Camillo di Christian RoccaRE: NO SUBJECT di Christian Rocca & Luca Sofri

Caro Christian, ma se tu fossi gay faresti outing? Cioè, non ti sto chiedendo un consiglio personale, aspetta a chiamare la mia ragazza. È che ho letto la storia di come fu svelato che Rock Hudson era omosessuale, quando era malato, quasi vent’anni fa. Io vado matto per "Lo sport preferito dall’uomo", con la gara di pesca sul lago Wakapugi, e "Torna a settembre", dove è simpatica persino la Lollobrigida. Comunque, nessuno diceva pubblicamente che lui era gay, e a un certo punto lo fece un giovane scrittore che aveva avuto una storia con lui, e ci furono molte polemiche, quando ancora la parola outing nemmeno esisteva. Adesso è uscito in Italia l’ultimo romanzo di quello scrittore delatore, Armistead Maupin. Sì, lo so, che cazzo di nome è Armistead? Ma è bravissimo, e il libro è molto bello, hitchcockiano e commovente insieme. E a noi eterosessuali cavernicoli spiega qualche cosa di vero sui gay.

Caro Luca, si dice coming out. Se uno vuole far sapere al mondo intero di provare sentimenti omoerotici, come già fecero Rocco del Grande Fratello e Gianni Baget Bozzo di Forza Italia, allora deve dire coming out. Chi fa outing non è gay, è lo stronzo che svela che lo sei. Non so se l’espressione si usi solo per gli omosessuali, boh. Ma se si può, vorrei fare outing e accusare i rockettari italiani per non aver suonato nemmeno una nota in solidarietà con le vittime di New York. Gli americani e gli inglesi e i canadesi e gli irlandesi, invece, hanno messo da parte l’ideologia e ricordato i morti cantando e raccogliendo fondi per le famiglie. Io, nel mio piccolo, ho comprato i due dischi doppi di quei concerti. Costano un casino, ma vuoi mettere il piacere di cantare con Paul McCartney "I will fight for the right to live in freedom"?.

Caro Christian, ora che tutti quelli che hanno avuto il piacere di cantare con lui – Linda compresa – sono morti, preferisco lasciarlo fare da solo. Ha appena fatto un cd onesto con un paio di buone canzoni ma che non lascerà traccia alcuna e sarà venduto allegato alle riviste per smaltire le scorte. Mai numerose come quelle di Mick Jagger, pover’uomo. Invece Dylan riesce a stravendere anche se fa un disco scarso, perché tutti i critici musicali hanno la sua età e si commuovono e gli fanno una gran pubblicità. Preferisco roba nuova, di questi tempi, e tengo d’occhio Sodapop, che è il miglior sito italiano di rock che non va in radio. Malgrado l’orrenda copertina, ti consiglio gli Czars: suonerà blasfemo per gli integralisti rock, ma ricordano gli A-ha, se hai memoria abbastanza. Quanto agli italiani che non scrivono canzoni d’impegno newyorkese, fai pure le tue critiche politiche. Io al posto tuo ringrazierei il cielo.

Caro Luca, non ci avevo pensato. Faccio ammenda, hai ragione: meno male che non hanno cantato (conserva questa frase: non mi capita quasi mai di dare ragione a qualcuno). Quanto ai vegliardi del rock, io aspetto il nuovo di Neil Young che non mi delude quasi mai. Una canzone, "Let’s roll", l’ha dedicata agli ammutinati del volo 93, quello che s’è schiantato in Pennsylvania. Quello che è successo su quel volo è pazzesco, e l’ha ricostruito Newsweek. La storia è questa: il volo era partito in ritardo, e quando è stato dirottato, i passeggeri hanno avuto la notizia delle Torri dai cellulari. Quei terroristi hanno proprio sbagliato aereo, perché lì a bordo c’era gente tosta. Guidati da un openly gay e da un cattolico tradizionalista hanno fatto fuori quei deficienti. E sono morti sapendo di aver salvato la Casa Bianca. Sull’argomento, sui deficienti dico, leggiti la nuova versione del capolavoro di Oriana Fallaci, finalmente è in libreria. Poi c’è anche un bel libro di Gianni Riotta su New York che ti consiglio.

Caro Christian, su Oriana Fallaci ho fatto voto di rispettoso silenzio. Tra gli anziani, meglio Gene Simmons. Alcuni secondi per ricordarti chi è Gene Simmons, ecco, ci sei quasi, ecco. Bravo, Gene Simmons dei Kiss, quelli di I-was-made-for-lovin’-you-baby, lui era quello col metro di lingua. Leggo una sua intervista sul New York Times e scopro che è nato ad Haifa in Israele da genitori ungheresi sfuggiti ai campi. Quando arrivò in America da ragazzino, vide un babbo natale che fumava una Kent in un cartellone e pensò che fosse un rabbino locale. Ora sta lavorando alla sua rivista, dopo aver lanciato un curioso prodottino, la bara dei Kiss. Perché non la metti in soggiorno al posto del divano? Vabbè, allora ti segnalo uno che ingombrerà molti soggiorni presto: si chiama Jack Vettriano, è scozese e dipinge. Dipinge delle cose un po’ leziose ma molto belle, anni Quaranta, tra Hopper e Rockwell. Andrà fortissimo presto. Sempre nel genere tipi sobri, vado matto per Billy Bob Thornton (anche la sua fidanzata non è male, lo so): ho visto Bandits, ho visto il film dei fratelli Coen, sto aspettando che esca Monster’s ball, dove c’è anche Peter Boyle. Il mostro di Frankenstein jr., quello che cantava Puttin’ on the Ritz. Ti saluto. Rimetti a posto la candela.

Caro Luca, ora che sono finite le vacanze di Natale e la scuola ricomincia ti confesso una cosa: hai presente le cose che sono state dette sugli occupanti del Tasso? La solita solfa dei figli di papà che giocano alla rivoluzione, eccetera? Secondo me sono tutte stronzate. Mi sbaglierò ma questi ragazzi mi sembrano diversi da come li raccontano (e peraltro li raccontavano così anche dieci anni fa). Diversi da come li descrivono quei giornalisti che hanno fatto il 68 e il 77, e oggi scrivono dei loro figli pensando a come erano loro venti o trenta anni fa. Eppure ci aveva già pensato Muccino, con il suo film "Come te nessuno mai", a rompere un mucchio di luoghi comuni. Sì, c’è sempre qualcuno che dice "no, perché, cioè, c’è questa società che ci opprime" e anche chi si professa "pacifista guevarista" (non sapendo che il Che era il più guerrafondaio del pianeta). Poca roba. Uno dei leader – Francesco, si chiama – ha occupato in giacca e cravatta e partecipato all’Usa Day. Mi ha detto che oltre alle droghe vuole liberalizzare anche le pensioni, come neanche Tremonti. E poi, pensa: non hanno sfasciato la scuola e e hanno sperimentato il digiuno come forma di protesta. Io se fossi in loro farei coming out: non siamo comunisti.

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