Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 9 novembre 2002

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 8 novembre, XXXIX
Giorno della Nuova Era Riformista, si apriva con la notizia dei
sindacati che "bocciano la Fiat". In prima pagina c’era
anche un articolo di Federico Rampini, specializzato ormai in
reportage su scoperte tecnologiche talmente pazzesche che non
servono assolutamente a niente. La settimana scorsa aveva scovato
una polvere che spia (a che diavolo serve?); ieri ha scoperto
"il dollaro con data di scadenza", una banconota "con
banda magnetica incorporata, che fa diminuire il valore via via
che il proprietario lo conserva". Ovviamente, scrive ancora
Rampini, "la banconota deperibile non esiste ancora"
(la svalutazione, invece, c’è da sempre).
I giornali sono pieni di notizie assurde, e Michele Stream Serra
lo fa notare nella sua rubrica di malinconie moraliste. Michele
Stream trova che il titolo "Brigitte Bardot scrive a Berlusconi:
fermate lo sterminio degli elefanti" sia "un autentico
capolavoro di nonsense" e propone "una pagina apposta,
ogni giorno, su ogni giornale" dedicata alle notizie bislacche.
Ieri Rep. ne aveva una mica male: "I partigiani contro Pippo
Baudo" (il rovescio del mitico: "I girotondi spaccano
il centrosinistra").
Mario Pirani è tornato in Algeria, dove era già
stato da "ambasciatore di Enrico Mattei e dell’Eni".
Il suo reportage è ottimo, racconta i massacri compiuti
dai terroristi islamici. In Algeria, spiega Pirani, non accusano
l’Occidente, "semmai la critica sta nel non essersi reso
conto in tempo dell’ampiezza e pericolosità del fenomeno
che il precedente algerino aveva reso palese".
A Rep. c’è una fronda. C’è chi mal sopporta la
nuova linea del giornale, i cui punti essenziali sono contenuti
nell’editoriale-manifesto scritto da Ezio Mauro 39 giorni fa
(I Giorno della Nuova Era Riformista). Ieri è comparso
questo titolo: "Teheran, riformista condannato a morte".
Raffinata tecnica di resistenza, il titolo infatti è ambivalente:
quel "riformista condannato a morte" non dispiacerebbe
ai Vertici di Rep. se solo si riferisse al nuovo giornale di
Antonio Polito.
Anche dall’America c’è chi continua a piazzare articoli
disfattisti e fuori linea. Vittorio-Gatto-Copione-Zucconi (Zuccopycat)
mercoledì era rimasto malissimo alla notizia del trionfo
di Bush, mentre ieri ha cominciato a sminuire la vittoria di
mid-term, in fondo ­ ha scritto ­ Bush ha vinto "per
17 mila voti di differenza complessivi in una nazione di 280
milioni di abitanti". Zuccopycat fa notare, sornione, che
Bush ha immediatamente speso la vittoria in politica estera,
contro Saddam: "Con quel tono sommesso, volutamente umile,
ipocritamente modesto". Il ragionamento è questo:
in campagna elettorale Bush non ha parlato di guerra all’Iraq
perché aveva paura che su questi temi potesse perdere.
Ora che ha vinto, il maldito rispolvera la Colt. Ehi, Gatto Copione,
non fare il furbo, gli americani hanno votato Bush proprio per
questo. Insiste, invece, Zuccopycat: "Questo significa vedere
come tremila voti in una contea rurale della Georgia, o duemila
in Minnesota possano cambiare il destino del mondo". In
realtà "questo significa" che Gatto Copione
non dice ai lettori che il Senato, a maggioranza democratica,
aveva già autorizzato la guerra. Sul tema è intervenuto,
con la solita competenza, Curzio Maltese sul Venerdì:
Bush è un cialtrone, le sue bugie stanno per essere scoperte,
tanto che "nei sondaggi il fronte pacifista aumenta in tutta
Europa e perfino negli Stati Uniti". Be’, c’è da
rivalutare Marco Travaglio. Almeno lui non scrive. (continua)

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