Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 19 febbraio 2003

La prima pagina di Repubblica
(Rep.) di ieri, 18 febbraio, Giorno IV della Nuova Era Forte,
Pacifica, Franca & Tedesca, si apriva con "Europa, compromesso
sull’Iraq". Rep. riesce in un’impresa formidabile nel commentare
e raccontare il Vertice europeo di lunedì sera. Sia l’editoriale
sia le due pagine successive non contengono la parola "Berlusconi".

Guardate che ce ne vuole. Il povero Cav. è stato svillaneggiato
per aver "diviso" l’Europa (e non importa se non era
vero), poi quando la divisione europea si è ricomposta
(e non importa il ruolo del Cav.) Rep. si dimentica di lui. Si
perdono le sue tracce. Rep. non ne parla proprio, neanche male.
Non ci sono battute né sfottò, non ci sono gaffe,
corna, barzellette, ricchi premi né cotillons. Il Cav.
non c’è, e basta. Eppure nei retroscena, nel commento
e nella cronaca della riunione sono citati tutti, Chirac, Fischer,
Blair, Aznar, Prodi, Michel, de Villepin, Simitis, Straw, Patten,
Annan, Solana, Bush, Saddam, Rasmussen, la Francia, la Germania,
la Grecia, la Spagna, l’Iraq, l’America, l’Austria, il Belgio,
il Kuwait, la Danimarca, il Lussemburgo, l’Onu, il gruppo di
Vilnius. Tutti, c’erano tutti. Ma il Cav. e l’Italia no. Niente.
Poi si gira pagina, alla numero 4, e finalmente si scopre che
il Cav. non è rimasto a casa a farsi una Cirami, c’era
anche lui.
Ieri su Rep. non c’era, come non c’era sugli altri giornali,
una notizia molto interessante, facilmente reperibile sull’Ansa
di lunedì pomeriggio: il primo canale della tv tedesca
ha svelato gli affari tedesco-iracheni cominciati con Kohl e
continuati con Schroeder e la provenienza germanica dei laboratori
per armi chimiche e batteriologiche a disposizione di Saddam.
La tv ha raccontato, anche, un viaggio segreto a Baghdad nel
2000 organizzato dalla Confindustria tedesca e il beneplacito
del ministero degli Esteri. Tra gli ospiti anche il produttore
dei laboratori chimico-batteriologici. Per Rep. non era una notizia
interessante.
Sempre interessanti gli articoli di Magdi Allam, inviato a Kuwait
City. Il giornalista italo-egiziano racconta le divisioni nella
Lega araba e traccia la mappa dei moderati, dei contrari e dei
favorevoli agli Usa.
Tra i poco moderati sulla questione arabo-israeliana c’è
proprio Rep. Lunedì aveva titolato in questo modo: "Israele,
ancora sangue: uccisi nove palestinesi". Il sommario diceva:
"A Nablus l’esercito spara sulla folla che protestava".
I soliti fascisti, insomma. Leggendo l’articolo si scopre che
1) sono stati uccisi anche quattro soldati israeliani; 2) che
6 su 9 erano terroristi che fabbricavano una bomba; 3) che forse
sono stati poco accorti e la bomba gli è esplosa in mano;
4) che a Nablus l’esercito non si è divertito a sparare
sulla folla che protestava pacificamente; 5) che "una grande
folla", piuttosto, ha circondato i militari che avevano
appena arrestato un terrorista "circondandoli e cominciando
a bersagliare di sassi il loro convoglio".
Infine Marco Lodoli (Lodò), l’opinionista che Red. Corr.
ama alla follia. Il suo articolo di ieri è il più
maschilista mai comparso sulla stampa italiana del Dopoguerra.
Il tema è "la scomparsa del signor maestro".
Secondo mastro Lodò è gravissimo che stiano scomparendo
i maestri. Attenzione, non la professione di maestro. Il maestro
maschio. Quello che porta i bambini "a giocare nella neve,
d’inverno, e tra i prati fioriti a primavera, ride con loro,
è complice e amico". Ora, spiega Lodò, "i
bambini hanno davanti a loro quasi solo insegnanti donne che
() non possono ricoprire anche il ruolo che aveva il vecchio
maestro. Forse anche per questo i nostri bambini appaiono spesso
viziati, senza alcun senso del limite, a volte addirittura maleducati".

Alzi la mano chi manderebbe un figlio a scuola da mastro Lodò.
(continua)

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