Camillo di Christian RoccaIL MANETTE DAY DI FLORES D'ARCAIS

Milano. La prima pagina dell’Unità, ieri mattina ospitava un lungo intervento di Paolo Flores d’Arcais, pugnace direttore di Micromega e fiero ideologo del partito dei giustizialisti italiani. Flores non ha usato giri di parole per esporre la sua proposta: facciamo del 17 febbraio, e cioè del decimo anniversario dell’arresto di Mario Chiesa, "il giorno della giustizia" per non dimenticare e per "non piegarci alla sudditanza" nei confronti del Cav. e dei suoi accoliti. Guai a dire a Flores che la sua manifestazione rischia di essere ribattezzata "manette day". Lui al Foglio, con voce gentile, dice: "Io sono un rigoroso garantista". E se gli si fa notare che l’opinione è quantomeno controversa, ancora più dolcemente commenta: "Contro chi dice il falso io non ho strumenti per rispondere".
L’appello di Flores, che i cultori del genere potranno leggere integralmente sul prossimo numero di Micromega, è finalizzato all’organizzazione, a Milano, di "una grande giornata di manifestazioni con una partecipazione nazionale di massa, attraverso la mobilitazione di quanti, nella società civile, sanno che la legalità è, più che mai, il potere dei senza potere, e il requisito ineludibile e preliminare perché l’eguale dignità dei cittadini, di cui tutti si riempiono la bocca a destra come a sinistra, non si trasformi in ingiurosa beffa". Testuale. Flores è certo che molte personalità della cultura parteciperanno al "grandioso corteo di lotta democratica". L’obiettivo, dunque, è un "corteo grandioso" ma se i Ds non ci stanno l’impresa sarà difficile.
L’articolo è stato pubblicato dall’Unità di Furio Colombo, legata ai gruppi Ds, e se Dio vuole molto autonoma dalla direzione del partito. Che faranno, dunque, i ds? scenderanno in piazza? Peppino Caldarola, ex direttore dell’Unità e deputato vicino al segretario Piero Fassino, tende a "escludere che a questa manifestazione possano partecipare i Ds". Anzi Caldarola pensa "tutto il male possibile della proposta, perché non si può festeggiare un evento che ricorda la corruzione". E’ esplicito, Caldarola: "Da direttore dell’Unità io ho dato una mano ai giudici di Mani Pulite, e per questo posso dire che non si può essere dalla loro parte acriticamente. Se Previti viene processato mentre è alla Camera, bisogna dire che Borrelli ha passato il segno, e bisogna dirlo proprio per tutelare il meglio di Tangentopoli". Per il deputato diessino, la vera differenza di posizione tra le due sinistre è il giudizio sul governo: "Per la nuova Unità e per Flores siamo di fronte a un’emergenza democratica, a un regime. Io e molti altri pensiamo che questa analisi sia sbagliata e politicamente fuorviante perché allarga le ferite anziché saturarle. Sulla giustizia – dice Caldarola – noi dovremmo comportarci come se dall’altra parte non ci fossero imputati eccellenti mentre loro dovrebbero tranquillizzarsi su nostri rapporti con le procure".
Luciano Cafagna, storico contemporaneista da sempre vicino a Giuliano Amato, aggiunge che l’errore di Flores è quello di confondere e mescolare la questione morale con la magistratura: "E’ politicamente perverso, tanto che l’opinione pubblica, in questi dieci anni di Mani pulite, ha colto soltanto l’anatema contro la politica. Perseverare sarebbe sbagliato, e lo dico pur comprendendo talune motivazioni di Flores". Sull’argomento, Cafagna ha scritto anche un piccolo saggio per il numero di gennaio di Mondoperaio, ma Flores snocciola dati e indagini sociologiche contro la pacificazione e il superamento della guerra civile italiana: "Se la sinistra non fa questa battaglia perde, e quando ha deciso la famosa ‘demonizzazione’ di Berlusconi’ ha guadagnato quasi 2 milioni di voti. Lo ha scritto anche Vespa. E io lo registro".

Angius è "perplesso"
Flores, dunque, insiste e ci chiede se abbiamo notizie di reazioni diessine alla sua proposta: "Io non so niente perché non ho consultato né sentito nessuno, la manifestazione è nata al mio giornale insieme con l’idea dei referendum contro le leggi sulle rogatorie e sul falso in bilancio. Sono curioso di sapere che cosa faranno i Ds, credo che ci saranno i Verdi, che ci sia attenzione nella Margherita e qualcosa mi dice che un pezzo di sindacato ci possa stare". Sul fronte ds, non ha da aspettarsi molto. Il capo dei senatori, Gavino Angius dice di essere "molto perplesso", mentre la responsabile Giustizia, Anna Finocchiaro, non ha voluto anticipare il suo commento, affidato a un articolo che comparirà domani sull’Unità. Furio Colombo, il direttore, condivide in pieno lo spirito dell’iniziativa di Flores e non si preoccupa delle perplessità tra i Ds: "Non ho sentito nessuno dei dirigenti Ds, ho seguito una mia sensibilità giornalistica: mi pare giusto ricordare una data come quella del 17 febbraio. E l’arresto del direttore dell’ospedale di Torino conferma che di tangenti bisogna continuare a parlare".

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