
L’Ucraina e nove paesi europei, tra cui l’Italia, hanno deciso di sviluppare un programma comune per proteggere il continente dai missili balistici, utilizzando anche l’esperienza accumulata da Kyjiv durante oltre quattro anni di guerra contro la Russia. L’accordo è stato annunciato ieri a Parigi, durante il vertice della Coalizione dei volenterosi. Poche ore prima il presidente francese Emmanuel Macron aveva detto che l’Europa è pronta a combattere per difendere la libertà e lo stato di diritto, «sempre, e al costo del sangue, se necessario».
Alla nuova iniziativa partecipano Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito, insieme all’Ucraina. «Il nostro obiettivo è costruire una capacità condivisa di difesa dell’Europa contro i missili balistici», hanno detto i dieci paesi in una dichiarazione congiunta. Il progetto dovrebbe portare alla creazione di un’architettura integrata di difesa missilistica, capace di individuare, scoraggiare e neutralizzare le minacce future. I sistemi nazionali già esistenti o in fase di sviluppo dovranno essere collegati in una struttura comune, attraverso una maggiore cooperazione tra governi, forze armate e industrie della difesa.
I paesi partecipanti hanno motivato la decisione con la crescente diffusione dei missili balistici, più difficili da intercettare rispetto ai droni e ai missili da crociera. Nella dichiarazione hanno inoltre riconosciuto «l’esperienza unica dell’Ucraina, acquisita durante la difesa dalla guerra di aggressione condotta dalla Russia». Non è stato indicato un calendario per la realizzazione del programma. Restano da definire anche la struttura operativa, le risorse che ciascun paese dovrà mettere a disposizione, i sistemi che saranno integrati e i rapporti con gli apparati di difesa già presenti in Europa.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha indicato la difesa contro i missili balistici come la priorità immediata del suo governo. A Parigi ha incontrato leader politici, consiglieri per la sicurezza nazionale e rappresentanti delle aziende che potrebbero partecipare allo sviluppo del progetto. Kyjiv vuole accelerare il rafforzamento della propria difesa aerea prima dell’inverno, periodo nel quale la Russia ha abitualmente intensificato gli attacchi contro la rete energetica ucraina. I bombardamenti contro centrali, sottostazioni e altre infrastrutture hanno più volte lasciato parte della popolazione senza elettricità, riscaldamento e acqua.
Il vertice della Coalizione dei volenterosi ha riunito circa venticinque capi di Stato e di governo. Oltre a Macron e Zelensky, erano presenti il primo ministro britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il primo ministro polacco Donald Tusk, la prima ministra danese Mette Frederiksen e il segretario generale della Nato Mark Rutte. La Coalizione dei volenterosi è stata avviata da Francia e Regno Unito nel 2025 e comprende oggi trentasette paesi. Il gruppo coordina il sostegno militare all’Ucraina e prepara le garanzie di sicurezza che dovrebbero entrare in vigore dopo un eventuale cessate il fuoco con la Russia.
Al termine dell’incontro Macron ha annunciato che la Forza multinazionale per l’Ucraina organizzerà nei prossimi mesi esercitazioni nei paesi vicini. Il contingente è stato progettato per essere dispiegato soltanto dopo la sospensione dei combattimenti e avrebbe il compito di sostenere l’esercito ucraino e contribuire a scoraggiare una nuova offensiva russa. Le esercitazioni serviranno, ha detto Macron, «a convalidare i nostri piani di dispiegamento e a dimostrare che siamo pronti, determinati e credibili». Francia, Regno Unito e Spagna hanno già dichiarato la propria disponibilità a inviare militari.
Il vertice ha prodotto anche nuovi accordi bilaterali tra Francia e Ucraina. Macron ha annunciato che Parigi permetterà a Kyjiv di produrre su licenza missili da crociera SCALP, bombe guidate AASM e intercettori Aster. È la prima volta che la Francia autorizza la produzione in Ucraina di sistemi militari francesi. La produzione su licenza dovrebbe consentire all’Ucraina di aumentare le proprie scorte e ridurre la dipendenza dalle forniture estere. Gli intercettori Aster sono utilizzati nei sistemi di difesa aerea SAMP T, mentre le bombe AASM e i missili SCALP vengono impiegati contro obiettivi terrestri. L’Ucraina ha inoltre ordinato sistemi SAMP T di nuova generazione, sviluppati congiuntamente da Francia e Italia. Parigi trasferirà anche apparati radar e ulteriori missili.
La Francia fornirà sedici caccia Rafale, che secondo Macron potrebbero cominciare a operare nei cieli ucraini tra il 2028 e il 2029. I tempi dipenderanno dalla produzione degli aerei, dall’addestramento dei piloti e dalla preparazione delle infrastrutture necessarie.
A Parigi il Regno Unito ha inoltre annunciato la propria partecipazione al prestito europeo da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina. L’accordo permetterà alle aziende britanniche di concorrere per i contratti finanziati attraverso il programma e rappresenta un nuovo passo nel riavvicinamento tra Londra e l’Unione Europea dopo la Brexit. «Questo accordo contribuirà a garantire all’Ucraina il sostegno necessario per difendersi dall’aggressione russa, sostenendo allo stesso tempo le aziende britanniche della difesa, i posti di lavoro qualificati e la nostra sicurezza nazionale», ha detto Starmer.
Londra verserà un contributo considerato equo e proporzionato ai costi del finanziamento, calcolato in rapporto al valore dei contratti assegnati alle imprese britanniche. Il prestito europeo, distribuito nell’arco di due anni, servirà sia a comprare armamenti sia a coprire parte delle necessità di bilancio dell’Ucraina. L’Unione europea ha cominciato a erogare i fondi il mese scorso. Una prima quota da 6 miliardi di euro sarà utilizzata per rafforzare la produzione di droni destinati alle forze ucraine.
Macron ha anche invitato i governi europei a non costruire politiche militari separate, avvertendo che la competizione tra industrie nazionali rischia di rallentare il rafforzamento della difesa comune. «Ogni volta che creiamo frammentazione, possiamo sentirci soddisfatti nell’immediato, ma stiamo creando i ritardi di domani. Ogni volta che assecondiamo il nazionalismo, in Francia o altrove, non comprendiamo la nostra stessa storia. Patriottismo sì, nazionalismo mai», ha detto. Le dichiarazioni di Macron arrivano un mese dopo il fallimento del progetto tra Francia e Germania per sviluppare un caccia di nuova generazione. L’iniziativa si era bloccata dopo mesi di contrasti tra le aziende coinvolte, mostrando le rivalità industriali che possono ostacolare i programmi comuni europei.