Camillo di Christian RoccaRE: NO SUBJECT di Christian Rocca & Luca Sofri

Caro Christian, ora che le destre rivoluzionarie sono al potere, e tu hai delle entrature, non potreste fare niente per Isoradio? Anche se tu al massimo vai in motorino da casa al McDonald’s, ma per noi che solchiamo i caselli dover sottostare alle scelte musicali di quelli là (dev’essere gente di sinistra) è peggio che guardare l’Eurofestival. Pare di sentire la vecchia filodiffusione: ieri per avere notizie sull’uscita obbligatoria a Fornovo per incidente ho dovuto subire in successione "Ancora" di Edoardo De Crescenzo, "Se stiamo insieme" di Riccardo Cocciante e "Black is black" di Cerrone. Il conduttore ha ritenuto persino di parlare di Fausto Papetti, grazie al cielo senza trasmetterne alcunché. E pensare che in giro in autostrada c’è un sacco di gente perbene, non solo maniaci depressivi: prendi me, io ogni tanto entro a Milano Sud solo per andare all’autogrill di Medesano, bello ai piedi dell’Appennino, e comprare una cioccolata autoriscaldante Caldo Caldo o dei muffins al mirtillo (il panino Fantasia, ormai quasi scomparso, è rimpianto dal Brennero a Caserta). Basta evitare il benzinaio che ti vuole assolutamente cambiare l’olio e le spazzole dei tergicristalli, e poi ci si potrebbe vivere, in autostrada. Ma Fabio Concato, risparmiatecelo: è peggio di una foratura sulla Mestre-Vittorio Veneto.

Caro Luca, della destra non so niente. Invece ho capito tutto della sinistra. L’altra sera ho avuto l’illuminazione. Ora so perché non vince mai le elezioni. Non è un problema di leadership né di girotondi né le solite chiacchiere sul conflitto d’interessi. E’ un problema musicale, ne sono convinto. Ecco: finché ci saranno in giro i Nomadi non c’è niente da fare, non c’è speranza, non si vince. Ma che musica fanno i Nomadi? Quante volte sono tornati ‘sti Nomadi? Se ne vanno, ritornano e poi Ancora Nomadi, per sempre Nomadi, di nuovo Nomadi E sempre a cantare "io, vagabondo che son io" e "soldi in tasca non ne ho". Faniguttun, direbbe il Beneamato Premier. Ehi, non toccare Fausto Papetti, lo Jan Garbarek della Brianza. Specie da queste parti, ciccino: Papetti è un innovatore che ha trasformato le copertine dei dischi in calendari di Max. Altra cosa, non ci provare neanche con "Se stiamo insieme ci sarà un perché". Io, per esempio, me lo chiedo sempre quando ti scrivo queste mail.

Caro Christian, certo che c’è un perché: ti devo dei soldi. E me lo potevi dire che sei il curatore della programmazione di Isoradio, che avrei evitato la gaffe. Adesso che so quali siano le tue preferenze, eccoti uno scoop: ho appena sentito una canzone di Serge Gainsbourg del 1964 che è uguale copiata a "Ragazze dell’est" di Claudio Baglioni, un faro, un modello da imitare, persino per i suoi predecessori. La trovi su Audiogalaxy, prima che lo chiudano. Non so se sia un po’ troppo moderno per te, ma sta per uscire il nuovo cd di Springsteen: in fondo ha fatto un disco che si chiamava "Born in the USA", e a te queste americanate commuovono sempre: l’alzabandiera, i padri fondatori, Beniamino Franklin e il Big Mac al MacDonald dietro casa dove sei andato con il motorino. Hai visto che è finalmente uscito in Italia "Wonderboys" di Michael Chabon, da cui fecero quel film ottimo con Michael Douglas nella per lui inusuale parte di una persona normale? Invece diedero un oscar a Bob Dylan, per quel film, per una canzone memorabile (com’è che si chiamava?). Quando parti per il Canada? Ricordati della tenda.

Caro Luca, sono già qui, un po’ imbambolato per questo francese-inglese che parlano a Montreal. Uno pensa che i canadesi non esistano, poi se ti informi scopri che sono nati e cresciuti da queste parti: Neil Young, Joni Mitchell, Alanis Morissette, Robbie Robertson, Leonard Cohen, Jim Carrey, Keanu Reeves, Michael J. Fox, Dan Aykroyd, Céline Dion (ma potevano farne a meno), Pamela Anderson (evviva), K.D. Lang, Loreena McKennitt, i Crush Test Dummies, i Cowboy Junkies, Daniel Lanois, Paul Anka, Bryan Adams, Mike Myers (Austin Powers), Matthew Perry (Friends) Margarete Atwood (scrittrice), Paul Shaffer (Letterman show), Linda Evangelista (femmina), Glen Gould (il pianoforte), David Cronenberg (regista), Donald e Kiefer Sutherland, Douglas Coupland (scrittore generazione X), i Villeneuve (piloti), James Cameron (regista), Leslie Nielsen, Claire Kincaid (Law and Order), Raymond Burr (Perry Mason), Elizabeth Arden (cosmetici), Peter Jennings (l’Enrico Mentana della Abc), Jason Priestl (Beverly Hills), William Shatner (Capitan Kirk), Carrie-Anne Moss (Matrix), Brendan Frazer e tutti i giocatori di hockey su ghiaccio. Lo so, c’è anche Naomi Klein (boh-logo). Ma è una pecca compensata da un fuoriclasse: Mordecai Richler, l’autore della Versione di Barney.

Caro Christian, l’unico titolo di tabloid che vorrei mai leggere è "Clamoroso! Naomi Klein è la figlia di Calvin Klein!". Già che sei lì, se ti sposti a nord fino nel Saskatchewan, a Bellegard c’è questa lotteria: hanno messo una Chevrolet Bel Air del 1968 su un lago ghiacciato e bisogna scommetere sul giorno in cui andrà giù. Con le temperature che ci sono lì, pare che potrebbe star su fino ai primi di luglio, tu quando rientri? Tremo già al pensiero di sentirti dire "il Canadà" con l’accento sulla a.

Caro Luca, l’unico titolo che dovresti leggere è "Piccolo atlante del Jihad" di Carlo Panella. Non ne condivido la tesi di fondo (secondo cui Osama avrebbe comunque vinto), ma è il libro più intelligente e profondo sul tema, spiega per esempio come i killer di Allah massacrino i civili per tutto tranne che per povertà e disperazione. Detto questo, la figlia di Calvin Klein è un’altra. Pare soffra di una particolare sindrome edipica. Tutte le volte che arriva al dunque con un uomo, improvvisamente si blocca. E ci credo, con il nome di papà stampigliato proprio nel bel mezzo.