Camillo di Christian RoccaNON HO MAI INCONTRATO UNA VJ. Intervista a Francesca Cheyenne

Non ho mai incontrato una vj. A dire il vero, so a stento che cosa sia una vj. Pare che sia una disc jockey televisiva, una persona che sceglie i dischi per la tv. Credo, almeno. Cheyenne è la video jockey più famosa d’Italia. Ed è anche bella, e tosta. Così mi sono informato, in realtà si chiama Francesca Roveda, è dell’acquario, è veneta di Veronoa, ama i film francesi, il cinema di Ken Loach, gli effetti speciali dei kolossal americani, ma anche la danza, il vino, la sambuca, i libri e soprattutto la politica. Non mi restava che andare a trovarla, per stupirla con la mia competenza sull’alternative country o sulle 15 diverse posizioni dell’Ulivo su un argomento a piacere.
Diciamo che avrei dovuto incotrarla di venerdì. Cheyenne è molto impegnata con la sua nuova trasmissione su Raidue, <My compilation>. Non è il programma che l’ha resa famosa, e per il quale io devo farle delle domande. Quello era <Fuori Camera> e andava in onda su Match Music, una piccola televisione di video musicali. A <Fuori Camera>, Cheyenne intervistava i politici sui loro gusti musicali, e li faceva <dialogare con i giovani>. L’idea piacque, tanto che il format è stato acquistato da Raidue, dove la trasmissione ha preso il nuovo titolo di "Onorevole vj". In Rai è stato molto più difficile intervistare i politici per un programma per giovani: ogni volta che Cheyenne invitava uno di sinistra, doveva poi bilanciare con un parlamentare dell’altro schieramento. Cheyenne si scocciò, ora è più tranquilla con <My Compilation>, trasmissione libera da infiltrazioni politiche. Quando l’ho chiamata sul cellulare per fissare l’appuntamento, le ho detto che mi trovavo in centro. Ottimo, anche lei era in centro. Ma a Verona. Non incontrerò mai una dj, ammesso che esistano. Le ho parlato al telefono, seduto in un bar del centro di Milano.
Cheyenne, quanti politici hai intervistato?
Venti, te li elenco tutti o ti interessano soltanto quelli più noti?
Boh, vediamo. Partiamo dalle donne. Sanno qualcosa di musica?
Elena Montecchi dei Ds è preparatissima, una vera esperta. E’ anche una giornalista musicale, scriveva sull’Unità. E’ stata a Woodstock, e al primo grande concerto per Nelson Mandela. E’ innamorata di Bruce Sprinsteen, e considera Kurt Cobain l’ultimo grande mito del rock. Le ho chiesto chi preferisse tra Jovanotti e Rage Against Machine.
E lei?
Rage Against Machine, e fa bene.
Che ti ha fatto l’onorevole Jovanotti? Anche lui come te fa sia musica sia politica
Poteva risparmiarsi quel giro televisivo per propagandare il suo disco, e poi quel verso sulla bellezza perduta di Oriana Fallaci era di cattivo gusto e maschilista.
E Giovanna Melandri che cosa ti ha detto?
Le piace tanto Nicola Piovani.
Alt, questo è gossip.
No, intendeva "La Pietà" di Piovani, me lo ha detto un mese prima che uscissero le foto di loro due abbracciati in riva al Tevere. Ora ha scoperto il jazz, ascolta il trombettista Paolo Fresu, mentre i gruppi su cui si è formata sono i Police e i Talking Heads.
E le deputate poliste?
Sono nazional popolari. A Daniela Santanchè piace Adriano Celentano e la canzone italiana d’autore. Odia Sanremo, però.
Ti ha detto qual è la sua canzone preferita?
Sì, ma ha sbagliato titolo. Ha detto: <Quella mia maglietta stretta> di Baglioni, ma la maglietta era <fina> e il titolo <Questo piccolo grande amore>.
Anche Stefania Prestigiacomo è nazional popolare?
Sì, le piacciono Battisti e Baglioni, ma anche lei da ragazzina ascoltava Police e Talking Heads.
Le deputate di sinistra sembrano più preparate. Ma a destra come sono?
Santanchè e Prestigiacomo considerano la musica come una cosa rilassante, non è in cima ai loro pensieri. Con Jole Santelli, sottosegretario alla Giustizia di Forza Italia sono stata costretta a parlare d’altro. In compenso, a destra vanno molto in discoteca.
Quindi hai intervistato anche Ignazio La Russa?
Sì, ‘Gnazio mi ha detto che ascolta i cantautori di sinistra e che vorrebbe portarli alla festa del Secolo d’Italia. Gli piace anche Francesco De Gregori, in particolare la canzone <Il cuoco di Salò>, dice che è revisionista. Anche Teodoro Buontempo va spesso a ballare, ma credo non ascolti musica. Mi ha detto che gli piace la musica popolare e folcroristica.
Che vuol dire?
Non lo so, Er Pecora non mi ha fatto neanche un esempio.
Gusti banalotti, comunque. C’è stato qualcuno che ti ha sorpreso?
Sì, Mauro Bulgarelli dei Verdo è un fan dei gruppi nati nei centri sociali, gli Assalti Frontali e i 99 Posse. Bobo Craxi è un grande appassionato, il suo ufficio era pieno di cd, mi ha fatto l’elenco degli ultimi 10 che aveva comprato
Ma i deputati comprano i dischi o glieli regalano come a me e a te?
Sì, li comprano, e quelli che ho intervistato sono tutti d’accordo a ridurre l’Iva sul prezzo. I dischi costano troppo, qualcuno mi ha confessato di averli comprati taroccati, pirata. Gioacchino Alfano di Forza Italia mi ha chiesto di essere intervistato alle Messaggerie Musicali, e mi ha regalato un disco di Leonard Cohen, che io adoro. Cohen piace molto anche a Craxi e a Tiziana Valpiana di Rifondazione. Edoardo Bennato è un altro che piace moltissimp a Montecitorio, Alfonso Pecoraro Scanio è un suo fan, oltre che della musica latinoamericana.
C’è un deputato che ti è dispiaciuto non essere riuscita a intervistare?
Sì, Fausto Bertinotti.
Per i suoi gusti musicali e o per le sue posizioni politiche?
Perché è un politico coerente.
Che disco gli consiglieresti?
L’ultimo di Nick Cave, bello e introspettivo.
Lavori in Rai, Maurizio Gasparri è il tuo ministro: che gli condigli?
Quel cantante "esoterico", come mi ha detto La Russa: Franco Battiato.
E a Silvio Berlusconi?
Gli After Hours, titolo "Quello che non c’è"?
Perché un disco con questo titolo?
Mi pare emblematico, è un disco all’apparenza lugubre poi invece cambia e ti coinvolge.
Vuoi dire che il Berlusca sembra un mostro, poi se lo conosci meglio non è così tremendo come era stato descritto?
Queste parole sono le tue.
Anche D’Alema lo raccontano come un antipaticone.
Gli consiglio un bel disco di Elio e le Storie Tese, lo aiuterà a prendersi meno sul serio.