Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 20 febbraio 2003

La prima pagina di Repubblica
(Rep.) di ieri, mercoledì 19 febbraio, Giorno I della
Nuova Era Forte, Egizia, Franca & Tedesca, si apriva con
"Bush: i pacifisti non ci fermano". Due gli editoriali
sulla crisi irachena, uno di Vittorio-Gatto-Copione Zucconi (Zuccopycat)
e un altro di Ralf Dahrendorf che spiegava come la politica antiamericana
dell’Europa (e di Rep.) sia una boiata pazzesca. Buono il contributo
di Michael Walzer, confinato però nelle pagine culturali.
L’intellettuale americano è contrario all’intervento armato
in questo momento, ma spiega come le ispezioni e tutto il resto,
senza la minaccia militare non avrebbero alcuna speranza di successo.
Nella pagina dei commenti c’è anche un’opinione con l’elmetto
di Magdi Allam. L’arabologo di Rep. comincia così: "Se
fossi iracheno sarei scioccato dall’insensibilità del
mondo per la tragedia del mio popolo vittima di un genocidio
perpetrato dal tiranno Saddam Hussein". Poi, in un crescendo
alla Cecco Angiolieri, Allam scrive: "Se fossi iraniano
vi implorerei di rendere giustizia e di non offendere la memoria
del milione di morti che abbiamo avuto in otto anni in una guerra
scatenata dalla follia egemonica di Saddam". Ancora: "Se
fossi kuwaitiano vi chiederei incredulo () che al pari di Hitler
con l’Austria" eccetera eccetera; "Se fossi arabo ammetterei
che Saddam è la più grande disgrazia per il mondo
arabo"; "Se fossi un vero pacifista mi schiererei";
"Se fossi un politico onesto riconoscerei che Saddam è
al pari di Milosevic, se non molto di più, un tiranno
da rimuovere dal potere". Ottimo. Allam potrebbe essere
tante cose, però siccome è egiziano, scrive che
"Saddam è stato un agente della Cia e che grazie
alla Cia il partito Baas iracheno arrivò al potere",
ovviamente per sviare e nascondere che Saddam in realtà
è stato un agente egiziano e che il golpe in Iraq fu organizzato
al Cairo.
Ottimo l’altro articolo di Allam su un vertice segreto tenutosi
a Baghdad, nel quale si sarebbe discusso dell’esilio di Saddam
(che non ci sarà). Decisamente non buona la rubrica di
Zuccopycat "numeri". Zuccopycat racconta che ben 787
risoluzioni dell’Onu sono state violate, molte delle quali riguardano
Israele e la Palestina ma sono "pezzi di carta, rispettate
soltanto quando uno dei pesci grossi nell’acquario di Vetro decide
che devono essere rispettate". Ora, i lettori del Foglio
sanno qual è l’errore di Zuccopycat ma può essere
utile ripetere il punto per i lettori di Red. Corr., cioè
per i giornalisti di Rep, sai mai che qualcosa resti. Tutte le
risoluzioni contro Israele, e molte altre, sono approvate in
base al capitolo 6 della Carta dell’Onu mentre quelle sull’Iraq
in base al capitolo 7. La differenza non è da ridere.
Nel primo caso non si prevedono interventi coercitivi, nel secondo
si arriva a prevedere l’uso della forza militare. Di più.
Israele disattende perché 19 paesi arabi su 23 non riconoscono
la risoluzione 181 del 1947 e la 187 del 1948, quelle sulla nascita
di Israele. (I paesi arabi, il giorno dopo la proclamazione dello
Stato ebraico dichiararono guerra).
Infine un ritorno, Mino Fuccillo (the comeback kid). Anni fa
era come Massimo Giannini oggi, poi andò a dirigere l’Unità
e, diciamo, non andò benissimo. Ora è tornato,
ripartendo dalla gavetta, con un "viaggio tra gli studi
dei commercialisti".
(continua)

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