L’inchiesta si allargaQuattro militari sospesi per il caso dei documenti passati a Mosca

Esclusi per quattro mesi «dall’esercizio di qualsiasi ufficio o servizio alle dipendenze» della Difesa gli uomini che avrebbero fornito informazioni ai due ex funzionari dell’intelligence italiana finiti in manette

L’inchiesta sulle presunte spie russe reclutate all’interno dell’apparato italiano della sicurezza e della Difesa si allarga. Dopo l’arresto degli ex funzionari dell’Aisi Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, accusati di aver ceduto informazioni riservate a funzionari dell’intelligence di Mosca, la procura militare punta ora su altri quattro militari italiani.

Si tratta di Gianluca Nardella, Sergio Romeo, Davide Piantanida e Giuseppe Tempesta, per i quali il gip militare Enrico Della Ratta Rinaldi ha disposto la sospensione per quattro mesi «dall’esercizio di qualsiasi ufficio o servizio alle dipendenze dell’Amministrazione della Difesa». Il provvedimento riguarda in particolare gli incarichi nei quali possano essere trattate informazioni riservate o classificate.

Secondo l’ipotesi degli inquirenti, coordinati dai carabinieri del Ros, i quattro militari avrebbero fornito informazioni ai due ex appartenenti ai servizi italiani, che a loro volta sarebbero stati il tramite con gli uomini dell’intelligence russa. L’indagine, esplosa il 7 luglio scorso, ruota attorno al presunto meccanismo di acquisizione di documenti e dati sensibili in cambio di denaro.

Tra le informazioni finite nel mirino della rete di reclutamento ci sarebbero anche elementi relativi al sistema di difesa aerea Samp/T e ai missili Aster forniti dall’Italia all’Ucraina nel quadro del sostegno militare a Kiev. Materiale particolarmente delicato, considerato il ruolo italiano nella cooperazione europea per la difesa e nel supporto alla resistenza ucraina.

La vicenda ha già provocato un duro confronto diplomatico tra Roma e Mosca. Il governo italiano ha convocato l’ambasciatore russo Aleksei Paramonov e ha disposto l’espulsione di due funzionari russi, Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, indicati dagli investigatori come gli interlocutori degli ex 007 italiani. La Russia ha risposto con l’espulsione dell’addetto militare italiano e di un suo collaboratore.

L’inchiesta dovrà ora chiarire il ruolo dei quattro militari sospesi e ricostruire l’eventuale catena di passaggi che avrebbe consentito a informazioni sensibili sulla sicurezza nazionale e sugli assetti di difesa italiani di arrivare a un apparato straniero.

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