Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 25 ottobre 2002

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 24 ottobre (XXIV Giorno
della Nuova Era Riformista) si apriva con un articolo di Alberto
Stabile da Mosca (Albert Building from Fly, tradurrebbe Vittorio-Gatto-Copione-Zucconi).
I servizi sull’attacco terroristico ceceno sono esaustivi. Sulla
stessa pagina dove Magdi Allam spiega il legame con al Qaida,
c’è una pubblicità dell’Espresso: il settimanale
del Gruppo Rep. allegherà un "supplemento di 112
pagine" dal titolo "Boccassini contro Previti – Il
testo della requisitoria al processo Imi-Sir".
Il calendario di "Ilda la rossa" non stupisce. I giornali
del Gruppo Rep. amano alla follia la Boccassini (ricordate "Forza
Ilda"?), e poco importa se il proprietario del gruppo è
parte civile al processo contro Previti. Redazionalmente Corretto
(Red. Corr.) vorrebbe però capire una cosa, visto che
a pagina 18 di Rep. c’è un articoletto che dice: "Il
Cdr di Panorama protesta contro la scelta di Mondadori di allegare
al settimanale la nuova rivista di Marcello Dell’Utri. Il prossimo
numero di Panorama uscirà senza le firme dei giornalisti".
Red. Corr. vorrebbe sapere questo: se i giornalisti di Panorama
ritirano la firma per un foglio dellutriano, quelli dell’Espresso-con-allegato-calendario-di-Boccassini
saranno così contenti da firmare in grassetto?
Red. Corr. fa i più vivi complimenti a Rep. per aver tradotto
il reportage del New York Times scritto da John Burns (per Gatto
Copione: Giovanni Brucia) sulle proteste anti Saddam. Poco fantasioso,
invece, Gatto Copione Zucconi. Nel suo articolo sul cecchino
(sniper) di Washington, traduce soltanto il cognome del capo
sceriffo Moose: "Chief Moose, Capo Alce, come lo chiamano
gli operatori e i reporter della tv".
L’altra grande notizia di giornata è incomprensibile.
Pare che si sia riunito un movimento chiamato Ulivo. Nessuno
ha capito con quale ordine del giorno né come sia andata
a finire il vertice. In prima pagina c’è scritto: "Ulivo,
compromesso in assemblea". Bene, hanno deciso qualcosa.
Che cosa, dunque? A pagina 8, il titolo è lo stesso: "Compromesso
nell’Ulivo". D’accordo, su che cosa? Ah, forse qui: "Mediazione
di Fassino". Mmmh: argomento? "Speaker unico sui singoli
argomenti, i capigruppo decideranno le regole". Cioè?
"Salta la conta sulle decisioni a maggioranza". Come,
salta la conta? Sì salta: "L’assemblea si chiude
senza voti". (Certo, non sapevano su che cosa votare, ndRedCorr.)
Goffredo De Marchis continua la sua quotidiana devastazione dell’Ulivo
raccontando che qualche dirigente definisce D’Alema "un
guru", "qualcuno accosta Cofferati agli ayatollah",
altri "l’avrebbero paragonato a Kim Il Sung". Salta
anche l’ipotesi di ticket (biglietto, tradurrebbe Gatto Copione
Zucconi) Prodi-Cofferati. Il più bistrattato è
Cesare Salvi, un tempo omaggiato da Rep. come homme d’Etat pluriel:
"Il vicepresidente del Senato attacca D’Alema accentuando
la sua calata romanesca". Romanesca? Sì, e "Gloria
Buffo condivide: "Lo dice da coatto, ma è la pura
verità". Sublime. Lo avesse scritto Libero, Paolo
Serventi Longhi, il gran capo del sindacato unico dei giornalisti,
avrebbe ritirato la sua firma (ammesso che sia mai stata in circolazione).

Massimo sniper Giannini, l’infallibile cecchino di Rep., suggerisce
agli ulivisti di suicidarsi, e in un bel riassunto della sua
intervista a Cofferati spiega "la tentazione della rottura"
che anima quel che resta del centrosinistra. Sniper si chiede:
"Chi uccide l’Ulivo? D’Alema, Fassino e Rutelli, come sostiene
Cofferati. O Cofferati, come sostengono D’Alema, Fassino e Rutelli".
Ehi, non fate i furbi: l’Ulivo l’ha ucciso Rep. Tanto che, chiude
sniper Giannini: "Berlusconi può stare tranquillo:
governerà almeno altri vent’anni". Concita-nel-paese-delle-meraviglie-De-Gregorio,
invece, non s’è accorta di niente. E’ andata alla riunione
dove non s’è deciso niente e "passa la grande paura:
ora possiamo provarci". Scrive Conc: "Però è
un tentativo. Una cosa. Un modo per uscire dalla paralisi per
sbloccare le liti Si dà un segnale forte all’opinione
pubblica, ecco che cosa si fa". Un segnale forte, "mica
come in quelle assise di Forza Italia dove hanno tutti la stessa
cravatta e non si vota nemmeno". Per carità, mica
come Forza Italia (Strength Italy). Dentro l’Ulivo (Olive-Tree)
scrive Conc. "oggi il risultato è questo: non si
vota, perciò non ci si spacca". (to be continued)

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