Camillo di Christian RoccaNUN CE VONNO STA'

D’accordo, Kabul liberata dai talebani è solo un primo passo. Va bene, questi mujaheddhin non hanno studiato ad Oxford. E non c’è dubbio: la guerra sarà ancora lunga. Lo sappiamo. Durerà almeno finché l’alleanza mondiale contro il terrorismo non raggiungerà il suo obiettivo e cioè prendere o neutralizzare il mullah Omar e bin Laden. L’Afghanistan non è diventato improvvisamente il Paradiso in Terra, ovvio. Ma dal 13 novembre Kabul difficilmente somiglierà ancora all’inferno imposto dai talebani. E questo piccolo grande risultato lo si deve esclusivamente ai bombardamenti alleati. Eppure per alcuni giornali italiani non è così. Secondo alcuni editorialisti pacifisti la guerra non è servita a niente e se ci pensate anche la cacciata dei talebani da Kabul non è un bene. La cacciata? Per Giulietto Chiesa non si tratta di una fuga a gambe levate: "E’ stata un’operazione tutto sommato molto brillante". Se pensate che "l’esperto" Chiesa parli dei bombardamenti vi sbagliate. L’operazione brillante, per Chiesa e per "Liberazione" che ospita la sua intervista, è quella dei talebani. L’arrivo dei mujaheddhin a Kabul, sarebbe frutto di "una raffinata strategia" degli studenti coranici che hanno lasciato la città dopo aver "preso una decisione politica".
Sul Manifesto, Valentino Parlato spiega che questa è solo apparentemente una vittoria. In realtà: 1) anche i sovietici presero la capitale e poi persero; 2) è uno, cento, mille passi indietro perché ora è chiaro che il conflitto non riguarda il terrorismo ma il petrolio, la normalizzazione in Medio Oriente e perfino in Indonesia, e anche una fantomatica "ordinata alleanza imperiale"; 3) dopo la conquista di Kabul il conflitto apre "contrasti profondi negli stessi Stati Uniti".
L’Unità, invece, fa un titolo di apertura che è un capolavoro dell’arte del distinguo: "Kabul, purché non sia un altro regime". A Roma si dice: nun ce vonno sta’. A Londra il Guardian, cioè la bibbia della sinistra europea, ospita un editoriale di Polly Toynbee, la sua più prestigiosa commentatrice che dopo Kabul scrive ai pacifisti: "Well, it was all bunk". Avete detto soltanto sciocchezze.

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