Camillo di Christian RoccaUn bianco, un nero e un latinos, la statua etnicamente corretta non si fa

Il 12 settembre, cioè il giorno dopo l’undicisettembre, tre pompieri del Fire Department di New York hanno alzato una bandiera a stelle e strisce su Ground Zero, e con essa anche lo spirito di ogni americano. Quel momento è stato colto da Thomas E. Franklin, fotografo del quotidiano The Record di Bergen, New Jersey. La fotografia ha fatto il giro del mondo ed è diventata il più potente simbolo di una nazione ferita ma pronta e decisa a ripartire.
Dei tre, Dan McWilliams è l’eroe che sta a destra, quello che guarda di traverso verso il sole e tira la corda che fa salire la bandiera lungo il palo inclinato; George Johnson è quello di centro, sta accanto al palo, tira la seconda corda e guarda diritto verso la bandiera; Billy Eisengrein è quello di sinistra con le mani sui fianchi e la testa piegata indietro, stringe gli occhi e guarda la bandiera. I tre pompieri della fotografia sono di pelle bianca, caucasici si dice. Nessuno sapeva chi fossero, nonostante la foto avesse dato forza a una nazione intera. Non era importante. Quello che contava era ciò che l’immagine rappresentava. Un simbolo così efficace che si è deciso di erigere, da quella fotografia, una statua di bronzo alta sei metri per non dimenticare quel sacrificio, quel coraggio e quella dedizione. La statua verrà posata a marzo davanti il quartier generale dei pompieri, al MetroTech Centre di Brooklyn. Ma non è più certo.
Il progetto costa 180 mila dollari, e alla fine di dicembre è stato presentato il modello in scala. E’ successo il finimondo. Per un motivo semplice: dei tre pompieri bianchi ne è rimasto uno solo, il secondo è diventato nero e il terzo ispanico. Non volevamo fare discriminazioni di razza, dicono i promotori. Macché, è la degenerazione del politicamente corretto, accusano i critici. "I morti del Trade Center sono di tutte le etnie, e la statua deve rappresentarle tutte, e non soltanto alcune", insistono i primi. Un alto dirigente dei pompieri aggiunge: "E’ una rappresentazione artistica, non vogliamo fare un’esatta replica della fotografia".
I commentatori conservatori si sono scatenati, così anche la battagliera Fox News. Ecco, il solito spirito buonista della sinistra liberal, dicono. Sono pronti a riscrivere la storia, urlano i più arrabbiati. Sembra proprio come in "1984", il romanzo di George Orwell sul Grande Fratello, spiegano i più colti. Ricordate l’ordine estremo che il Partito diede a Winston?: "Rifiuta la prova dei tuoi occhi e delle tue orecchie".
La più tosta, come al solito, è Ann Coulter, bella trentasettenne di durezza infinita. Una, per capirci, licenziata dal National Review, che è un giornale di simpatie repubblicane, per un articolo di stile fallaciano sugli arabi (suggeriva a Bush di "invadere i loro paesi, uccidere i loro leader, e convertirli alla cristianità". Cose così). Sulla statua politically correct e sulla demagogia del colore, la Coulter ha scritto che "forse dovremmo ringraziarli per non voler scolpire tre musulmane in burqa". E poi: "La sinistra ama cancellare la verità. Chiama le sue menzogne affirmative action o difesa della Costituzione e ora addirittura arte". Il New York Daily News spiega che l’idea di cancellare due pompieri bianchi dalla statua per rappresentare meglio il sacrificio di tutte le etnie non sta in piedi, cifre alla mano. I pompieri di New York sono 11.495 e solo il 2,7 per cento ha la pelle nera mentre gli ispanici arrivano al 3,2. I giornali così si sono messi a controllare il colore dei morti, e risulta che dei 343 pompieri rimasti uccisi soltanto 12 erano neri, e altrettanti i latinos. "Per rappresentare correttamente la differenza razziale  ha ironizzato la Coulter  avrebbero dovuto immaginare una statua con 33 pompieri, a quel punto uno potevano farlo nero e un altro ispanico". C’è chi fa notare che la maggioranza dei pompieri di New York in realtà sia italiana o irlandese ma il punto resta che sul posto c’erano quei tre, Dan, George e Billy. Certo potevano esserci anche dei neri, o degli ispanici ma nel momento dello scatto non c’erano. Eppure ora, in nome della diversità, due tra Dan, George e Billy sono stati esclusi. Così si sono affidati a un avvocato, che difende anche le ragioni del fotoreporter. C’è stata anche una petizione ma la maggioranza degli eroi tace, e non solo perché teme di essere accusata di razzismo. E’ intervenuto anche il sindaco Mike Bloomberg, e venerdì sera per evitare ulteriori polemiche, l’idea della statua modificata etnicamente è stata abbandonata, ovviamente tra le polemiche. Il più saggio è sembrato Tunku Varadarajan del Wall Street Journal: "I politicamente corretti sono noiosi e stancanti, ma l’armata degli anti politicamente corretti qualche volta sa essere davvero irritante: non sarebbe meglio occuparsi d’altro?".

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