Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 16 novembre 2002

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 15 novembre, XLV Giorno
della Nuova Era Riformista, si apriva con la visita di Karol
Wojtyla in Parlamento: "Il Papa: clemenza ai detenuti".
Recensire Rep. nel giorno dello storico evento è difficile.
Rep. ha dedicato venti articoli al Papa. Un editoriale laico-moderato
del Fondatore, Eugenio Scalfari; una lettera al Pontefice di
Adriano Sofri, una cronaca del discorso di Wojtyla, un articoletto
sui presidenti delle Camere; e molto chiacchiericcio politico-mondano.
La pagina tre è di Concita De Gregorio. Un articolo gustoso,
anche se inutile. L’attenta inviata di Rep. ha infatti notato
ogni singolo tic o smorfia facciale di questo o quel deputato,
prevalentemente del Polo, ma a noi che ce ne importa?
Sebastiano Messina, pur riconoscendo che non era un’impresa facile,
ha sbertucciato Anna La Rosa, la telecronista Rai per la finalissima
di Montecitorio. Gli altri articoli, dei soliti Jerkov, De Marchis
eccetera, non aggiungevano niente rispetto a quanto già
visto in televisione. Forse si doveva osare di più, e
inviare qualche giornalista che, come il Papa, non frequenta
quotidianamente il Transatlantico. Vittorio-Gatto-Copione-Zucconi
(Zuccopycat) avrebbe certamente scritto un reportage fantastico,
anche rimanendo a Washington peraltro. La stessa cosa si potrebbe
dire di Bernardo Valli, ieri bravissimo come sempre a raccontare
l’ultimo giorno del congresso comunista di Pechino. Peccato che
i vertici di Rep. non ci abbiano pensato, ma forse temevano che
si potesse presentare Marco Travaglio.
Alcuni articoli sul Papa sembrano dare ragione al dialogo-sfottò
che il Guardian ha pubblicato, in italiano, qualche giorno fa
proprio reviewing Republic: "Giovanni: Repubblica? Non è
un giornale normalmente serio?". "Francesca: Sì,
ma lo scandalo fa vendere i giornali". In questo caso non
c’è scandalo, ma qualche titolo involontariamente comico:
"D’Alema: colpito, da uomo di sinistra"; "Fini:
gli tirano la giacca"; "Parlamentari in processione,
inchini, carezze e baciamano"; "La Pivetti lascia il
punk e mette il velo"; "Nelle parole del Santo Padre
il Cavaliere trova ciò che cerca"; "Storica
visita del Pontefice a Montecitorio che invoca la pace"
(questo non fa ridere, è solo sgrammaticato).
Ieri è tornato Gabriele Romagnoli, giornalista assente
da un bel po’ di tempo dalle pagine di Rep. Forse si è
dimesso, forse ha cambiato tipo di contratto, come Travaglio,
il quale però non lo facevano scrivere prima e tanto meno
lo fanno scrivere ora, Romagnoli almeno si diverte, gira il mondo
e scrive, come ieri, articoli interessanti. La sua è una
corrispondenza dal Cairo, dove ha intervistato uno scrittore
egiziano che studia e decifra l’oscuro linguaggio di Osama bin
Laden.
La pagina delle lettere e dei commenti è, come sempre,
imperdibile. Ieri niente smentita ad Antonello Caporale (Cap.),
ma solo perché il giorno precedente il popolare Cap. non
aveva scritto niente. Smentitona, invece, per Giuseppe D’Avanzo
(Dav.). Trattasi di rettifica collettiva, stavolta è l’intero
partito denominato Alleanza nazionale a protestare: "La
ignobile falsità di quanto scritto da Rep. (‘Mancava solo
un ‘graziando’ in quota ad An: così spunta l’ex generale
delle Ss’) merita qualcosa di più della smentita. Saranno
i nostri avvocati" eccetera. Rep. risponde scagionando Dav.
e sacrificando un uomo del desk. Dav. ha scritto bene, dice la
nota di Rep., An considerava l’idea della grazia a Priebke come
"irricevibile". Ma allora perché An si è
incavolata? Risponde Rep., autorecensendosi: "Dobbiamo dare
atto che uno dei sommari, per eccesso di sintesi, non traduceva
la completezza dei fatti riportati nell’articolo".
Poco più su c’è Corrado Augias (Aug!). Anche ieri
si è auto-incensato. Elogia i suoi lettori, "persone
che leggono un giornale di qualità, lo giudicano leggendolo,
impugnano (sic) la posta elettronica e con disinvolto italiano
replicano, ma che rappresentano una minoranza, anzi una élite".
I suoi "pen mate" mica sono come gli altri, "quelli
che connotano il livello medio del paese". Certo che no.
Ma ci consenta una domanda, caro Aug!: gli altri, cioè
le bestie, leggono solo il Corriere o si limitano a inviare la
posta elettronica anziché "impugnarla"? (continua)

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