La nuova geografiaL’Istria conquista un’altra stella Michelin (ed è italiana)

Con l’ingresso di Harry’s Piccolo Poreč nella Guida Michelin, la penisola croata raggiunge cinque stelle distribuite in quattro ristoranti. Un risultato che racconta una strategia costruita negli anni, fatta di turismo di qualità, grandi cuochi e valorizzazione del territorio

Per molto tempo è stata considerata soprattutto un’alternativa conveniente alle coste italiane, ma oggi l’Istria è qualcosa di diverso. La nuova edizione della Guida Michelin certifica un’evoluzione che procede da anni e che ormai riguarda l’intero sistema dell’ospitalità: con la prima stella assegnata a Harry’s Piccolo Poreč, anche Parenzo entra nella mappa dell’alta cucina europea.

Il nuovo riconoscimento porta la penisola istriana a quattro ristoranti stellati per un totale di cinque stelle Michelin. Un dato significativo in un territorio relativamente piccolo, che negli ultimi anni ha investito sulla qualità dell’offerta gastronomica come elemento identitario del proprio turismo.

Il nuovo ingresso è quello di Harry’s Piccolo Poreč, all’interno del Pical Resort, progetto guidato da Matteo Metullio e Davide De Pra, già alla guida del bistellato Harry’s Piccolo di Trieste. A Parenzo la direzione operativa della cucina è affidata a Goran Hrastovčak. La proposta prende ispirazione dalla Parenzana, la storica ferrovia che collegava Italia, Slovenia e Croazia, trasformata in una narrazione gastronomica che attraversa culture, ingredienti e paesaggi dell’Adriatico.

Rovigno resta comunque il cuore della ristorazione d’autore croata. Qui si trova Agli Amici Rovinj, che conserva le due stelle Michelin, unico ristorante del Paese con questo riconoscimento. Completano il quadro Monte e Cap Aureo, entrambi confermati con una stella.

Il risultato non è soltanto una somma di premi. Negli ultimi dieci anni l’Istria ha costruito un ecosistema che mette insieme grandi alberghi, investimenti internazionali, produttori locali e una materia prima riconoscibile. Il pesce dell’Adriatico, i tartufi dell’entroterra, l’olio extravergine d’oliva, i vini del territorio e una crescente attenzione alla filiera agricola costituiscono oggi la base di una cucina che non cerca di imitare altri modelli mediterranei, ma di definire una propria identità.

Anche gli altri riconoscimenti Michelin vanno nella stessa direzione. Entrano tra i ristoranti consigliati JAZ by Ana Roš a Parenzo e Riva Lounge a Rovigno, mentre vengono confermati i Bib Gourmand di Alla Beccaccia e Konoba Malo Selo. La selezione comprende inoltre numerosi altri indirizzi distribuiti lungo tutta la penisola, segnale di una qualità diffusa che supera il solo fine dining.

Più che una collezione di stelle, quella dell’Istria appare quindi come la conferma di una strategia. La gastronomia è diventata uno dei principali strumenti di posizionamento turistico della regione, capace di attrarre viaggiatori interessati all’esperienza tanto quanto al paesaggio. Un percorso che, almeno per ora, sembra avere ancora margini di crescita.

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