Camillo di Christian RoccaBREVE RITRATTO DI GIANANTONIO STELLA

"No, la Vespa non ve la presto". Un tempo i cronisti li riconoscevi dalle suole delle scarpe. Se erano lise, erano bravi, bravissimi. Ora devi controllare le gomme del motorino. Il senso è sempre lo stesso, il grande giornalista è quello che va in giro, che è curioso, che incontra la gente, che non dà niente per scontato, che controlla e ricontrolla, che torna sul posto, che cammina, cammina, cammina. Gianantonio Stella è l’inviato speciale che cammina di più. Di scarpe chissà quante ne ha consumate. Ma oggi si sposta con la Vespa. Al G8 di Genova fregò tutti noleggiandone una. Una cosa banale, ma nessuno ci aveva pensato e quando scoppiò il finimondo fu l’unico cronista in grado di muoversi velocemente per la città. I colleghi gliela chiesero in prestito, e lui: "No, mi spiace". Lui si era preparato in tempo, ed è questo il segreto per scrivere un buon articolo: lavorare d’anticipo.
Stella in televisione si vede di rado, i talk show non gli interessano, le sue fotografie sono rare eppure civettuole e sempre in posa da lavoro: all’aeroporto, accovacciato con la valigia accanto e il computer portatile acceso. Stella scrive per il Corriere della Sera di cronaca e di fatti e di persone e di storie e di cose che succedono. Il resto è fuffa: il commento non è il suo pane, e non si fa distrarre dal fumo dell’opinione. Lascia agli altri anche l’arte del retroscena, lui che è il re del racconto della scena. E’ stato anche il re delle interviste politiche, nessuno era bravo come lui a far parlare un deputato o un sottosegretario. Sapeva dosare scudisciate ed eleganza, senza mai venir meno al principio della correttezza. E’ un bel moralistone e scrive anche libri divertenti che raccontano l’Italia dei nostri tempi. L’ultimo è "Tribù", (316 pagine Mondadori, 33 mila lire), fotografia dell’Italia di Berlusconi attraverso quarantadue irriverenti ritratti di "tutti gli uomini del Cavaliere".