristoranti e nei negozi, e far crescere una cultura del bere analcolico adulto, curioso e gastronomico.»

L’idea nasce da una domanda ricorrente. Dove si trovano prodotti No/Lo di qualità in Italia? Fino a oggi la risposta passava attraverso contatti personali, appunti, chat e passaparola. La mappa prova invece a offrire un punto di riferimento pubblico, aggiornabile e consultabile liberamente.

Il progetto è dichiaratamente aperto: Astolfi invita i produttori non ancora presenti a segnalarsi e punta a costruire un archivio in continuo aggiornamento. «Spero che i produttori non ancora presenti si autosegnalino e che la mappa resti uno strumento vivo, aperto e correggibile. Stiamo già lavorando ai prossimi upgrade: inserire bar, ristoranti e rivenditori che servono No/Lo e, in futuro, se ci saranno supporter, magari estendere il progetto anche all’Europa.»

Più che un’iniziativa promozionale, la mappa risponde a un’esigenza di infrastruttura. Ogni settore maturo sviluppa strumenti che permettono a consumatori e operatori di orientarsi. Il mondo del No/Lo italiano, ancora frammentato e composto da piccole realtà spesso difficili da intercettare, inizia così a dotarsi di uno spazio comune in cui rendere visibili aziende, prodotti e territori.

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