Notti magicheIl compleanno degli Stati Uniti e i funerali di Khamenei

In entrambe le cerimonie i celebranti hanno promesso vendetta ai loro nemici, scrive Francesco Cundari nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette

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A giudicare dalle cronache dei due eventi, non è facile dire quale fosse la festa di compleanno della più antica democrazia del mondo, officiata dal presidente in carica, e quale il funerale del defunto capo politico-religioso della più retriva teocrazia mediorientale. Obiettivamente, dinanzi al delirio autocelebrativo di Donald Trump, sempre in bilico tra incipiente demenza senile e infinita crisi adolescenziale, le giornate di lutto decretate dal regime iraniano spiccavano per la loro sobrietà. In entrambe le cerimonie, in ogni caso, i celebranti hanno promesso vendetta e distruzione ai loro nemici, che per l’Iran sono gli Stati Uniti e Israele, per Trump migranti e comunisti.

Frattanto, il presidente americano ha passato novanta minuti al telefono con Vladimir Putin, giusto nel giorno dell’Indipendenza, cioè a tre giorni dal vertice Nato in Turchia (apre domani), e trovato il tempo pure per ottenere dal sempre solerte capo della Fifa Gianni Infantino la sospensione della squalifica contro un giocatore degli Stati Uniti, Folarin Balogun, che così potrà giocare gli ottavi contro il Belgio. In pratica, è passato nel giro di un paio di telefonate dalla caricatura della pace di Monaco (con Putin) alla parodia delle olimpiadi di Monaco (coi Mondiali), a conferma del sapore squisitamente anni Trenta di questo 250esimo anniversario americano. Premio Leni Riefenstahl all’autorevole firma che ieri non ha esitato a parlare di un sogno americano da sempre screditato «agli occhi delle élite europee» e di tifosi affluiti per i mondiali che scoprono addirittura «un’America più bonaria delle descrizioni ripugnanti sentite alla partenza». Chissà se ci farà anche un documentario per La7.

Questo è un estratto di “La Linea” la newsletter de Linkiesta curata da Francesco Cundari per orientarsi nel gran guazzabuglio della politica e della vita, tutte le mattine – dal lunedì al venerdì – alle sette. Più o meno. Qui per iscriversi.

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