Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 23 ottobre 2002

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 22 ottobre, (XXI Giorno
della Nuova Era Riformista) si apriva con l’ennesimo attentato
terroristico palestinese. I vertici di Rep. hanno ben presente
la Nuova Era del loro giornale e così hanno tradotto dal
New York Times un’intervista ad Ariel Sharon scritta da William
Safire, l’unico editorialista falco del quotidiano americano.
Bravi. Il resto della prima pagina è dedicato alla requisitoria
di Ilda Boccassini: "Previti, prove come macigni",
sintesi a cura di Rep. delle parole pronunciate dal pubblico
ministero. Giuseppe D’Avanzo (Dav.) commenta la giornata processuale
e le ultime mosse di Cesare Previti. Il linguaggio non è
felicissimo, specie quando Dav. usa un’espressione para-pulp
che gli piace tantissimo: "Perugia è forse la ‘pistola’
che Previti sistema sul tavolo per chiudere la partita".
Dav-fiction conclude l’articolo ripetendo la metafora: "Quale
che sia il futuro, si comprende meglio perché Perugia,
oggi, piaccia a Previti più di Brescia fino ad apparirgli
quasi la pistola sul tavolo capace di chiudere finalmente l’amaro
affare chiamato toghe sporche". Sembra il finale di un western
all’italiana, di un "manette-western". Questa cosa
della pistola va approfondita. Si tratta di un libero adattamento
davanziano dell’espressione americana "smoking gun",
pistola fumante, cioè la prova assoluta, la certezza della
flagranza di reato, diciamo anche le "dita nella marmellata".
Bene. Non c’è articolo di Dav. e di Bonini (Bon.) dove
non ci sia una "pistola fumante". Ne vanno matti, specie
se scrivono del Grande Cattivo Previti, il Lee Van Cleef della
Seconda Repubblica.
A onore di Dav. va detto che quasi metà del suo articolo
è dedicato al pasticcio dell’intercettazione al bar Mandara,
la pistola fumante rimasta in mano agli investigatori.
I grandi giornalisti di Rep. amano le espressioni angloamericane,
a Massimo Giannini per esempio piace da impazzire "moral
suasion", raffinata arte della persuasione che l’editorialista
di Rep. usa anche per ordinare un caffeé al barista. Il
campione, ovvio, è Vittorio Zucconi (Zuc.). L’altro ieri,
però, ne ha combinata una grossa mentre raccontava dell’ennesimo
colpo sparato dal cecchino (sniper) di Washington. Quest’uomo
ha ucciso dodici persone, è un serial killer, un omicida
seriale, uno che copia o si ispira a un modello criminale, un
copycat. Ma Zuc. si impappina nei suoi stessi effetti speciali
e scrive: "Nel solito fenomeno dei copy cats, dei gatti
copioni che vogliono imitare le imprese di chi sta monipolizzando
eccetera". Gatti copioni? Is Zuc. out of his mind? Red.
Corr. ha chiesto a un linguista americano, allievo di Noam Chomsky,
un breve saggio a uso di Gatto Copione Zuc. Eccolo: "La
parola cat, gatto, viene usata in riferimento a persone fin dai
tempi di Shakespeare (vari esempi in ‘Tutto è bene quel
che finisce bene’). Cat è stato associato al verbo copy,
copiare, per indicare qualcuno che mima azioni altrui. La prima
apparizione della parola copycat risale al 1896, nel libro ‘Il
paese degli Abeti Aguzzi’ di Sarah Orne Jewett".
Ieri Rep. era un po’ noiosa. C’era la solita intorcigliata Liana
Milella ("Gli scenari. Il primo è il più gettonato,
il più probabile, il più legato a quella logica
del buon senso che il presidente Cesare Ruperti ha cercato di
inculcare come caratteristica della sua dirigenza"), e poi
un’intervista evergreen (per Dav. e Gatto Copione: "Sempre
verde") a Michail Gorbaciov. Meglio Corrado Augias, il quale
almeno ha mosso le acque, definendo Giacomo Leopardi "il
nostro massimo poeta contemporaneo". Contemporaneo? Ha forse
scritto "A Silvio"?.
Finalmente è arrivato un editoriale sulla crisi dell’Ulivo.
Ma né di Giorgio Bocca, né di Curzio Maltese, né
di Claudio Rinaldi, né di nessun altro fromboliere di
Piazza Indipendenza. L’intervento è di un ex dirigente
del Pci-Pds, Alfredo Reichlin. Dài, fate uno sforzo. Diteci
come la pensate.
Infine il caso di Sebastiano Messina, neocritico tv di Rep. Sembra
che sia stato scelto tra i pochi umani privi di televisore. Ieri,
a proposito del nuovo Tg2 e del rullo di notizie che scorre in
fondo allo schermo, ha scritto che gli pareva di "averlo
già visto sui tg di Bloomberg". Ci fosse un genio
come Zuc. gli direbbe che Tg2 e Bloomberg sono entrambi "gatti
copioni" di Cnn, Fox, Bbc, Sky, Msnbc, Cfn, 24oreTv, Rainews24
and so on. (continua)

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