Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 28 novembre 2002

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 27 novembre, LVII
Giorno della Nuova Era Riformista, si apriva con il "nord
sott’acqua, ore di paura". La notizia politica più
importante, come ai bei tempi, è giudiziaria: "Berlusconi
non risponde ai pm". Il commento è di Giuseppe D’Avanzo,
il quale correttamente scrive che il Cav. aveva tutto il diritto
di non rispondere e a "scanso di equivoci" lo ripete
un paio di volte. Però, scrive Davanpour, un premier ha
doveri diversi di quelli di un cittadino comune. Un ragionamento
che fila (quattro stelle di riformismo). Marco Travaglio (Trav.)
è meno raffinato, per niente riformista e comunque cerca
di approfittare del turnover operato dai vertici di Rep.
La cronaca dell’udienza è su tutti i giornali, anche se
diversa a seconda della fonte consultata dal giornalista. Così
il resoconto del Corriere dice altre cose rispetto a Trav., il
quale immagina che il pm abbia chiesto al Cav: "Ci può
dire dove ha preso i soldi?". Difficile che sia vero, visto
che non è un processo a Berlusconi. Secondo la ricostruzione
travagliesca, il pm ha fatto prima una decina di domande poi
il presidente del Tribunale si è rivolto al Cav: "Lei
ha capito, che cosa intende fare?". Secondo il Corriere
è successo il contrario. Il presidente Guarnotta avrebbe
piuttosto interrotto la tiritera dei pm: "Pubblico ministero,
conosciamo i temi dell’interrogatorio". Insomma, due cose
diverse.
Ieri Rep. sembrava la Settimana Enigmistica. Prendevi un articolo,
e più in là potevi comodamente controllare se la
notizia fosse vera. Sebastiano Messina (Forse non tutti sanno
che) ha scritto che Joerg Haider dopo la sconfitta si è
dimesso. Una bella differenza, secondo Messina, tra la politica
austriaca e la nostra. A pagina 20, la soluzione: "Austria,
Haider ci ripensa. Non si dimette e ordina l’epurazione del partito".

Stessa cosa nelle pagine economiche. C’era un articolo sull’Eni,
definita in un sommario "cane a sei zampe". Siamo proprio
sicuri che sia a sei zampe? Strano ma vero. Due pagine dopo,
nel titolo alla rubrica di Hugo Dixon, il cane diventa "a
cinque zampe", cioè ne perde una che però
ricompare in una vignetta dove, unendo i puntini, il povero cane
viene ritratto con sette zampe. La media, comunque, fa sei zampe.
Combacia.
Peccato che ieri non ci fossero le parole incrociate di Liana
Milella, né i cruciverba a schema libero di Franco Cordero
o le risate a denti stretti di Antonello Caporale. C’era, invece,
la seconda e ottima puntata del reportage da Grozny, Cecenia,
di Alberto Stabile.
Bella anche la rubrica di Michele Serra: "Non riesco (da
mesi) a leggere una sola riga sulle vicende interne dell’Ulivo.
Basta il titolo a provocarmi una specie di distrazione auto protettiva,
già leggendo il sommario il mio cervello si rifiuta di
connettere una parola all’altra". Figuratevi che cosa avrà
provato ieri Serra di fronte all’articolo enigmistico di Umberto
Rosso (Quesito della Susi). Comincia così: "Una quindicina
di articoli. Con i passaggi più contestati formulati in
varie versioni. Arriva la bozza di regolamento dell’assemblea
dei parlamentari dell’Ulivo". Oh, finalmente. E che cosa
prevede? Ce lo dice la Susi: "Sul voto a maggioranza, la
questione più delicata, figurano quattro versioni".
Serra già ronfa, Red. Corr. non demorde, Susi continua:
"Scatta se richiesto dal 60% dei parlamentari (ipotesi maggioranza
Ds-Margherita); scatta solo se sono tutti d’accordo (Correntone
ds); scatta comunque (Artemide); non scatta mai (Udeur)".
Una sciarada.
Caro Serra, fattene una ragione. Rep. è la nuova Settimana
Enigmistica, bellezza. E non puoi farci niente, specie se la
soluzione ce l’ha sempre il "Tenero Cav.".
(continua)

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

X

Linkiesta senza pubblicità, per gli iscritti a Linkiesta Club

Iscriviti a Linkiesta Club