Camillo di Christian RoccaUn'Offerta di Bush e Blair che finanche il Correntone non può rifiutare

Milano. La sinistra italiana è fortemente contraria alla nuova "dottrina Bush" sulla guerra preventiva. L’opposizione alla tesi elaborata dalla Casa Bianca è seria, equilibrata e si basa sulla prassi diplomatica del secolo scorso. Le frange più estremiste fanno un passo in più e dipingono l’attuale Amministrazione come una banda di cowboy texani, guerrafondai e imperialisti. La parte più responsabile e maggioritaria della sinistra sostiene più seriamente che la guerra non può essere decisa unilateralmente, ma deve essere deliberata dalla comunità internazionale e solo come ultima ed estrema istanza di un lungo e paziente processo politico-diplomatico. I conflitti e le violazioni del diritto internazionale vanno risolti pacificamente, e soltanto dopo che tutti  ma proprio tutti  gli strumenti della politica sono falliti si può in extrema ratio ricorrere all’uso della forza militare.
Leggendo i giornali e ascoltando i telegiornali sembra che la posizione americana sia più vicina a quella caricatura che ne fanno i pacifisti a oltranza; sembra insomma che George Bush non abbia alcun interesse a costruire un’alleanza, che se ne sbatta dell’Onu e che voglia soltanto premere il grilletto del suo Winchester per risolvere il conflitto con Saddam. Fin qui sono opinioni, notizie e interpretazioni orecchiate da giornalisti e osservatori.
Poi però spunta un documento, una bozza di Risoluzione che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno scritto ma non ancora presentato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L’anticipazione è stata pubblicata ieri dai giornali americani, sintetizzata dal Corriere della Sera e dimenticata dagli altri quotidiani. Eppure il testo è molto importante, perché al di là di tanti dibattiti sulle nuove dottrine di dominio del mondo, contiene il percorso fattuale che gli angloamericani hanno in mente per risolvere la crisi irachena. E, a sorpresa, molto vicino alle posizioni espresse anche ieri in Parlamento da esponenti della sinistra. Il testo, infatti, potrebbe essere stato scritto da un qualsiasi deputato della Margherita, finanche da un membro del Correntone dei Ds. Chiede che in Iraq gli ispettori possano agire liberamente, che Baghdad fornisca l’elenco completo e aggiornato del suo programma di sviluppo delle armi di distruzione di massa, un accesso illimitato ai siti, compresi quelli presidenziali dove gli iracheni non hanno mai fatto entrare nessuno. Cioè la stessa posizione di chi, pur contrario alle ipotesi di guerra unilaterale di Bush, crede che un Saddam armato di armi non convenzionali rappresenti una minaccia per l’intera regione.
Il documento angloamericano si conclude ovviamente con una sanzione, qualora gli ispettori Onu si trovassero di fronte uno sbarramento di "false comunicazioni, omissioni o mancate collaborazioni irachene". A quel punto, ma solo a quel punto, gli Stati membri potranno usare "tutti i mezzi necessari per ripristinare la pace e la sicurezza regionale". Gli americani e gli inglesi vogliono dunque seguire la stessa strada suggerita dai fautori della via diplomatica alla crisi, e cioè chiudono semplicemente che Saddam faccia entrare gli ispettori.

La sintesi della bozza di Risoluzione
Il Consiglio di Sicurezza
DECIDE che l’Iraq agisce ancora, e lo ha fatto per molti anni, in violazione dei suoi obblighi derivanti da molte Risoluzioni.
DECIDE che per iniziare a completare i suoi obblighi di disarmo, il Governo dell’Iraq debba fornire al Consiglio di Sicurezza, prima dell’inizio delle ispezioni ed entro 30 giorni dall’adozione di questa Risoluzione, una credibile, aggiornata, piena e completa dichiarazione con tutti gli aspetti del suo programma di sviluppo delle armi chimiche, biologiche e nucleari, dei missili balistici, degli aerei senza pilota, con tutti i luoghi dove si trovano queste armi, i componenti, sottocomponenti, e i depositi dei materiali e degli equipaggiamenti; i luoghi degli impianti di ricerca, sviluppo e produzione; così come ogni altro programma chimico, biologico e nucleare, compresi quelli che il governo iracheno sostiene essere non legati alla produzione di armi.
DECIDE che l’Iraq debba consentire un immediato, incondizionato e illimitato accesso a ogni altra area, impianto, equipaggiamento e documento che gli ispettori desiderano ispezionare, così come un immediato e illimitato accesso a tutti gli ufficiali e alle altre persone che la squadra degli ispettori o l’International Atomic Energy Agency vuole intervistare.
DECIDE INOLTRE che gli ispettori e l’Iaea possano a loro discrezione condurre interviste dentro e fuori l’Iraq e che queste interviste siano condotte senza la presenza di osservatori del governo iracheno".
Si stabilisce anche che: ogni membro del Consiglio di Sicurezza può chiedere di partecipare alle ispezioni; che gli ispettori sono accompagnati da un sufficiente numero di forze di sicurezza Onu, e che hanno il diritto di distruggere, rimuovere o disarmare tutte le armi proibite e di chiudere o rendere inutilizzabili tutti gli impianti che potrebbero produrle in futuro.

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