Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 11 febbraio 2003

La prima pagina di Repubblica
(Rep.) di ieri, 10 febbraio, Giorno I della Nuova Era Forte,
Franca e Tedesca, si apriva con "Il no di Powell ai caschi
blu". Che diavolo vuol dire? Che cosa sono i caschi blu?
L’America ha forse dichiarato guerra all’Onu? Un essere umano
difficilmente può capire. I sommari non aiutano: "Blix:
l’Iraq collabora" e poi "Berlusconi: i pacifisti fanno
il gioco del rais". Blix? Rais? Di che cosa parlano? Un
occhiello dice: "Gelo Usa sul piano franco-tedesco".
Ah, c’è un piano franco-tedesco? Vediamo se girando pagina
si capisce qualcosa. Ora, a pagina 2, "Powell boccia la
Germania". Possibile? Una pagina fa non bocciava "i
caschi blu"? Un occhiello fa ancora più confusione:
"Dura presa di posizione degli Usa contro gli ispettori
Onu".
Dunque, pare di capire che gli americani boccino in un colpo
solo caschi blu, Germania e ispettori Onu. Ok. Poco male, perché
"Putin è con Schroeder". Chiaro? Forse sì,
anche se Rep. non spiega che cosa ci sia scritto dentro il piano
franco-tedesco. Fermi tutti. Sempre a pagina 2 c’è un
articolo presentato come "il retroscena". Bene. Leggiamo:
"La Francia prende le distanze dalla Germania rossoverde
sul cosiddetto Piano Mirage". Eh!?. Ma non è stato
Powell a bocciare la Germania? E il piano franco-tedesco come
ha fatto a diventare "cosiddetto"? Continuiamo a leggere
"il retroscena" e ricordatevi che siamo sempre a pagina
2 di Rep: "Parigi nega che un piano esista, parla minimizzando
di mere riflessioni, senza che si sia mai parlato di caschi blu".
Come!? Nega che esista?! Non si è mai parlato di caschi
blu?! Ma Rep, allora, non poteva cambiare titolo?
Ricapitoliamo: Rep. ha titolato: "Il no di Powell ai caschi
blu" e "Powell boccia la Germania", mentre uno
degli occhielli diceva: "Gelo Usa sul piano franco-tedesco".
I titoli corretti, invece, sono questi: "Il no di Chirac
ai caschi blu", "Chirac boccia la Germania" e
"Gelo francese sull’asse franco-tedesco". Il gelo,
poi, è di quelli polari: "A smentire Schroeder ci
hanno pensato i francesi: ‘Non c’è alcun progetto, ci
sono solo riflessioni d’insieme’, hanno detto a Repubblica fonti
del Quai d’Orsay". Lo hanno detto proprio a Rep. Eppure
Povero piano franco-tedesco, povero Schroeder. Meno male che
con il cancelliere tedesco, dice il titolo di pagina 2, c’è
il presidente russo: "Putin con Schroeder". Salvo retroscena,
però. E infatti: "Frena prudente anche Putin: in
visita a Berlino () non abbocca all’amo di un appoggio esplicito
al presunto piano, tesogli da Schroeder". Calma ragazzi.
Putin sta con Schroeder o non ha abboccato a Schroeder? Capite
che è abbastanza importante?
Ci togliamo dall’ingorgo di pagina 2 e, sulla 3, leggiamo: "Chi,
da gran volpe ed ex uomo dell’intelligence, non è caduto
nella possibile trappola, è Putin". Putin, in effetti,
è un furbastro, non si è fatto fregare. Ma perché
i titolisti di Rep. l’hanno fatto passare per un fesso qualunque?
Addirittura per uno che sta "con Schroeder". Pare,
addirittura, che Schroeder sia stato "costretto dall’ospite
a negare che si sia discusso del Progetto Mirage". Putin
non c’è cascato, al contrario della sinistra italiana,
ora impegnata a criticare il Cav. perché non firma il
piano franco-tedesco che non c’è.
Non si fanno così i giornali, amici cari. Tanto più
se l’analista di politica estera lo fate fare a Kurz. Non ne
imbrocca una di geopolitica, riesce molto meglio come autore
di cabaret (o, dicono, di Gino Strada), e infatti ieri gli è
venuta una battuta geniale: il Cav. è "lo Schifani
di Bush".
Sulla guerra la linea di Rep. è schizofrenica (neanche
Ferruccio de Bortoli riuscirebbe a tirare le somme). Magdi Allam
sembra un clone di Rumsfeld (a proposito: brava Rep., domenica,
a intervistarlo), vorrebbe uccidere Saddam con le sue proprie
mani. E mica solo Saddam. Domenica, da buon egiziano, ha suggerito
agli americani di fare la guerra anche all’Arabia Saudita.
Ezio Mauro (che la Forza sia con lui) si era stupito, qualche
giorno fa, del fatto che "nel nostro paese si possa gridare
insieme contro il terrorismo di bin Laden e di Bush". Qualche
spunto al paese, al solito, lo dà Rep. Domenica in prima
pagina si è letto questo titolo: "Quando gli Usa
arruolavano la Decima Mas". Ieri, un altro crimine (sempre
in prima pagina): "L’ombra Usa a Portella della Ginestra".
Un editorialista, tra varie amenità, ha scritto che gli
americani "sono accecati dai loro interessi" e "non
dimentichiamoci che sono stati loro a far assassinare Salvador
Allende". Una pagina intera, la 8, Rep. la dedica a "L’altra
America. Cresce il partito No War". Quelli che non ci stanno,
Sean Penn e gli altri. Neanche una riga sul fatto che i principali
giornali americani di sinistra (New Yorker, Washington Post,
New Republic, Slate, moltissimi editorialisti di Time, Newsweek
e perfino parecchi del New York Times) stiano con George Bush
(e Magdi Allam). (continua)