Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 18 dicembre 2002

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 17 dicembre, V Giorno
della Nuova Era Riformista, Automobilista, Libera&Giusta
(NERAL&G), si apriva con "Altri due pacchi bomba, cresce
l’allarme". Prima di recensire il numero in questione, Redazionalmente
Corretto (Red. Corr.) si deve scusare: l’ultima manipolazione
di Rep. sulla rubrica di analisi economiche di Hugo Dixon è
inesistente. Lunedì Rep. non aveva l’analisi di Dixon
sulla Fiat, che invece aveva il Wall Street Journal, perché
l’aveva già pubblicata sabato, giorno in cui Red. Corr.
riposa. E pensare che per sottolineare questo, Red. Corr. non
aveva segnalato la manipolazione di un’intervista al presidente
dell’Enel, Piero Gnudi, che Rep. aveva titolato "Siamo un
paese in declino, il Lingotto è l’ultima risorsa",
nonostante Gnudi non avesse mai pronunciato quella frase e sul
Lingotto avesse addirittura detto il contrario. Comunque ieri
ci hanno scritto Enrico Romagna-Manoja e Hugo Dixon, dicendo
che Rep. non manipola né censura. E’ Dixon, semmai, che
si automanipola, cambiando più volte durante la giornata
il suo pensiero. Così se Rep. pubblica un Dixon che dice
una cosa, e il Wall Street Journal lo stesso Dixon che dice il
contrario, la colpa non è di Rep. ma del medesimo Dixon.
Ok. Red. Corr. accoglie la versione di Rep. e l’autoflagellazione
di Dixon e promette di non parlarne più (forse), anche
perché chissenefrega delle polemiche quando c’è
da continuare il grande ritratto balzacchiano dell’organo ufficiale
dei liberi & giusti. L’autodenuncia di Dixon valga anche
per il Giornale, nostro cognato e braccio armato.
Ieri c’erano due Vittorio-Gatto-Copione-Zucconi (Zuccopycat).
Il primo sul senatore repubblicano Trent Lott, al quale è
"scappato" di elogiare la politica del candidato segregazionista
del 1948. Le scuse non sono valse a niente "attorcigliandosi
nel vento appeso al cappio che lo stringe". Il secondo Zuccopycat
è sulle migliori idee del 2002 secondo il magazine del
New York Times: "Non è detto che siano proprio il
pollo nudo pronto da buttare in pentola o il profilattico-alla-novocaina
per maratone amorose anestetizzate, e neppure l’Internet a pedali
o il kit portatile anti terrorismo, le idee e le cose che hanno
segnato l’anno 2002".
Non lamentarsi, please. Sennò che dovremmo dire di Franco
Cordero, il Prof. che piace soltanto al direttore del Fog.? Eccone
un assaggio: "Chi legga libri sospetti, ad esempio, o frequenti
teste storte non giudicherà gli uomini del re; e non parliamo
dei dissidenti palesi; uno dei 25 ddl qui rimpastati (Anedda,
n.1225) prevede anche l’avere emesso provvedimenti difformi dai
‘principi del giusto processo’. L’idea profonda è che
sia ‘iudex suspectus’ chiunque non regga la coda alla difesa.
L’interessato se li toglie dai piedi con un soffio". Verrà
il giorno, prima o poi, in cui il Prof. dirà che ci siamo
cascati, che siamo su Scherzi a parte.
Corrado Augias (Aug!) si stupisce che la destra voglia sostituire
i libri di testo "intrisi di un’ideologia di sinistra".
Come si permette, vista la "totale indifferenza di questa
gente verso la cultura"? Destra uguale bestie, e dunque
"come si fa a rifiutare in modo così smaccato la
cultura e poi pensare d’imporla con un decreto di tipo stalinista
o, per chi preferisce, fascista?". Già, come si fa?
Un tentativo lo offre Curzio Maltese, in pieno stile Minculrep:
prima scrive che il Cav. è "l’affossatore dell’ultima
grande impresa", cioè della Fiat, poi aggiunge che
"ha salvato il suo potere perché è stato il
più coerente" scendendo in campo. "A Torino
­ invece ­ non è venuta l’idea di fondare un partito".
Che sia venuta a qualcun altro? No no no, scrive Piero Ottone
(Brass). La Libertà & Giustizia di De Benedetti, editore
di Rep., "mira a rafforzare attraverso la libera discussione
il senso civile di una società". La Cir? (continua)

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